8 luglio 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Luglio 8, 2026
- Medio Oriente: salta la tregua, nuovi raid Usa sull’Iran.
- A Gaza gli israeliani continuano a bombardare.
- NATO: nuovi investimenti nella difesa e vertice ad Ankara.
- Asia: alluvioni e frane provocano decine di vittime.
- Bolivia: arrestato uno dei leader delle proteste.
- Vaticano: indagine su un cardinale accusato di comportamenti inappropriati
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Iran
La fragile tregua tra Stati Uniti e Iran è sempre più vicina al collasso. Dopo l’attacco contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz, tra cui la petroliera qatariota Al Rekayyat, colpita al largo delle coste dell’Oman e incendiata senza provocare vittime, Washington ha lanciato una nuova ondata di raid contro obiettivi militari iraniani.
Secondo il Comando Centrale statunitense, sono stati colpiti sistemi di difesa aerea, radar costieri, batterie missilistiche, siti di lancio di droni e missili antinave e infrastrutture portuali nel sud del Paese.
L’operazione, afferma Washington, è una risposta agli attacchi contro la navigazione commerciale internazionale. Il Qatar accusa direttamente Teheran, che continua invece a negare qualsiasi responsabilità.
In risposta ai bombardamenti, l’Iran ha lanciato missili e droni contro basi militari americane in Bahrein e Kuwait. Entrambi i Paesi hanno attivato le difese aeree e riferiscono di aver intercettato gli ordigni in volo.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane sostengono di aver preso di mira decine di installazioni statunitensi nella regione.
Sul piano economico, gli Stati Uniti hanno revocato con effetto immediato la deroga che consentiva l’acquisto di petrolio iraniano senza incorrere nelle sanzioni americane.
La Casa Bianca ha spiegato che l’accordo provvisorio con Teheran era subordinato al comportamento dell’Iran e che gli attacchi nello Stretto di Hormuz rappresentano una grave violazione degli impegni assunti.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ribadisce che i negoziati con Washington non riprenderanno finché gli Stati Uniti continueranno a minacciare il Paese.
Intanto proseguono i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei: dopo il passaggio a Qom, il feretro è arrivato in Iraq e farà ritorno in Iran per la sepoltura prevista domani a Mashhad.
Nonostante la nuova escalation, dieci navi commerciali, sei delle quali trasportano circa dodici milioni di barili di greggio, hanno ripreso ad attraversare il corridoio marittimo autorizzato nello Stretto di Hormuz, segnale che il traffico commerciale prova lentamente a ripartire, anche se la sicurezza della principale rotta energetica mondiale resta estremamente precaria.
Libano
Nel sud del Libano continuano le violazioni del cessate il fuoco da parte dell’esercito israeliano. Nelle ultime ore un drone ha lanciato granate stordenti sulla cittadina di Hadatha, mentre Beit Yahoun è stata colpita dall’artiglieria e nel vicino villaggio di Kounine sono state fatte esplodere alcune abitazioni.
Raid e pesanti raffiche di mitragliatrice sono stati segnalati anche in altri centri del sud. Già lunedì Israele aveva bombardato Houla e demolito diverse case nelle aree di confine.
Sul piano diplomatico, il presidente libanese Joseph Aoun ha annunciato che entro la fine di luglio sarà alla Casa Bianca per incontrare Donald Trump e rafforzare l’accordo sostenuto dagli Stati Uniti con Israele.
Ha definito l’intesa “non ideale”, ma ha spiegato che Beirut l’ha accettata perché l’attuale equilibrio militare favorisce Israele. Aoun ha anche ribadito che non incontrerà il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha invece annunciato un nuovo round di negoziati tra Israele e Libano il 15 e 16 luglio a Roma, precisando però che le truppe israeliane resteranno nel sud del Libano finché l’esercito libanese non avrà disarmato Hezbollah.
Intanto cresce la tensione anche tra la popolazione civile. I sindaci di diversi villaggi cristiani del distretto di Marjayoun denunciano di aver ricevuto messaggi dell’esercito israeliano che intimano agli sfollati di non tornare nelle loro case.
Gli stessi amministratori hanno inoltre smentito con forza le affermazioni di Netanyahu secondo cui avrebbero chiesto l’annessione a Israele, ribadendo la loro fedeltà alla sovranità del Libano.
