23 luglio 2020 – Notiziario

Scritto da in data Luglio 23, 2020

  • Afghanistan: una ragazzina uccide i talebani che hanno ucciso i suoi genitori (in copertina).
  • La Turchia si spinge più all’interno dell’Iraq per combattere i curdi.
  • Turchia: in piazza contro l’ennesimo omicidio di una donna.
  • Soldati israeliani fanno irruzione in due centri culturali a Gerusalemme Est.
  • Egitto: HRW, le autorità non hanno fatto nulla per migliorare le condizioni dei detenuti durante il coronavirus.
  • Nigeria: uccisi cinque operatori umanitari.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli. Musiche di Walter Sguazzin

Iraq

L’invasione della Turchia nell’Iraq settentrionale all’inizio di questa estate per combattere contro il PKK non è mai stata autorizzata dall’Iraq, e non è neanche terminata. Ora, secondo quanto riferito dalla Reuters, la Turchia si sta spostando più all’interno dell’Iraq settentrionale e sta creando alcune basi all’interno del paese, violando tranquillamente la sovranità irachena. Il PKK in Iraq, arrivato durante un breve cessate il fuoco con la Turchia, è per lo più confinato nell’estremo nord e la Turchia pare determinata a continuare a muoversi contro di loro. Nonostante le obiezioni dell’Iraq, sembra improbabile che intervenga per fermare la Turchia, e ciò significa che la Turchia ha più o meno mano libera.

Turchia

Il brutale omicidio di un’altra donna turca ha scatenato un diffuso oltraggio nel paese, con molti cittadini scesi in strada e anche sui social media hanno espresso la loro rabbia. La studentessa universitaria Pinar Gultekin, 27 anni, è stata uccisa nella provincia egea di Mugla. È stata segnalata la sua scomparsa la scorsa settimana e martedì è stata trovata morta nei boschi. Secondo i risultati dell’autopsia, Gultekin è stata strangolata e il suo corpo messo in una botte, bruciato e immerso nel cemento. Il suo ex socio Cemal Metin Avci, direttore di un bar nella località turistica di Akyaka, è stato arrestato per l’omicidio. Secondo i media locali, interrogato dalla polizia, avrebbe confessato. Ma alle donne turche non basta, molte sono scese in piazza per protestare contro i femminicidi che, dal 2012, in Turchia sono raddoppiati. Secondo “We Will Stop Femicides Platform”, un gruppo per i diritti che registra la violenza contro le donne, almeno 474 donne sono state uccise nel 2019, la maggior parte delle quali da partner attuali o precedenti, membri della famiglia o maschi non collegati, che desideravano avere una relazione con loro. La Turchia è stata la prima nazione a ratificare l’accordo del Consiglio d’Europa del 2011, denominato Convenzione di Istanbul, sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica. La Turchia ha inoltre adottato una legge nel 2012 per prevenire la violenza contro le donne. Tuttavia, da allora il numero di donne assassinate è più che raddoppiato, con gruppi di diritti che attribuiscono la tendenza alla mancata attuazione da parte del governo della convenzione e delle leggi.

Siria

Come previsto, il partito al potere da cinquant’anni Baath ha vinto le elezioni. Bassa l’affluenza alle urne con un 33%, contro il 56 del 2016. Il Baath e i partiti alleati hanno ottenuto 177 seggi su 250 in parlamento. Le opposizioni in esilio hanno denunciato le elezioni legislative come una farsa.

Israele e Palestina

La polizia israeliana e agenti dell’intelligence hanno fatto irruzione in due centri culturali palestinesi a Gerusalemme Est, sequestrando documenti e trattenendo i dipendenti, secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Lo Yabous Cultural Center e l’Edward Said National Conservatory of Music (ESNCM), noto anche come Edward Said Institute, sono al centro della scena musicale e culturale di Gerusalemme Est. La residenza di Suhail Khoury, il direttore dell’ESNCM, e Rania Elias, direttrice di Yabous, sono stati anche perquisiti dalle forze israeliane, che li hanno scortati negli uffici di entrambi i centri per la  perquisizione e il sequestro di documenti. Sia Khoury che Elias, che sono sposati, sono stati arrestati poi dalla polizia israeliana e le accuse riguarderebbero il sospetto finanziamento del terrorismo. Il Ministero della Cultura dell’Autorità Palestinese ha condannato l’aggressione dei due centri. “L’attacco a queste istituzioni è un attacco alla cultura nazionale palestinese e al patrimonio culturale”. Oltre un migliaio di studenti stanno attualmente studiando musica presso l’Edward Said National Conservatory of Music, che ha sue filiali a Gerusalemme, Nablus, Gaza, Ramallah e Betlemme. Nel 2013, ESNCM Palestine Strings si è esibito nell’evento musicale BBC Proms alla Royal Albert Hall di Londra.

Egitto

I gruppi per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno fatto numerose richieste sin dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, perché in Egitto venissero migliorate le condizioni dei prigionieri, ma il paese ha fatto ben poco per affrontare la crisi, afferma Human Rights Watch (HRW). Almeno 14 prigionieri e detenuti sono morti in Egitto, molto probabilmente a causa delle complicazioni di COVID-19, in 10 strutture di detenzione a partire dal 15 luglio, secondo l’ultimo rapporto di HRW pubblicato lunedì.

Nigeria

I radicali islamici hanno pubblicato un video che mostra l’omicidio di cinque operatori umanitari, rapiti il ​​mese scorso nella Nigeria nord-orientale. Rapimenti avvenuti nello stesso momento in cui Boko Haram ha dichiarato che avrebbero preso di mira i nigeriani che lavorano per organizzazioni umanitarie o che aiutano i militari. Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha rilasciato una dichiarazione che identifica le vittime come membri del personale dell’agenzia statale per la gestione delle emergenze dello stato e dell’ente benefico internazionale Action Against Hunger, Rich International e International Rescue Committee.

