Quarta puntata: nuotare in una realtà capovolta

Scritto da in data Gennaio 8, 2021

A cura di Alessandra Chiricosta

Dopo averle viste volare, in questa pillola torniamo a osservare le sirene muoversi nell’ambiente e nelle modalità in cui siamo più abituati a collocarle. Muovendo le loro code argentate nel mare, le sirene insegnano a passare dalla superficie alla profondità degli abissi e ritorno, riconsegnando sempre preziosi insegnamenti.

Forse è proprio per questo che sono dovute precipitare dalle altezze che toccavano in volo: mutando le piume in squame sono riuscite a raggiungere le profondità abissali, a comprendere come si vive dall’altra parte dello specchio di superficie.

E come in “Alice” di Carrol, il mondo delle sirene appare per molti aspetti rovesciato: quello che pensiamo forte in realtà è debole, e quello che consideriamo fragile è possente e resistente. Potere, questo, che si impara a conoscere attraverso l’esperienza di corpi “sireniformi” che nuotando riescono a capovolgere stereotipi e narrazioni interiorizzanti, a far comprendere che non sono le corpo-realtà a essere in sé più o meno forti, ma è il contesto che le ospita a favorire o, al contrario, osteggiare la possibilità di muoversi in modi straordinari.

La sirena ci guiderà tra le capacità natatorie di corpi diversamente abili, per poi portarci in un avventuroso viaggio tra le acque gelide del nord e del sud del globo, tra Terra del Fuoco e Corea dove comunità di donne che sono riuscite a risvegliare la loro natura anfibia, come Amazzoni sireniformi, sfidano da secoli il freddo degli abissi e gli attacchi del patriarcato.

In copertina: immagine da Pixabar foto di Baek youngsuk da Pixabay

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