Palestina e Israele
A Gaza continuano gli attacchi israeliani nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre.
Nelle ultime ore almeno quattro palestinesi sono stati uccisi nel sud della Striscia: tre in diversi bombardamenti nell’area di Khan Younis, tra cui Al-Mawasi e i pressi di un campo per sfollati, e uno nei pressi di Rafah, dove nove persone sono rimaste ferite dal fuoco dell’esercito israeliano. Israele afferma di aver colpito militanti di Hamas, mentre il movimento palestinese accusa Tel Aviv di continuare a violare l’accordo.
L’esercito israeliano ha inoltre arrestato sette pescatori al largo della costa di Al-Zawaida, nel centro della Striscia, privando ancora una volta centinaia di famiglie di uno dei pochi mezzi di sostentamento rimasti.
La crisi sanitaria continua intanto a peggiorare. Secondo il responsabile del reparto oncologico del Nasser Medical Complex, ogni giorno tre malati di cancro muoiono per la mancanza di cure e farmaci, mentre circa quattromila pazienti necessitano di un’evacuazione medica urgente.
Sul piano politico, Hamas conferma di voler trasferire l’amministrazione civile della Striscia al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, sostenuto da Egitto, Qatar e Turchia. Israele respinge però la proposta, ribadendo che qualsiasi accordo dovrà prevedere il completo disarmo di Hamas.
Anche le Nazioni Unite accolgono con cautela l’iniziativa, sottolineando che il vero banco di prova sarà verificare se il nuovo organismo potrà esercitare un’autorità reale o se il controllo militare e della sicurezza resterà nelle mani di Hamas.
Fino a che non sarà liberato, continueremo a parlarne, perché se non basta la notizia ad indignarsi, forse ci riuscirà con la mia tigna…dato che continua a crescere la preoccupazione per le condizioni del dottor Hussam Abu Safiya, ex direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, detenuto da Israele senza accuse formali dal dicembre 2024.
Il suo avvocato racconta di averlo trovato irriconoscibile durante un recente colloquio: il medico avrebbe il volto coperto di lividi e avrebbe denunciato di essere stato picchiato da diverse guardie carcerarie, senza ricevere cure mediche. «Sto vivendo l’inferno», avrebbe detto, aggiungendo di temere che qualcuno voglia ucciderlo.
Il servizio penitenziario israeliano respinge tutte le accuse di torture e maltrattamenti, sostenendo che i detenuti ricevono assistenza sanitaria nel rispetto della legge.
Intanto un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha definito arbitraria la sua detenzione e ne ha chiesto l’immediata liberazione, mentre la Corte Suprema israeliana attende la risposta del governo al ricorso presentato per ottenere il rilascio suo e di altri tredici medici palestinesi detenuti senza incriminazione.
Anche la Cisgiordania occupata resta sotto pressione. Raid militari, colpi d’arma da fuoco e nuove violenze dei coloni sono stati segnalati in diverse località. A Masafer Yatta otto palestinesi, tra cui alcuni bambini, sono rimasti feriti in un attacco dei coloni.
Nella stessa zona alcuni allevatori hanno denunciato che i loro greggi sono stati deliberatamente investiti con veicoli. Secondo il Palestine Information Center, solo nel mese di giugno a Gerusalemme Est sono state documentate 540 violazioni da parte delle forze israeliane e dei coloni.
SIRIA: Decine di coloni israeliani hanno tentato di attraversare illegalmente il confine con la Siria, nell’area del Monte Hermon, con l’obiettivo, secondo quanto riferiscono i media israeliani, di promuovere la creazione di un nuovo insediamento.
Il gruppo, appartenente all’organizzazione estremista Pioneers of Bashan, è stato fermato prima di raggiungere il valico di frontiera.
Intanto l’esercito israeliano continua le operazioni nella provincia siriana di Quneitra, dove sono stati segnalati nuovi bombardamenti su terreni agricoli lungo la zona cuscinetto.
Secondo osservatori e organizzazioni che monitorano il conflitto, queste operazioni stanno contribuendo allo sfollamento forzato della popolazione civile nelle aree di confine.
