Gaza, Israele blocca ong. Assopace: “Insolenza”
Scritto da Radio Bullets in data Dicembre 31, 2025
La già annunciata decisione di Israele di impedire a 37 organizzazioni umanitarie internazionali di operare a Gaza e in Cisgiordania, tra cui MSF, OXFAM, Care International, Norwegian Refugee Council, Danchurch Aid, oltre al blocco all’UNRWA e all’attacco alla società civile palestinese, “mette in luce il grado di insolenza raggiunto dall’autorità di occupazione israeliana, anche per l’incapacità dei governi occidentali di difendere non solo il diritto internazionale e le istituzioni delle Nazioni Unite, ma anche le istituzioni dei loro stessi paesi”.
A dirlo è AssopacePalestina in una nota.
“E il nostro paese, anziché difendere il diritto internazionale, si fa sempre più complice di un paese che, per l’impunità che gli è stata ampiamente concessa, si sente e agisce al di sopra di ogni legge e umanità”.
“Campagna diffamatoria”
Per questo e molto altro, AssopacePalestina “respinge con veemenza la campagna diffamatoria orchestrata da gran parte della stampa nazionale, dalla premier Giorgia Meloni e da ministri del nostro governo contro un movimento, che in questi due anni di genocidio e pulizia etnica della Palestina, ha rivendicato verità , giustizia e l’autodeterminazione per il popolo palestinese”.
In particolare “l’accanimento” contro Francesca Albanese, Laura Boldrini e Stefania Ascari, “che difendono il diritto internazionale, mette ancora più in luce la ” lingua biforcuta” e la complicità con la politica coloniale israeliana dei nostri poteri istituzionali”, dice AssopacePalestina.
“Abbiamo dubbi anche sulla neutralità di alcuni magistrati; ce lo hanno insegnato Falcone e Borsellino che hanno dovuto combattere e mettere in luce le diverse connivenze”.
Questo però “non inficia il ruolo della magistratura che non deve essere sottomessa al potere politico”.
Nella fattispecie, “l’ordinanza di arresto di nove rappresentanti di organizzazioni umanitarie, tra i quali il Presidente di una delle comunità palestinesi in Italia, Mohamed Hannoun, lascia non solo perplessi di fronte all’uso di documentazione trasmessa dall’esercito di occupazione israeliano e dalla narrazione israeliana”.
Resta l’interrogativo, si spiega: “Ci chiediamo come si può dimostrare che i fondi siano andati ad Hamas e non per aiuti umanitari.
Inoltre i 9 arrestati non possono certamente essere accusati di ordire attentati in Europa o in Italia.
La nostra presidente Luisa Morgantini può testimoniare di aver incontrato, mentre era in una delegazione al Cairo, Hannoun in un grande magazzino mentre preparava pacchi viveri da mandare a Gaza, così come può testimoniare che Israele impediva l’entrata a Gaza di qualsiasi aiuto umanitario”.
La magistratura indagherà, “ma costruire un’accusa su una documentazione fornita da Israele (che considera organizzazioni terroristiche o da mettere fuorilegge anche Unrwa, MSF, etc), mette in seria discussione l’ordinanza”.
Israele “è un Paese al quale la Corte internazionale di giustizia ha imposto la fine dell’occupazione militare e dove la Corte Penale Internazionale ha condannato all’arresto il suo primo ministro, il ministro degli esteri e i tre leader di Hamas (che non potranno essere arrestati perché Israele li ha assassinati).
La giustizia faccia il suo corso, ma saremo sempre in prima linea per la giustizia e la verità contro l’uso di due pesi e due misure dei nostri governi e la complicità con l’apartheid e la colonizzazione della Palestina.
Restiamo attivamente umani”.
Immagine di copertina creata con ChatGPT
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