9 luglio 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Luglio 9, 2026
- Trump: l’accordo con l’Iran è finito, una notte di bombardamenti.
- Pakistan, escalation di violenza in Belucistan.
- Venezuela: parla il responsabile dei programmi di MSF.
- Arizona, bimbo dichiarato morto era ancora vivo.
- Irlanda, via libera al divieto di importare prodotti dalle colonie israeliane.
- Europa, maxi operazione contro la pedopornografia online.
- Cuba: liberato l’artista dissidente Otero Alcantara.
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Usa contro Iran
Nelle prime ore di oggi gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova e massiccia ondata di raid contro l’Iran. Secondo il Comando Centrale americano sono stati colpiti circa novanta obiettivi militari, tra cui sistemi di difesa aerea, lanciatori di missili, basi per droni, radar costieri, aeroporti e infrastrutture strategiche.
Per la prima volta da aprile sarebbero stati colpiti anche alcuni ponti, compresi collegamenti sulla strada verso Mashhad, dove oggi si conclude il funerale della Guida Suprema Ali Khamenei.
Washington sostiene che l’operazione sia una risposta agli attacchi iraniani contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz e afferma che l’obiettivo è ridurre la capacità di Teheran di minacciare la libertà di navigazione lungo una delle rotte energetiche più importanti del mondo.
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Missili e droni sono stati lanciati contro installazioni militari americane in Bahrein, Kuwait e Qatar.
Le autorità del Kuwait affermano di aver intercettato gli ordigni, mentre in Bahrein, dove ha sede la Quinta Flotta statunitense, le sirene d’allarme sono risuonate almeno due volte. Le Guardie della Rivoluzione rivendicano gli attacchi contro obiettivi americani nella regione.
Dal vertice NATO, il presidente Donald Trump ha dichiarato che, a suo giudizio, il memorandum d’intesa che aveva congelato temporaneamente il conflitto è ormai “finito”.
Ha definito i negoziati con Teheran “una perdita di tempo” e ha avvertito che, se gli attacchi contro la navigazione dovessero continuare, la risposta americana sarà ancora più dura.
Trump ha inoltre rilanciato la minaccia di colpire infrastrutture civili strategiche iraniane, comprese centrali elettriche, impianti di desalinizzazione e il terminal petrolifero dell’isola di Kharg, da cui passa circa il novanta per cento delle esportazioni di greggio dell’Iran.
Da Teheran, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha risposto che «gli Stati Uniti non hanno ancora imparato che rompere gli accordi ha un prezzo», mentre il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha definito le parole di Trump «non un segno di forza, ma l’ammissione del fallimento della politica americana».
Intanto i mercati guardano con crescente preoccupazione allo Stretto di Hormuz. Il prezzo del petrolio è tornato a salire per il timore che il conflitto possa compromettere nuovamente il transito dell’energia dal Golfo Persico, proprio mentre i colloqui che sarebbero dovuti riprendere dopo i funerali di Khamenei appaiono ora più lontani che mai.
Palestina e Israele
Continuano gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. Nelle ultime ventiquattro ore il ministero della Sanità palestinese riferisce di almeno otto morti e diciassette feriti, mentre altre due persone sono state estratte senza vita dalle macerie.
Il bilancio complessivo dall’inizio della guerra supera ora i 73 mila morti e i 173 mila feriti. Dall’11 ottobre, primo giorno del cosiddetto cessate il fuoco, sono stati uccisi oltre 1.080 palestinesi.
Solo nella giornata di mercoledì sei persone, tra cui due bambini, sono morte in nuovi bombardamenti. Quattro vittime, compreso un bambino di dieci anni, si trovavano in una tenda nel campo di Al-Saada, a sud di Khan Younis.
A Gaza City un altro bambino è stato ucciso nel quartiere di Zeitoun, mentre un raid ha colpito anche la parte occidentale della città.
L’emergenza umanitaria continua ad aggravarsi. Le Nazioni Unite segnalano quasi 9.300 casi di varicella nelle ultime due settimane, favoriti dal sovraffollamento, dalle pessime condizioni igieniche e dal collasso del sistema sanitario.
