12 ottobre 2020 – Notiziario

Scritto da in data Ottobre 12, 2020

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  • Bielorussia: migliaia di persone in piazza, decine di arresti (in copertina).
  • Nagorno-Karabakh: la tregua non regge, vittime civili.
  • Accordo tra Hamas e Israele, 6 mesi di tregua.
  • Bangladesh: gente in piazza contro l’aumento degli stupri, il governo pensa alla pena di morte per gli stupratori.
  • Libia: liberati sette indiani che erano stati rapiti.
  • Nepal: non si placa la caccia alle streghe.
  • Afghanistan: i residenti di Lashkarghah fuggono dalla città mentre i talebani si avvicinano.
  • Iraq: aperta indagine per la morte di un dirigente coreano.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli. Musiche di Walter Sguazzin

Iraq

L’Iraq ha aperto sabato un’indagine sulla morte di un direttore di alto livello di una compagnia coreana che sta implementando un progetto portuale strategico nel sud dell’Iraq, dopo che i legislatori iracheni hanno messo in dubbio le notizie preliminari che parlavano di suicidio. Park Chul-Ho, direttore dell’ufficio sudcoreano Daewoo E&C Iraq, che sta lavorando alla costruzione del lucroso porto di Fao, è stato trovato morto venerdì mattina. Il suo cadavere impiccato è stato scoperto da un operaio nel complesso aziendale situato nella provincia ricca di petrolio di Bassora, a diversi chilometri dal sito del porto. Dopo che più funzionari hanno confutato i risultati iniziali che attribuivano la morte a un suicidio, è stato formato un comitato per indagare su decesso di Park.

Libano

Il ministero dell’Interno libanese ha disposto il lockdown di una settimana per 169 villaggi e località nel Paese e ha ordinato la chiusura dei bar e dei locali notturni su tutto il territorio nazionale, per cercare di far fronte alla crescente diffusione del coronavirus. Il lockdown comincerà questa mattina e durerà almeno fino al 19 ottobre, mentre i bar e i locali notturni resteranno chiusi fino a nuovo ordine.

Israele e Palestina

Israele e il movimento politico e militante di Hamas hanno raggiunto una tregua, mediata dal Qatar, per un periodo di sei mesi, secondo quanto ha riportato ieri l’israeliano Channel 12. In cambio, il Qatar trasferirà $ 100 milioni ad Hamas in un accordo coordinato con Doha dal capo del Mossad, Yossi Cohen, insieme al Coordinatore delle attività governative nei territori (COGAT). Mohammad al-Emadi, l’inviato del Qatar a Gaza, negli ultimi anni ha visitato regolarmente Gaza con l’approvazione israeliana, portando fondi nella Striscia per l’acquisto di carburante, il pagamento dei dipendenti pubblici e l’aiuto ai poveri di Gaza. La serie di finanziamenti più recenti doveva scadere entro poche settimane, ha riferito Channel 12.
Israele ha tacitamente espresso il suo consenso revocando le restrizioni imposte alla Striscia dall’inizio dell’escalation di violenza di agosto. Tuttavia, l’accordo non è stato bene accolto ieri dai leader israeliani locali nel sud del Paese, dove vivono le comunità colpite dai razzi o dai palloni incendiari.

Decine di migliaia di israeliani hanno protestato contro il primo ministro Benjamin Netanyahu in oltre 1.000 raduni, socialmente distanziati, in tutto il Paese sabato: si tratta del quarto evento del genere da quando il governo ha istituito il divieto di proteste di massa come parte del blocco nazionale per il coronavirus. A Tel Aviv sono stati segnalati scontri tra manifestanti e polizia mentre le autorità cercavano di fermare gli attivisti che marciavano per le strade. La polizia ha detto di aver arrestato otto manifestanti a Tel Aviv e Gerusalemme. Dopo mesi di proteste che chiedono a Netanyahu di dimettersi per le accuse di corruzione e per aver gestito la pandemia, le manifestazioni di sabato sera hanno attirato la folla più numerosa. Da quando la restrizione è stata approvata il mese scorso – non potersi allontanare più di 900 metri da casa – decine di migliaia di israeliani hanno organizzato proteste agli angoli delle strade e nelle piazze pubbliche vicino alle loro case.