Siria
Due esplosioni hanno colpito Damasco durante la visita ufficiale del presidente francese Emmanuel Macron. Secondo il ministero dell’Interno siriano, almeno 18 persone sono rimaste ferite. Gli ordigni erano stati nascosti in un’auto e in un cestino dei rifiuti. Nessun gruppo ha finora rivendicato l’attacco.
Nonostante l’attentato, Macron ha confermato il sostegno francese alla ricostruzione della Siria, annunciando una nuova fase di cooperazione strategica con il presidente Ahmed al-Sharaa.
Parigi contribuirà ai settori dell’energia, della finanza e delle infrastrutture, restituirà a Damasco 51 milioni di euro confiscati alla famiglia Assad e fornirà assistenza tecnica alla banca centrale siriana.
Al-Sharaa ha invitato le aziende francesi a investire nella “nuova Siria”, citando grandi progetti nei porti, negli aeroporti, nell’energia e nelle infrastrutture digitali.
È la prima visita di un leader dell’Europa occidentale dopo la caduta di Bashar al-Assad e segna un tentativo di riavvicinamento tra Damasco e l’Europa. Nei prossimi giorni il presidente siriano dovrebbe incontrare anche il presidente statunitense Donald Trump a margine del vertice NATO.
Sudan
In Sudan la guerra continua a colpire soprattutto i più piccoli. Secondo l’UNICEF, nei primi sei mesi del 2026 almeno 330 bambini sono stati uccisi o feriti, con le regioni del Darfur e del Kordofan tra le più colpite. I recenti attacchi con droni su El-Obeid hanno aggravato ulteriormente la situazione.
L’organizzazione Save the Children denuncia inoltre che oltre 5.500 bambini sono stati costretti a fuggire dai combattimenti nella città, mentre migliaia restano ancora in pericolo.
Di fronte al peggioramento della crisi, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che dispone un’indagine urgente sulle violazioni commesse a El-Obeid, nel timore che possano ripetersi atrocità simili a quelle già avvenute in altre città del Sudan.
Grecia e Israele
Grecia e Israele hanno svolto nuove esercitazioni militari congiunte nei cieli del Mar Egeo e sopra Creta, rafforzando la cooperazione avviata con Cipro attraverso un accordo trilaterale firmato alla fine del 2025.
Le manovre arrivano mentre la Turchia cerca di ottenere dagli Stati Uniti nuovi caccia F-35. Un’ipotesi che ha provocato la dura reazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui la vendita altererebbe gli equilibri militari della regione, oggi garantiti, a suo dire, dalla superiorità aerea israeliana.
La questione potrebbe essere affrontata anche nei colloqui a margine del vertice NATO di questa settimana.
Italia
Due ex funzionari dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna sono stati arrestati a Roma con l’accusa di aver passato informazioni riservate ai servizi segreti russi in cambio di denaro.
Secondo gli inquirenti, la rete di spionaggio avrebbe coinvolto anche quattro militari in servizio presso il settore cyber del Ministero della Difesa italiano, ora indagati per presunti reati legati alla sicurezza dello Stato e alla divulgazione di segreti.
L’indagine, avviata dall’AISI e condotta insieme ai Raggruppamento Operativo Speciale, avrebbe accertato che l’obiettivo dell’intelligence russa era raccogliere informazioni sensibili sull’industria della difesa italiana.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato che non ci sarà alcuna tolleranza verso chi mette a rischio la sicurezza nazionale.
Vaticano
Il Vaticano ha aperto un’indagine preliminare sul cardinale Cristóbal López Romero, accusato da almeno cinque donne di comportamenti sessualmente inappropriati.
Il porporato, arcivescovo di Rabat in Marocco, respinge tutte le accuse ma ha annunciato la sospensione volontaria dalle celebrazioni pubbliche e dalle attività pastorali fino alla conclusione degli accertamenti.
L’inchiesta è nata dopo una serie di testimonianze raccolte dall’agenzia AFP e presentate anche alla nunziatura apostolica di Rabat. López Romero ha dichiarato che collaborerà pienamente con l’indagine, definendo la vicenda motivo di «profondo turbamento» per la comunità cattolica.
Creato cardinale da Pope Francis nel 2019, López Romero era stato indicato tra i possibili candidati al conclave che ha poi eletto Pope Leo XIV.