Oltre un milione e settecentomila sfollati vivono in più di milleseicento siti di fortuna, molti infestati da roditori e parassiti.
Poco prima del calcio d’inizio della partita dei Mondiali tra Egitto e Argentina, un raid israeliano su Gaza City ha ucciso Mohamed al-Wahidi, responsabile del Comitato egiziano di soccorso che stava organizzando la proiezione pubblica dell’incontro per le famiglie sfollate.
Nell’attacco sono morti anche due fratellini di otto e dieci anni e l’autista dell’auto. L’esercito israeliano ha dichiarato che al-Wahidi non era l’obiettivo del bombardamento.
Intanto cresce la pressione internazionale per la liberazione del pediatra palestinese Hussam Abu Safiya, detenuto da diciotto mesi senza accuse né processo.
Dopo il senatore americano Chris Van Hollen, anche la Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ne ha chiesto l’immediato rilascio, denunciando che il suo stato di salute è peggiorato a causa di gravi maltrattamenti in detenzione.
Secondo la Commissione, gli abusi contro il medico rientrano in un quadro più ampio di uccisioni, torture e persecuzioni del personale sanitario palestinese.
Infine, la fondazione belga Hind Rajab ha presentato alla procura italiana una denuncia contro un cittadino israeliano, accusandolo di presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante le operazioni militari a Gaza.
ISRAELE: l segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha annullato gli incontri previsti con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e con il ministro della Difesa israeliano.
La decisione arriva mentre Washington valuta la possibilità di vendere i caccia F-35 alla Turchia, ipotesi osteggiata da Israele, che teme un cambiamento degli equilibri militari nella regione.
Donald Trump ha già annunciato la revoca delle sanzioni imposte ad Ankara per l’acquisto dei sistemi missilistici russi S-400, segnale di un riavvicinamento tra Stati Uniti e Turchia che rischia di aumentare le tensioni con il governo israeliano.
Libano
Nuova notte di bombardamenti nel sud del Libano. Intorno alle due del mattino, caccia israeliani hanno colpito la zona boschiva di Ali al-Taher, vicino a Nabatieh, dopo un precedente bombardamento di artiglieria.
Altri raid hanno interessato l’area tra Beit Yahoun, Kounine e Braachit, mentre droni israeliani hanno sorvolato a lungo Tiro e la periferia sud di Beirut.
Sul fronte politico, il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi iraniani contro Bahrein e Kuwait, definendoli una violazione della sovranità e del diritto internazionale. Nessuna condanna, invece, per i precedenti bombardamenti statunitensi contro l’Iran.
Intanto dalla Casa Bianca arriva un segnale diplomatico: secondo Reuters, Donald Trump ha invitato il presidente Aoun a Washington il prossimo 21 luglio.
Sudan
Continua a peggiorare la situazione in Sudan. Almeno quindici civili sono stati uccisi in due attacchi con droni contro veicoli nella regione del Kordofan Settentrionale, secondo l’organizzazione per i diritti umani Emergency Lawyers.
L’attacco più grave ha colpito un mezzo nella città di Al-Shatoot, causando tredici morti, tra cui cinque donne.
Nelle ultime settimane i raid con droni si sono intensificati, colpendo anche scuole, ospedali e infrastrutture idriche, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria nel Paese
Nato Summit
Al vertice NATO di Ankara, Donald Trump ha aperto due nuovi fronti di tensione con gli alleati europei.
Il primo è con la Spagna. Il presidente americano ha definito Madrid un “partner terribile” dell’Alleanza, accusandola di non spendere abbastanza per la difesa, e ha chiesto di tagliare ogni rapporto commerciale, perfino i viaggi tra i due Paesi.
Secondo il Wall Street Journal, il Tesoro americano starebbe già preparando una lista di prodotti spagnoli che potrebbero essere colpiti da embargo nei prossimi giorni.