Libia

Sette operai indiani, rapiti in Libia, sono stati rilasciati, ha dichiarato l’ambasciatore indiano in Tunisia. I sette uomini, provenienti da Andhra Pradesh, Bihar, Gujarat e Uttar Pradesh, sono stati rapiti da Asshwerif in Libia il 14 settembre. Nel settembre 2015 era stato emesso un avviso per i cittadini indiani di evitare di recarsi in Libia in considerazione della situazione della sicurezza. Successivamente, nel maggio 2016, il governo ha imposto un divieto totale di viaggio, indipendentemente dallo scopo, in considerazione delle condizioni di sicurezza molto deteriorate. Questo divieto di viaggio è ancora in vigore.

Sudan: il governo sudanese e il Sudan People Liberation Movement North, sotto la guida di Abdel Aziz al-Hilu, riprenderanno i colloqui mercoledì prossimo nel Sudan del Sud. Si concentreranno sulla separazione tra Stato e religione.

Turchia – Grecia – Egitto

La Turchia ha annunciato che intende rimandare nel Mediterraneo orientale la nave da ricerca Oruc Reis, già al centro di una lite sui diritti energetici con la Grecia, mossa che potrebbe riaccendere le tensioni con Atene. Turchia e Grecia si stanno contendendo i diritti per la ricerca del gas naturale nel Mediterraneo orientale fin dal mese di agosto, quando i due paesi vicini ed entrambi membri della NATO hanno organizzato esercitazioni aeree e navali rivali in acque strategiche tra Cipro e l’isola greca di Creta. Intanto il presidente egiziano, sabato, ha ratificato un accordo marittimo che stabilisce il confine del Mar Mediterraneo con la Grecia e delimita una zona economica esclusiva per i diritti di perforazione di petrolio e gas, ha riferito l’agenzia di stampa statale, mossa che ha irritato le autorità turche.
L’accordo bilaterale è ampiamente ritenuto come una risposta a un accordo rivale tra la Turchia e il governo libico di Tripoli che ha aumentato le tensioni nella regione del Mediterraneo orientale, insieme alla contestata esplorazione di petrolio e gas della Turchia nelle acque del Mediterraneo. L’agenzia di stampa MENA ha detto che l’accordo, firmato dal presidente Abdel-Fattah el-Sissi, è stato pubblicato sabato dalla Gazzetta ufficiale.

Nagorno-Karabakh

Le forze armene hanno attaccato la città azera di Ganja, provocando la morte di 9 civili e il ferimento di altri 33, tra cui minori, in un’aerea residenziale. Sabato era cominciato un cessate-il-fuoco tra i due paesi.
L’Armenia inizialmente ha negato l’attacco di Ganja, ma non è la prima volta, da entrambe le parti, che si colpiscono zone civili. I combattimenti nelle ultime due settimane hanno ucciso centinaia di persone e le dichiarazione da entrambe le parti indicano che nessuna delle due è ancora stanca del conflitto o alla ricerca di una via d’uscita. La disputa a lungo termine tra Armenia e Azerbaijan è lungi dall’essere risolta, con la Turchia che continua a minacciare di lasciarsi coinvolgere in quella che è già una brutta battaglia e che potrebbe rapidamente diventare una sanguinosa guerra regionale.

Nagorno Karabakh: la terra contesa

Francia: sui muri del Louvre sono apparse delle svastiche enormi in vernice rossa. Il presunto autore è stato arrestato dalla polizia. Si tratta di un georgiano di 31 anni, senza fissa dimora.

Bielorussia

Migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro la rielezione del presidente Lukashenko, come ogni domenica ormai da due mesi. Duro l’intervento della polizia che ha usato cannoni d’acqua e granate assordanti per disperdere la folla. 150 gli arresti secondo l’ong Viasna. Finora Stati Uniti, Unione Europea, Gran Bretagna e Canada hanno imposto sanzioni contro una serie di alti funzionari in Bielorussia accusati di frode e violazioni dei diritti umani in seguito alle elezioni presidenziali. Le forze di sicurezza hanno arrestato più di 13.000 persone durante la repressione post-elettorale, alcune delle quali sono state successivamente liberate. La violenza di ieri è seguita a un incontro che Lukashenko ha tenuto sabato, in una prigione di Minsk, con i leader dell’opposizione detenuti, un evento insolito che ha spinto alcuni attivisti dell’opposizione a credere che si stesse preparando a fare concessioni. In una di queste, due uomini d’affari che avevano preso parte all’incontro con Lukashenko sono stati rilasciati domenica tardi, secondo quanto riferito dalla televisione di stato bielorussa. Il leader dell’opposizione, Sviatlana Tsikhanouskaya, che ora risiede in Lituania, ha chiesto nuove elezioni e la liberazione di tutti i prigionieri politici.