Francia
Marine Le Pen potrà candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2027. La Corte d’appello ha confermato la condanna per appropriazione indebita di fondi europei, ma ha ridotto la pena, rendendola nuovamente eleggibile.
Resta però la condanna a un anno di detenzione domiciliare con braccialetto elettronico, una misura che la leader del National Rally aveva definito incompatibile con una campagna elettorale.
Nei sondaggi, Le Pen e il presidente del partito, Jordan Bardella, restano tra i favoriti in vista del voto del 2027, quando il presidente Emmanuel Macron non potrà ricandidarsi per un terzo mandato.
Nato
L’Alleanza Atlantica apre il vertice di Ankara annunciando nuovi investimenti nella difesa. La NATO acquisterà una nuova generazione di aerei per la sorveglianza aerea e presenterà accordi militari per un valore di decine di miliardi di dollari.
Il presidente statunitense Donald Trump è stato accolto all’arrivo dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Nel corso del summit Trump chiederà agli alleati un aggiornamento sugli impegni ad aumentare le spese militari fino al 5% del PIL.
Mercoledì il presidente americano incontrerà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, mentre la guerra in Medio Oriente e il conflitto in Ucraina restano al centro dell’agenda del vertice.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di non aver sostenuto Washington durante il conflitto con l’Iran. Parlando a margine del vertice NATO, Trump ha affermato che quella scelta ha incrinato il loro rapporto, pur definendo Meloni «una brava persona».
Secondo Trump, l’Italia ha commesso un errore rifiutando di appoggiare gli Stati Uniti nella crisi mediorientale. Roma, invece, ha difeso la propria linea, scegliendo di evitare un coinvolgimento militare diretto.
Il governo italiano prova intanto a smorzare le tensioni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato a non reagire a ogni provocazione del presidente americano, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che il rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti resta fondamentale, al di là delle polemiche personali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a sostenere che la Groenlandia dovrebbe passare sotto il controllo americano e non rimanere parte del Regno di Danimarca.
Parlando a margine del vertice NATO, Trump ha definito l’isola strategica per la sicurezza degli Stati Uniti, citando la crescente presenza di Russia e Cina nell’Artico, e ha criticato Copenaghen, accusandola di non investire abbastanza nel territorio.
La Danimarca e il governo della Groenlandia hanno sempre respinto qualsiasi ipotesi di cessione della sovranità, ribadendo che solo i groenlandesi possono decidere il proprio futuro.
Trump ha inoltre rinnovato le critiche agli alleati europei della NATO, chiedendo maggiori investimenti nella difesa e un contributo più consistente alla sicurezza del continente.
Regno Unito
Nigel Farage si è dimesso da deputato per il collegio di Clacton e ha annunciato che si ricandiderà a un’elezione suppletiva, sostenendo che saranno gli elettori a decidere se merita di restare in Parlamento.
La decisione arriva mentre cresce la pressione su di lui per un regalo da cinque milioni di sterline ricevuto nel 2024 dal finanziere delle criptovalute Christopher Harborne.
La donazione è ora al vaglio dell’autorità parlamentare che controlla il rispetto delle regole sulla trasparenza finanziaria.
Farage respinge ogni accusa, sostiene di aver sempre rispettato le norme e denuncia una campagna politica contro di lui. Se però venisse riconosciuta una grave violazione delle regole parlamentari, potrebbe essere sospeso dalla House of Commons, con il rischio di una nuova elezione nel suo collegio.
Ucraina
È stata trovata morta in Ucraina Anastasiia Berezovska, la donna sospettata di aver compiuto l’attentato con un ordigno esplosivo che, a fine giugno, aveva ferito gravemente un imprenditore ucraino e due suoi familiari in un palazzo di Monaco.
Secondo la procura ucraina, la donna è stata uccisa con colpi d’arma da fuoco alla testa. Per il suo omicidio sono stati arrestati due uomini, tra cui un agente delle forze dell’ordine e un dipendente dell’intelligence militare ucraina, entrambi sospettati anche di aver partecipato alla preparazione dell’attentato.