La tensione con Madrid non nasce oggi: il governo di Pedro Sánchez ha rifiutato di mettere a disposizione basi e spazio aereo per le operazioni americane contro l’Iran e ha criticato duramente sia i raid su Teheran sia la guerra israeliana a Gaza.
La Spagna, inoltre, è l’unico Paese NATO ad aver ottenuto un’esenzione dal nuovo obiettivo di spesa militare fissato al 5% del PIL entro il 2035.
VIDEO | US President Donald Trump says, "I spoke to Italy… I didn't speak to Spain. Spain is a wasted cause. We don't want to do any trade business with Spain anymore, by the way. I'd like you to cut it off. Spain is a terrible partner in NATO. They don't participate. They… pic.twitter.com/TwtRHz8GCN
— Press Trust of India (@PTI_News) July 8, 2026
Madrid prova a minimizzare e parla di rapporti “eccellenti” con Washington, ricordando che gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con la Spagna e che, essendo la Spagna parte dell’Unione Europea, non può essere colpita da misure commerciali separate senza coinvolgere Bruxelles.
Il secondo fronte è la Groenlandia. Trump è tornato a dire che l’isola artica dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti per ragioni di sicurezza globale, arrivando a minacciare il ritiro delle truppe americane dall’Europa se gli alleati continueranno a opporsi.
La premier danese Mette Frederiksen ha risposto che la Danimarca è pronta a difendere ogni centimetro del territorio NATO, compresa la Groenlandia, e ha ribadito: “La Groenlandia non è in vendita”. Anche il governo groenlandese ha respinto l’ipotesi.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha cercato di ricucire, rivendicando l’aumento delle spese militari degli alleati. Ma il vertice, nato per mostrare unità contro Russia e Iran, finisce per raccontare soprattutto le fratture interne dell’Alleanza Atlantica
Germania
Paura in una scuola della Baviera, nel sud della Germania, dove un ragazzo di sedici anni è stato arrestato dopo aver ferito due studentesse di tredici anni.
Il giovane aveva con sé un coltello e un’arma da fuoco, anche se non è ancora chiaro quale arma sia stata usata nell’aggressione. Le due ragazze non sono in pericolo di vita.
Secondo le autorità bavaresi, il sedicenne, cittadino croato residente in Germania, aveva già ricevuto cure psichiatriche in passato. Le indagini sono in corso.
Irlanda
Il Parlamento irlandese ha approvato una legge che vieta l’importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati. L’Irlanda diventa così il primo Paese dell’Unione Europea ad adottare una misura di questo tipo.
Il governo di Dublino spiega che la decisione si basa sul parere della Corte internazionale di giustizia, che nel 2024 ha giudicato illegale l’occupazione israeliana dei territori palestinesi.
L’Irlanda è tra i governi europei più critici nei confronti della guerra a Gaza: nel 2024 ha riconosciuto lo Stato di Palestina e, nelle ultime settimane, ha vietato l’ingresso nel Paese ai ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich.
Europol
Ventotto persone sono state arrestate in un’operazione internazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori coordinata da Europol.
Gli arresti sono stati eseguiti in Svezia, Norvegia, Germania, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca e Canada. I sospettati, tutti uomini tra i 22 e i 54 anni, avrebbero pagato in criptovalute per accedere a forum del dark web dove venivano condivisi video di abusi su minori.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati oltre 460 oggetti, tra cui dispositivi elettronici, portafogli di criptovalute, droga e sostanze dopanti. L’indagine, guidata dalla polizia norvegese, prosegue e non si escludono nuovi arresti.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti un bambino di appena diciotto mesi, dichiarato morto dopo essere stato trovato privo di sensi in una piscina in Arizona, è stato scoperto ancora vivo cinque ore dopo, nella cella frigorifera dell’ospedale, poco prima del trasferimento all’obitorio.
Secondo un rapporto della polizia, alcuni agenti avevano segnalato al medico di aver notato ancora segni di vita, ma il sanitario avrebbe confermato comunque il decesso. Il piccolo è stato poi trasferito in un altro ospedale, dove si è ripreso ed è stato dimesso.