Kirghizistan

Almeno cinque persone sono rimaste ferite durante i nuovi scontri tra gruppi rivali in Kirghizistan, venerdì, mentre il Paese dell’Asia centrale continua a precipitare nella crisi. Le fazioni politiche stavano lottando per il potere quando il presidente Sooronbay Jeenbekov ha ordinato alle forze militari di entrare nella capitale, dopo aver affermato di essere pronto a dimettersi per calmare le tensioni. Nuovi scontri sono scoppiati venerdì pomeriggio tra seguaci di politici rivali nel centro della capitale Bishkek, dove uno dei gruppi – un blocco di opposizione che rappresenta diversi partiti – stava tenendo una manifestazione. Uno dei cinque feriti durante le violenze è un importante attivista giovanile che il blocco ha proposto come nuovo vice primo ministro del Paese. Tilek Toktagaziyev, 29 anni, ha subito una commozione cerebrale ed è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito da pietre, ha detto il ministero della Salute all’AFP. Venerdì scorso Jeenbekov ha firmato le dimissioni del governo in vigore prima delle elezioni, che secondo i partiti dell’opposizione sono state truccate a favore dei partiti vicini al presidente. I funzionari elettorali hanno detto che una data per nuove elezioni sarebbe stata fissata prima del 6 novembre. Jeenbekov aveva ribadito di essere pronto a dimettersi una volta formato un nuovo governo, ma più tardi, lo stesso giorno, ha dichiarato uno stato di emergenza di 12 giorni a Bishkek, con inclusi controlli rigorosi sui movimenti in entrata e in uscita dalla capitale. Testimoni oculari hanno visto veicoli militari pesanti entrare in città venerdì sera.

Afghanistan

Attivisti della società civile hanno confermato gli scontri nel sud e hanno detto che diversi posti di blocco a Lashkargah, la capitale della provincia meridionale di Helmand, sono caduti in mano ai talebani. Secondo Omar Zwak, portavoce del governatore di Helmand, le forze di sicurezza afghane si sono ritirate da una serie di posti di blocco a Lashkargah per evitare vittime civili. Ha parlato di «una ritirata tattica». Il governatore di Helmand, Mohammad Yasin Khan, nel frattempo ha confermato gli scontri ma ha detto che le forze di sicurezza afghane hanno lanciato contrattacchi – operazioni aeree e di terra – contro i militanti. Ha affermato che almeno 200 talebani sono stati uccisi negli ultimi 10 giorni in tutta la provincia. Intanto i residenti, terrorizzati, si sono rivolti ai social media. #SaveHelmand ha iniziato a fare tendenza domenica sera. Le richieste di aiuto del governo sono state lanciate a centinaia e come, ha detto un residente su Twitter, «l’unica parola nelle strade di Lashkargah è che i talebani stanno arrivando. C’è un grave caos e confusione tra i residenti locali della città. #SaveHelmand».

Colombia

Sabato un giudice ha revocato un ordine di arresti domiciliari contro l’ex presidente colombiano Alvaro Uribe, indagato per presunta manomissione di testimoni. Uribe è sotto l’ordinanza da agosto. La decisione è l’ultima svolta di una lunga battaglia legale e rischia di deludere i detrattori di Uribe, che avevano salutato gli arresti domiciliari come un trionfo dell’indipendenza giudiziaria. «Grazie a Dio», è stato il commento di Uribe.

A seguito dell’ordine di arresti domiciliari, Uribe ha rassegnato le dimissioni dal seggio in senato, costringendo la Corte a trasferire il caso all’ufficio del Procuratore generale, che secondo i critici sarà meno rigoroso. Uribe e diversi alleati sono indagati su accuse di manomissione di testimoni effettuate nel tentativo di screditare le accuse di avere legami con paramilitari di destra. Uribe è il mentore dell’attuale presidente Ivan Duque, che ha insistito sulla sua innocenza. Nel 2012, Uribe aveva accusato il senatore di sinistra Ivan Cepeda di aver orchestrato un complotto per legarlo a gruppi paramilitari di destra. Ma nel 2018, la Corte Suprema ha affermato che Cepeda aveva raccolto informazioni da ex combattenti come parte del suo lavoro e non aveva pagato o fatto pressioni su ex paramilitari. Invece la Corte ha dichiarato che sono stati Uribe e i suoi alleati a fare pressioni sui testimoni.