Gli investigatori ritengono che l’obiettivo fosse l’imprenditore Vadym Yermolaiev, colpito insieme al figlio e alla compagna. L’inchiesta è ancora in corso per chiarire movente e rete di complici dietro l’attacco.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha annunciato la firma di tre nuovi accordi con Danimarca, Estonia e Paesi Bassi per la cooperazione nel settore dei droni militari.
L’intesa punta a sviluppare produzione congiunta, scambio di tecnologie ed esportazione di sistemi testati sul campo di battaglia. Con questi salgono a nove gli accordi internazionali firmati da Kiev.
Al vertice NATO, Zelensky ha ribadito che la priorità dell’Ucraina resta ottenere più sistemi di difesa aerea per proteggersi dai continui attacchi missilistici russi.
Russia
Il International Olympic Committee ha raccomandato la revoca delle restrizioni sugli atleti russi e ha sospeso le misure adottate nei confronti del Russian Olympic Committee.
Secondo il CIO, il Comitato olimpico russo non include più organizzazioni sportive dei territori ucraini occupati e gli atleti potranno tornare alle competizioni internazionali nel rispetto delle norme antidoping.
Resta però ancora aperta la questione dei simboli nazionali: il Comitato olimpico non ha deciso se la Russia potrà gareggiare con bandiera, inno e colori nazionali ai 2028 Summer Olympics. Inoltre, la decisione finale sull’ammissione degli atleti spetterà alle singole federazioni sportive internazionali.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti ha ufficialmente chiuso i battenti il Department of Government Efficiency, il cosiddetto DOGE, l’agenzia creata per ridurre sprechi e spesa pubblica, inizialmente guidata da Elon Musk e poi affidata ad Amy Gleason.
Molti dei tagli annunciati sono stati successivamente annullati e centinaia di dipendenti federali licenziati sono stati riassunti. L’agenzia è stata inoltre al centro di polemiche per questioni legate alla privacy, dopo aver cercato di ottenere l’accesso ai dati fiscali di cittadini e imprese.
Restano invece in vigore i drastici tagli agli aiuti internazionali. Secondo diverse stime indipendenti, queste riduzioni avrebbero contribuito a causare, in modo indiretto, centinaia di migliaia di morti nel mondo.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente può rimuovere i vertici delle agenzie federali indipendenti, ribaltando un precedente in vigore da oltre novant’anni. La decisione rafforza il controllo della Casa Bianca su organismi come la Federal Trade Commission, pur lasciando fuori, almeno per ora, la Federal Reserve.
Secondo la maggioranza dei giudici, queste agenzie esercitano poteri esecutivi e devono quindi rispondere al presidente. I giudici di minoranza parlano invece di un duro colpo all’indipendenza delle istituzioni e agli equilibri tra i poteri dello Stato.
Messico
La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha chiesto all’FBI di chiarire come il narcotrafficante Ismael ‘El Mayo’ Zambada sia stato trasferito negli Stati Uniti e se agenti americani abbiano operato sul territorio messicano senza autorizzazione.
Sheinbaum ha incaricato il ministero degli Esteri e la Procura di approfondire il caso e ha chiesto che vengano resi pubblici gli sviluppi dell’inchiesta. «Il Messico è un Paese sovrano», ha dichiarato, chiedendo di fare piena luce sulle circostanze dell’arresto del fondatore del cartello di Sinaloa.
Ecuador
Il governo dell’Ecuador ha aperto un bando straordinario rivolto a militari e agenti di polizia in pensione per rafforzare temporaneamente il corpo di sicurezza penitenziaria, nel tentativo di riprendere il controllo delle carceri, sempre più al centro della violenza legata alla criminalità organizzata.
Il piano riguarda in particolare il carcere di El Encuentro, inaugurato sette mesi fa e ispirato al modello del mega penitenziario salvadoregno Cecot. La struttura è però già finita al centro di decine di denunce per presunti abusi e casi di malnutrizione, accuse respinte dalle autorità.
Nel carcere sono detenuti alcuni tra i principali capi delle organizzazioni criminali del Paese, tra cui il boss conosciuto come “Churrón”, alleato del narcotrafficante “Fito”.
Bolivia
In Bolivia è stato disposto il carcere preventivo per Vicente Salazar, uno dei principali leader sindacali accusati di aver organizzato i blocchi stradali che tra maggio e giugno hanno paralizzato il Paese per oltre cinquanta giorni.