La polizia ha chiesto di incriminare i genitori per negligenza, mentre l’ospedale ha avviato un’indagine interna per chiarire quanto accaduto.
Gli Stati Uniti starebbero preparando una lista di prodotti spagnoli che potrebbero essere colpiti da un embargo nei prossimi giorni. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario americano, secondo cui il Dipartimento del Tesoro sta lavorando insieme all’Ufficio del Rappresentante per il Commercio su richiesta del presidente Donald Trump.
La misura si inserisce nella crescente tensione tra Washington e Madrid, dopo le critiche del governo spagnolo alle operazioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran e la posizione della Spagna sulla guerra a Gaza. Al momento non è stata resa pubblica alcuna lista dei prodotti interessati e non è ancora chiaro se l’embargo entrerà effettivamente in vigore.
A Houston un agente dell’ICE ha ucciso durante un controllo stradale Lorenzo Salgado Araujo, immigrato messicano residente negli Stati Uniti da quasi trentacinque anni.
La famiglia e le associazioni ispaniche contestano la versione ufficiale e chiedono un’indagine indipendente.
Sul fronte giudiziario, una causa federale accusa l’amministrazione americana di aver condiviso dati riservati di richiedenti asilo iraniani con il governo di Teheran, esponendo persone perseguitate per motivi religiosi, politici e legati all’orientamento sessuale.
La deputata democratica Claire Valdez ha dichiarato che sosterrebbe sanzioni contro Israele sul modello di quelle adottate in passato contro il Sudafrica dell’apartheid.
Le autorità statunitensi hanno incriminato Lawrence Bishnoi, ritenuto il capo di una rete criminale indiana, accusandolo di aver orchestrato l’assassinio del leader sikh Hardeep Singh Nijjar, ucciso in Canada nel 2023.
L’inchiesta fa parte di una vasta operazione internazionale che ha coinvolto Stati Uniti, Canada ed Europa contro tre organizzazioni criminali accusate di omicidi, traffico di droga, estorsioni e sequestri.
L’uccisione di Nijjar aveva provocato una grave crisi diplomatica tra Ottawa e Nuova Delhi, dopo che il governo canadese aveva dichiarato di avere elementi credibili sul coinvolgimento di agenti indiani nell’omicidio, accuse che l’India continua a respingere.
Una giudice federale statunitense ha autorizzato la scrittrice E. Jean Carroll a incassare i 5,8 milioni di dollari depositati in garanzia da Donald Trump dopo la condanna civile per abuso sessuale e diffamazione.
La decisione arriva dopo che la Supreme Court of the United States ha lasciato in vigore il verdetto della giuria, che aveva ritenuto Trump responsabile dell’aggressione avvenuta nel 1996 e delle successive dichiarazioni diffamatorie contro Carroll.
Gli avvocati del presidente hanno presentato un nuovo ricorso, ma la richiesta di bloccare il pagamento è stata respinta. Resta inoltre aperto un secondo appello relativo a un altro risarcimento da 83 milioni di dollari sempre a favore di Carroll.
Cuba
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato, con 136 voti favorevoli e 9 contrari, una sessione straordinaria richiesta da Cuba per discutere dell’inasprimento delle sanzioni statunitensi e del loro impatto sulla crisi energetica dell’isola.
Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha accusato Washington di condurre una “guerra non convenzionale” contro il Paese e ha definito il blocco energetico una forma di punizione collettiva, sostenendo che negli ultimi dodici mesi abbia causato danni economici per circa otto miliardi di dollari.
Gli Stati Uniti avevano cercato di impedire il dibattito alle Nazioni Unite, ma sono rimasti in minoranza. Dal 1992, l’Assemblea generale approva ogni anno una risoluzione, non vincolante, che chiede la fine dell’embargo americano contro Cuba.
Il dissidente e artista cubano Luis Manuel Otero Alcántara è stato scarcerato dopo quasi cinque anni di detenzione, ma da allora risulta irreperibile.
