18 agosto 2026 – Notiziario in genere
Scritto da Angela Gennaro in data Agosto 18, 2026
Le giovani donne si stanno spostando a sinistra. Allora perché ci sono così tante donne potenti a destra?
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Donne leader

House of Commons/Flickr – Kemi Badenoch MP (North West Essex, Conservative)
In politica si sta verificando una contraddizione, si legge sul Washington Examiner.
Le giovani donne si stanno spostando a sinistra in numero record, mentre sono le donne più conservatrici a occupare posizioni di potere.
Un sondaggio Gallup ha mostrato che il 40% delle donne sotto i 30 anni si identifica come liberale.
Contro il 21% che si identifica come conservatrice.
Le giovani donne si stanno spostando a sinistra.
Allora perché ci sono così tante donne potenti a destra?
La premier italiana Giorgia Meloni, la premier giapponese Sanae Takaichi e la leader del Partito Conservatore britannico Kemi Badenoch sono esempi di donne conservatrici che ricoprono posizioni di leadership politica.
Meloni e Takaichi sono anche le prime donne a ricoprire la carica di cape di governo nei rispettivi paesi.
Paradosso
Il Washington Examiner ha chiesto allo storico Dominic Green come coesiste il paradosso di donne di sinistra che hanno stabilito record con la presenza di potenti donne conservatrici a capo di governi?
“Sembra esserci uno schema per cui, in tempi di crisi, le democrazie si rivolgono a leader donne di destra”, dice Green.
“Con Giorgia Meloni in Italia, ci sono stati l’immigrazione clandestina e l’inflazione, e in Giappone la stagnazione e la seria sfida strategica da parte della Cina”.
Green ha inoltre specificato che non si tratta sempre di crisi, istituzioni o circostanze che portano all’ascesa di queste donne.
La questione va oltre ciò che le radici politiche dei partiti di ciascun paese sono disposte a offrire alle giovani donne.
Green afferma che la versione più diffusa che i partiti mainstream hanno cercato di vendere alle giovani donne è che possono “avere tutto”.
“Ironia della sorte, però, le donne che più si avvicinano ad avere tutto sono spesso donne religiose di destra”, dice Green.
Da Leavitt a Ocasio-Cortez

Gage Skidmore/Flickr – Karoline Leavitt. Former White House Press Secretary Karoline Leavitt speaking at the 2025 Conservative Political Action Conference (CPAC) at the Gaylord National Resort & Convention Center in National Harbor, Maryland.
Citando figure come la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, la second first lady Usha Vance e l’ex nuotatrice universitaria diventata attivista Riley Gaines, tutte con famiglia e marito.
“Si può provare a fare tutto contemporaneamente, ma alcune scelte contano più di altre”, dice Green.
“Avere figli è più importante che avere una carriera”.
Seguendo questa tendenza, Leavitt ha annunciato ad agosto che avrebbe lasciato il suo incarico per dedicarsi di più alla famiglia e provvedere alla figlia appena nata.

Alexandria Ocasio-Cortez @ SXSW 2019
D’altro canto, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez (D-NY) ha annunciato di aver congelato i suoi ovuli.
Su Instagram, Ocasio-Cortez ha sottolineato questioni come la necessità per le donne di avere una vita piena, le diverse norme per donne e uomini in materia di salute riproduttiva e quanto sia impegnativa e invasiva una carriera politica quando si cerca di avere una famiglia.
La sinistra ha tradizionalmente enfatizzato l’ampliamento delle possibilità di scelta per le donne.
Istruzione, carriera, libertà riproduttiva e la possibilità di posticipare il matrimonio e la maternità.
La destra ha invece posto sempre più l’accento su qualcosa di diverso: la famiglia, il matrimonio, la maternità e l’idea che queste scelte non debbano essere considerate ostacoli a una vita appagante.
Le giovani donne sembrano dibattersi tra entrambi i lati del messaggio.
Il consiglio di Green è di sostenere queste donne e accoglierle nel Partito Repubblicano.
“Dovremmo dire loro: ‘Venite, l’acqua è deliziosa’, invece di ‘non siete all’altezza dei nostri esigenti standard ideologici'”, afferma Green.
“Dobbiamo dimostrare una vera generosità e dire: ‘Andiamo avanti da qui, venite con noi'”.
Le donne potrebbero essere più conservatrici di quanto credano.
In un’epoca in cui sono le più progressiste della storia moderna, potrebbero essere proprio le donne conservatrici a definire cosa significhino realmente la leadership e il “avere tutto”, secondo lo storico.
Oppure…

16/12/2023. Rome, Italy. Prime Minister Rishi Sunak meets Italian Prime Minister Giorgia Meloni and Albanian Prime Minister, Edi Rama for a meeting at the Palazzo Chigi. Picture by Simon Dawson / No 10 Downing Street
Nel settembre 2022 Il Giornale titola: «Giorgia e le altre leader. La vera rivoluzione delle donne al potere l’ha fatta la destra».
L’articolo cita figure come quelle di Ursula von der Leyen, l’allora premier britannica Liz Truss e Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo.
Sono, si sostiene, soprattutto i partiti conservatori, più che quelli di sinistra, ad aver favorito l’ascesa delle donne ai vertici politici.
I dati sembrano confermarlo: statisticamente, una donna con posizioni conservatrici ha maggiori probabilità di raggiungere le posizioni più alte del potere.
Gli ambienti conservatori difendono più spesso una visione tradizionale della società e ruoli di genere fortemente stereotipati.
E allora perché le donne che ne fanno parte riescono più facilmente ad arrivare ai vertici, non solo della politica ma anche del mondo economico e aziendale?
E se fosse piuttosto la difesa dell’ordine patriarcale?
La quiete?
Il tutto cambi perché nulla cambi?
Qual è il modello di leadership proposto?
Dietro a quella ostinazione di Giorgia Meloni di definirsi al maschile – “il” presidente del Consiglio – c’è solo una questione ideologica di attacco alla controparte?
Al femminismo madre di tutti i mali?
O forse le donne conservatrici riescono a inserirsi nei meccanismi del potere adottando un modello di leadership storicamente costruito intorno alla figura maschile?
La loro ascesa non mette necessariamente in discussione il sistema esistente.
Fatto dagli uomini, con regole maschili.
Può così invece avvenire proprio attraverso la sua adesione e legittimazione.
A questo si aggiunge, come osserva Giorgia Serughetti, la capacità di alcune leader conservatrici di utilizzare la propria identità femminile all’interno delle battaglie politiche della destra radicale.
Dall’opposizione all’immigrazione e all’Islam fino alla difesa della cosiddetta famiglia “naturale”.
Ne emerge un modello di leadership che combina elementi apparentemente contraddittori: da una parte l’affermazione dell’autonomia e della forza delle donne, dall’altra la fedeltà a un ordine sociale e familiare tradizionale.
È proprio questa combinazione tra emancipazione individuale e adesione ai valori patriarcali a rendere possibile, per alcune donne della destra, l’accesso ai vertici del potere.
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