Myanmar: la guerra civile dimenticata

Scritto da in data Luglio 5, 2024

di ToniAnn Izzo

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Il Myanmar, un tempo simbolo di una democrazia in fiore nel Sud-est asiatico, è ora sommerso da un’ondata di violenza che sconvolge il mondo. Il colpo di stato militare del 1° febbraio 2021 ha distrutto anni di progresso, sostituendo l’ottimismo con l’oscurità.

La stretta di ferro del generale Min Aung Hlaing, ha trasformato le strade della nazione in zone di guerra, costringendo i cittadini a una lotta disperata per la loro libertà. Eppure, anche durante il caos, ci sono segni di sfida e resilienza.

Questi sono testimoni dello spirito di un popolo che si rifiuta di essere imbavagliato e censurato dal governo.

Contesto Storico

Il Myanmar, precedentemente conosciuto come Birmania, ha una storia complessa. A partire dal 1820, la Birmania divenne una colonia dell’Impero Britannico. Gli Alleati liberarono la Birmania nel maggio 1945 e la Birmania ottenne l’indipendenza nel gennaio 1948.

Tuttavia, nel 1962, una giunta militare prese il potere portando la nazione a soffrire sotto decenni di regime autoritario.

Questo regime oppressivo continuò fino al 2011, quando il paese iniziò a passare verso la democrazia.

Nonostante questa transizione verso la democrazia, i militari avevano riservato per sé il 25% dei seggi parlamentari, sollevando dubbi sulla legittimità del processo democratico in Myanmar.

Cronologia

Nel 2015, Aung San Suu Kyi, simbolo iconico del movimento pro-democrazia, portò il suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), alla vittoria. Durante il suo periodo al potere, ha affrontato la crisi dei Rohingya e le accuse di genocidio contro la minoranza musulmana.

Nel 2021, i militari, noti come Tatmadaw, hanno affermato che le elezioni del 2020 erano fraudolente e hanno organizzato un colpo di stato, ripristinando il loro dominio e imprigionando Suu Kyi con molteplici accuse.

Il generale Min Aung Hlaing, un tempo stretto collaboratore di Suu Kyi, ha guidato il colpo di stato del 2021, dichiarando lo stato di emergenza a causa di quella che sostiene essere stata un’elezione truccata. Nonostante le promesse di elezioni libere e corrette, queste sono state ripetutamente posticipate, consolidando il potere della giunta.

In risposta al colpo di stato, diversi gruppi pro-democrazia si sono uniti per formare il Governo di Unità Nazionale (NUG). Da questo è nata la Forza di Difesa del Popolo (PDF), un’ala armata impegnata in feroci battaglie contro i militari in tutto il Myanmar.

La Lotta Attuale

Il Myanmar è ora isolato a livello internazionale, con paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada e l’Australia che impongono sanzioni. Tuttavia, Cina e Russia hanno continuato a sostenere la giunta, fornendo armi e aiuti materiali. Aerei russi e cinesi vengono utilizzati negli attacchi contro i ribelli.

Nonostante la situazione disperata, i gruppi di resistenza hanno fatto significativi progressi. Hanno liberato alcune aree e continuano a combattere il ben armato regime militare, che ha un budget per la difesa di 2 miliardi di dollari.

La PDF, d’altra parte, manca di tali risorse, ricorrendo a tattiche innovative come l’uso di droni per attacchi aerei, che si sono dimostrati efficaci nel riconquistare territori.

I combattenti della resistenza, nonostante le risorse limitate e la mancanza di aiuti internazionali, rimangono determinati. Cercano libertà e scelta, combattendo contro un regime che prende di mira scuole e ospedali, non facendo distinzione tra civili e ribelli.

I giovani del Myanmar sono in prima linea in questa lotta, facendo immensi sacrifici abbandonando la scuola, lasciando le loro famiglie e rischiando la vita.

La Lotta dei Rohingya

I musulmani Rohingya, a lungo privati della cittadinanza e soggetti a gravi violazioni dei diritti umani, sono ora chiamati a combattere contro lo stesso regime che li opprime. I militari affermano che stanno semplicemente preparando i Rohingya a difendere i loro campi.

Tuttavia, molti giovani uomini vengono arruolati con la forza, con le loro famiglie minacciate se si rifiutano. Questo arruolamento forzato è quello che si potrebbe considerare una tragica ironia nella loro lotta.

Un Appello all’Azione

La comunità internazionale dovrebbe prestare maggiore attenzione alla guerra civile in Myanmar perché solo attraverso un’azione internazionale congiunta il popolo del Myanmar può sperare di emergere da questo oscuro capitolo della sua storia.

Il mondo non deve chiudere gli occhi di fronte alle atrocità che stanno avvenendo in Myanmar.

ToniAnn Izzo

Sono un’appassionata di scienze politiche di New York City con una passione per la politica globale.

Il mio obiettivo è suscitare interesse nei giovani, che sono i più colpiti dalle decisioni politiche odierne, rendendo le questioni complesse comprensibili e coinvolgenti.

Porto una prospettiva fresca nelle discussioni per rendere la politica divertente e accessibile per la prossima generazione.

 

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