Bangladesh

Sabato le proteste hanno scosso il Bangladesh, con centinaia di persone scese in piazza per chiedere giustizia per una serie di stupri e aggressioni sessuali che hanno spinto il governo a chiedere la pena capitale per i trasgressori.
I crimini sessuali sono aumentati in Bangladesh negli ultimi anni, con stupri di gruppo che rappresentano oltre un quinto dei quasi 1.000 attacchi segnalati tra gennaio e settembre, ha affermato il gruppo per i diritti umani Ain-o-Salish Kendra. Gli attivisti, tuttavia, affermano che il numero reale è molto più alto, con molte donne riluttanti a denunciare aggressioni sessuali. Le manifestazioni di sabato sono state innescate da un video che mostra un gruppo di uomini spogliare e aggredire una donna per quasi mezz’ora, nel distretto sud-orientale di Noakhali. Un’indagine di un ente statale autonomo, la Commissione nazionale per i diritti umani, ha scoperto che la donna nel video era stata ripetutamente violentata e terrorizzata con uso di armi da un membro del gruppo nell’ultimo anno. La polizia ha arrestato almeno 10 sospetti in relazione al video, ha detto Alamgir Hossain, sovrintendente di polizia a Noakhali, la città sud-orientale in cui è stato girato il filmato.

Nepal

Nonostante la criminalizzazione delle accuse di “stregoneria” e di qualsiasi aggressione, maltrattamento e tortura nei confronti di donne accusate di praticarla,  queste continuano a pesare sulla società nepalese. Le statistiche fornite dalla polizia nepalese mostrano che ci sono stati 46 casi di accuse di “stregoneria”, e successiva tortura, presso i tribunali distrettuali interessati in tutto il Paese nel 2018-19, 34 casi nel 2019-20 e 13 casi fino a metà settembre dell’anno in corso.
Delle 98 vittime dall’anno fiscale 2018-19, 94 sono donne e 4 minori, appartenenti principalmente a famiglie a basso reddito. «Il Paese ha registrato 51 casi di accusa di stregoneria nel 2018-19 rispetto ai 32 nel 2019-20. Ciò indica che le superstiziose pratiche sociali scorrette stanno gradualmente diminuendo», si legge nel rapporto della polizia. L’accusa di “stregoneria” è una forma di violenza contro le donne. La polizia del Nepal ha detto che tali incidenti sono il risultato di rapporti di potere ineguali tra uomini e donne. Le vittime vengono spesso torturate dopo essere state accusate di praticare la cosiddetta stregoneria. Le ragioni principali della prevalenza di queste pratiche sono la superstizione, la mancanza di istruzione, la disparità sociale ed economica e la mancanza di consapevolezza pubblica, tra gli altri. Di solito, le donne indifese, le donne single e le donne diversamente abili vengono accusate di essere “stregoneria” quando i loro vicini o membri della famiglia muoiono o si ammalano per qualsiasi motivo. Le vittime vengono anche imbrattate di fuliggine, alimentate a forza con escrementi umani, picchiate, espulse dal villaggio o uccise. Secondo la polizia del Nepal, tra gli autori ci sono familiari, vicini e stregoni. La legge nel codice penale prevede un’azione rigorosa contro coloro che sono coinvolti nel trattamento disumano di un uomo o di una donna accusati di praticare la “stregoneria”.

Corea del Nord

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha assistito a un’esibizione di ginnastica di massa, tenutasi per celebrare il 75° anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori al governo: lo hanno reso noto lunedì i media statali, nonostante la campagna nazionale antivirus del Paese.
Le esibizioni, in cui decine di migliaia di persone si uniscono in esibizioni massicce e sincronizzate di ginnastica e danza, sono un importante strumento di propaganda per la Corea del Nord, focalizzandosi sulla lode ai suoi leader.

Polinesia: tre giorni dopo un incontro con Emmanuel Macron a Parigi, il presidente della Polinesia francese Edouard Fritch, 68 anni, è risultato positivo al Covid-19, al suo ritorno a Tahiti.

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