La procura lo accusa di terrorismo, associazione a delinquere e altri reati legati alle proteste, che hanno provocato gravi carenze di beni essenziali, miliardi di dollari di danni economici e almeno sedici morti, tra cui tredici persone che non hanno ricevuto cure mediche in tempo.
La difesa contesta l’arresto, sostenendo che siano state violate le procedure previste dalla legge. L’inchiesta prosegue e coinvolge anche altri dirigenti del movimento di protesta.
Pakistan
Sono in corso le ricerche di un aereo cargo scomparso al largo delle coste del Pakistan.
Secondo l’autorità per l’aviazione civile, il Boeing, diretto negli Emirati Arabi Uniti con cinque persone a bordo, è uscito dai radar dopo aver segnalato problemi al sistema di navigazione. Prima di scomparire, il velivolo aveva iniziato una rapida discesa e cambiato rotta nei pressi di Karachi.
Sri Lanka
È di almeno 26 morti, tra cui sette agenti penitenziari, il bilancio della rivolta scoppiata nel carcere di Negombo, nello Sri Lanka. Secondo le prime indagini, gli scontri sarebbero stati provocati da un conflitto tra detenuti legato al traffico di droga all’interno della prigione.
Le violenze sono esplose dopo che alcuni detenuti avrebbero denunciato un tentativo di introdurre stupefacenti nel carcere. Durante gli scontri, i prigionieri hanno aggredito le guardie con mattoni e spranghe, mentre gli agenti hanno aperto il fuoco per difendersi.
Il penitenziario ospitava circa 2.400 detenuti, a fronte di una capienza di appena 650 posti, una situazione di grave sovraffollamento che da anni alimenta tensioni nel sistema carcerario del Paese.
Indonesia
Da oltre una settimana un enorme incendio devasta la discarica di Jatiwaringin, alla periferia di Giacarta, in Indonesia. Le fiamme hanno già distrutto più di 15 ettari, costringendo centinaia di persone ad abbandonare le proprie case a causa del fumo tossico.
Le autorità sanitarie segnalano un forte aumento delle malattie respiratorie, mentre vigili del fuoco e protezione civile continuano a lavorare con elicotteri, droni e mezzi pesanti per domare l’incendio.
Secondo gli ambientalisti, il rogo è il risultato di anni di cattiva gestione dei rifiuti. L’accumulo di metano prodotto dalla decomposizione dei materiali organici avrebbe trasformato la discarica in una vera e propria bomba ecologica, aggravata dalle alte temperature e dalla crisi climatica.
Cina
Un tribunale cinese ha condannato a morte Yang Youlin, ex funzionario della città di Nanchino, riconosciuto colpevole di aver incassato tangenti per oltre 2,2 miliardi di yuan, l’equivalente di circa 324 milioni di dollari.
Secondo l’accusa, nel corso di oltre vent’anni avrebbe favorito appalti, concessioni di terreni e attività imprenditoriali in cambio di denaro e beni di valore.
La sentenza si inserisce nella vasta campagna anticorruzione promossa dal presidente Xi Jinping, che negli ultimi anni ha portato a migliaia di indagini e, nei casi più gravi, anche all’esecuzione di alti funzionari condannati per corruzione.
Clima
E concludiamo con un aggiornamento climatico, Il maltempo continua a colpire duramente l’Asia.
In Cina almeno 21 persone sono morte tra alluvioni, frane e violenti temporali che hanno investito le province centrali e nord-occidentali del Paese. Migliaia di edifici sono stati danneggiati e decine di migliaia di persone sono state evacuate.
Le autorità hanno innalzato al livello massimo l’allerta per le inondazioni in alcune regioni, mentre il presidente Xi Jinping ha ordinato il massimo impegno nei soccorsi.
Anche tra India e Bangladesh il bilancio continua ad aggravarsi. Almeno 13 persone sono morte a causa delle piogge torrenziali e delle frane.
Nei campi profughi di Cox’s Bazar, in Bangladesh, dieci rifugiati Rohingya hanno perso la vita e oltre tremila persone sono state costrette a lasciare temporaneamente i propri rifugi, mentre le agenzie umanitarie avvertono che le precipitazioni intense continueranno anche nei prossimi giorni.
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