Vite spezzate dalla guerra a Gaza
Scritto da Radio Bullets in data Settembre 16, 2025
La guerra a Gaza ha il volto di Waseem e di Soojood.
Due ragazzi come tanti con sogni, studi e famiglie, che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza nulla.
La storia di Waseem
Waseem è un giovane studente palestinese, cresciuto in una famiglia numerosa e unita.
Suo padre, con anni di sacrifici, era riuscito a comprare e ristrutturare una casa nel sud della Striscia di Gaza: il frutto di lavoro, rinunce e speranze condivise.
Tutto è cambiato il 7 ottobre, dopo l’attacco di Hamas in Israele.
La casa di Waseem a Gaza è stata bombardata, la vita quotidiana distrutta.
Waseem ha vissuto il trauma di stringere tra le braccia un parente morente davanti a quella che un tempo era la porta di casa.
Da allora per lui e la sua famiglia è iniziata una fuga senza fine, con in tasca solo pochi risparmi e nel cuore una paura costante.
Sopravvivere a Gaza oggi significa affrontare l’impossibile: bombardamenti, fame, sete, mancanza di cure mediche.
La storia di Soojood
Accanto alla voce di Waseem c’è quella di Soojood, una giovane studentessa.
Prima del conflitto viveva una vita serena: la scuola, gli studi universitari, una famiglia che la sosteneva.
La guerra le ha portato via tutto: due case, un’auto, persone care.
Suo padre è anziano e non lavora, sua madre era l’unico sostegno economico, ma anche quello stipendio si è fermato.
Oggi Soojood è sfollata, senza risorse, costretta a evacuare verso sud senza nemmeno i soldi per il viaggio o per una tenda che la ripari.
Un filo di speranza

Le storie di Waseem e Soojood sono diverse, ma unite dalla stessa tragedia: giovani vite spezzate, famiglie ridotte all’incertezza, un futuro appeso a un filo.
Francesca Pacelli è un’artista.
“Li conosco personalmente”, racconta.
“Ogni giorno attendo i loro messaggi, segnali di vita in mezzo all’inferno che stanno vivendo”.
“Per questo ho deciso di metterci la faccia e la voce, aprendo una raccolta fondi a loro sostegno”.
I soldi raccolti, dice, “andranno direttamente nelle mani di Waseem e di Soojood, per permettere loro di sopravvivere e di ricostruire un minimo di normalità”.
Qui la raccolta fondi.
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