Secondo familiari e attivisti, il fondatore del Movimento San Isidro potrebbe essere trattenuto in una struttura del Ministero dell’Interno in attesa di un possibile trasferimento forzato negli Stati Uniti. Non ci sono però conferme ufficiali.
Considerato prigioniero di coscienza da Amnesty International, Otero Alcántara era stato arrestato dopo le proteste antigovernative del luglio 2021 e aveva più volte dichiarato di non voler lasciare Cuba contro la propria volontà.
Venezuela
Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per raccogliere altri 296 milioni di dollari destinati ai sopravvissuti del terremoto che due settimane fa ha colpito il Venezuela. Secondo il capo degli aiuti umanitari dell’ONU, Tom Fletcher, mancano ancora 627 milioni di dollari per assistere 1,3 milioni di persone nei prossimi sei mesi.
Il piano punta a garantire alloggi, assistenza sanitaria, acqua, cibo, protezione e istruzione. Nelle prime fasi dell’emergenza, l’ONU ha già mobilitato oltre 50 squadre di soccorso provenienti da più di 30 Paesi, con migliaia di operatori e 200 cani da ricerca.
Ascoltiamo le parole di di Andreas Spaett ( responsabile dei programmi di MSF in Venezuela. — “I bisogni sono in continua evoluzione e, in questa fase, la priorità è assistere i sopravvissuti e le persone che vivono ancora per strada, ospitate in campi di accoglienza di diverse dimensioni.
Stiamo gestendo cliniche mobili in diversi luoghi, tra cui Playa Verde, che rappresenta il principale centro di accoglienza nello stato di La Guaira, e a Naiguatá. Inoltre, abbiamo esteso il nostro intervento anche a Caracas, dove osserviamo un numero crescente di persone che vivono per strada. Per questo abbiamo attivato una terza clinica mobile nel centro della città.
Le necessità maggiori riguardano il supporto alla salute mentale, un ambito che stiamo rafforzando ampliando il nostro team con l’assunzione e la formazione di nuovi psicologi.
Abbiamo inoltre avviato interventi nel settore dell’approvvigionamento idrico e dei servizi igienico-sanitari: abbiamo installato servizi igienici dove mancavano e siamo coinvolti nel trattamento dell’acqua per garantire acqua potabile alle persone assistite.
Lavoriamo in collaborazione con altri attori umanitari che si occupano di altri servizi, come l’alloggio e la distribuzione di cibo. Nel complesso, la risposta umanitaria sta diventando sempre più strutturata.
Parallelamente, stiamo lavorando a una strategia per supportare il Ministero della salute nello sviluppo di una risposta più ampia e strutturata rispetto a quella attualmente disponibile nel supporto alla salute mentale.”
Pakistan
Nuova ondata di violenza nella provincia pakistana del Belucistan. Negli ultimi quattro giorni sono morte almeno 96 persone: 54 militanti, 38 membri delle forze di sicurezza e 4 civili, secondo l’esercito pakistano.
Gli scontri sono iniziati con un attacco attribuito ai talebani pakistani del Tehreek-e-Taliban Pakistan contro civili nella zona di Hanna Urak. Successivamente un assalto a un posto di polizia nel distretto di Ziarat ha provocato la morte di numerosi agenti e il sequestro di altri poliziotti.
Mercoledì un convoglio militare è stato invece attaccato dai separatisti dell’Baloch Liberation Army. L’esercito afferma di aver ucciso decine di combattenti nelle successive operazioni di risposta.
Malesia
Migliaia di cittadini malesi residenti a Hong Kong rischiano di non poter votare alle elezioni statali di questo fine settimana a causa dei tempi molto ristretti previsti per registrarsi al voto per corrispondenza.
La comunità malese nella città conta circa 15.000 persone e molti denunciano di essere stati esclusi dal processo elettorale dopo aver mancato la breve finestra di registrazione.
Le opposizioni e gli elettori all’estero criticano il sistema, sostenendo che le scadenze penalizzano chi vive fuori dal Paese e limitano di fatto il diritto di voto. Il risultato delle elezioni è considerato particolarmente importante perché potrebbe influenzare gli equilibri politici del governo federale malese.
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