Sudafrica

È deceduto Andrew Mlangeni, l’ultimo attivista anti-apartheid che era stato condannato con Nelson Mandela. Aveva 95 anni. La sua morte “significa la fine della storia di una generazione e mette il nostro futuro esattamente nelle nostre mani”, ha detto il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, citato da BBC Africa.

Mar Egeo

L’ultimo braccio di ferro nel mare conteso si svolge intorno alla piccola isola ellenica di Kastellorizo, a un paio di chilometri dalla costa turca di Kas. Ad accendere la miccia è stato l’annuncio di una missione navale di esplorazione energetica di Ankara, ennesima mossa nella delicata partita del gas nel Mediterraneo orientale. Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha spedito la nave da ricerca sismica Oruc Reis nell’area a sud di Kastellorizo, che rivendica come parte della sua piattaforma continentale e su cui Ankara ha anche lanciato un avviso di restrizione della navigazione (Navtex). Una pretesa che Atene ha sempre negato con forza, denunciando una violazione delle sue acque territoriali. Da alcune ore, la Marina militare greca è in “allerta intensificata” nel sud e nel sud-est dell’Egeo, dopo che il ministero degli Esteri ha formalmente protestato con Ankara.

Norvegia

Celebrazioni senza assembramenti per i 9 anni dalla strage di Utoya, quando il primatista bianco di estrema destra, Anders Breivik, uccise 8 persone a Oslo con un bomba, poi si recò sull’isola dove uccise 69 ragazzi in un campo estivo per giovani di sinistra. Breivik, che all’epoca aveva 32 anni, sta scontando una pena di 21 anni rinnovabile, qualora venisse considerato ancora una minaccia.

Svezia

Per la prima volta nella storia, in Svezia ci sono più preti donne che uomini. Lo ha annunciato la Chiesa svedese precisando che sui 3.060 preti che servono nel Paese 1.533 sono donne.  La Chiesa svedese è luterana e ha autorizzato le donne a prendere i voti nel 1958. Tuttavia, anche in questo ambito si registra un divario tra gli stipendi. La differenza tra il guadagno di un pastore uomo e di uno donna è di circa 2.200 corone svedesi (circa 215 euro) al mese.

Russia

Un tribunale ha condannato lo storico dei Gulag, Yury Dmitriyev, 64 anni, a più di tre anni di carcere per controverse accuse di abuso sessuale in un caso che i suoi sostenitori ritengono sia stato creato per punire il suo lavoro. Dmitriyev, capo dell’eminente gruppo per i diritti commemorativi in Carelia, nella Russia nordoccidentale, ha trascorso decenni a localizzare e riesumare fosse comuni di persone uccise sotto il dominio del dittatore sovietico Joseph Stalin e registrare le repressioni dello Stato. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, Dmitriyev aveva trovato tombe contenenti migliaia di corpi di persone rinchiuse nelle prigioni di Stalin. Memorial ha affermato che l’accusa mossa al ricercatore, che è stato processato a porte chiuse, è parte di una crescente repressione nei confronti dei dissidenti.

Afghanistan

Una raffica di attacchi aerei dell’esercito afgano nella provincia orientale di Herat, ha ucciso finora almeno 45 persone, molte delle quali civili. I funzionari hanno sottolineato che sei talebani sono stati uccisi, dichiarandoli tutti “comandanti chiave’. Il ministero della Difesa afgano ha promesso di indagare sulle notizie di vittime civili, ma ha insistito sul fatto che i militari “non risparmieranno alcuno sforzo” nelle proprie operazioni militari in corso contro i talebani.

Restiamo in Afghanistan perché un’adolescente, insieme al suo fratellino, ha respinto un attacco talebano. Hanno ucciso diversi militanti e ne hanno feriti altri, dopo che avevano ucciso i loro genitori. Lo scontro è avvenuto nel piccolo villaggio di Geriveh, nella provincia centrale di Ghor, si legge sull’Afp. Qamar Gul, di 16 anni, era in casa con il fratello minore quando all’una di notte i talebani hanno attaccato, ha spiegato la polizia. Un nutrito gruppo di talebani cercava il padre di Gul, capo del villaggio e sostenitore del governo afgano. I talebani sono arrivati alla porta, la madre è andata a vedere chi bussasse, racconta il portavoce del governatore provinciale, Mohamed Aref Aber, e quando ha visto che erano armati, si è rifiutata di aprire la porta. Così i talebani hanno ucciso sia la madre che il padre di Gul. A quel punto la ragazza ha afferrato l’Ak47 del padre, arma che si trova in quasi ogni casa afgana, e ha abbattuto all’istante due militanti che erano entrati per lei. Per un’ora intera ha continuato a sparare contro i combattenti talebani. Poi è arrivato il resto del villaggio ad aiutarli e i talebani sono fuggiti. “Sono fiera di aver ucciso dei telebani” ha detto Gul al Guardian, “hanno ucciso i miei genitori e io li combatterò fino alla mia ultima goccia di sangue”. In Afghanistan Gul è già un’eroina sui social e il presidente Ghani l’ha invitata a Kabul.

I talebani ultimamente, nonostante i colloqui di pace, hanno intensificato gli attacchi: nella prima metà del 2020, sono già 1.200 i civili rimasti uccisi e 1.700 i feriti, secondo l’Afghanistan Indipendent Human Rights Commision. Circa il 48,5% di tutte le vittime civili sono attribuite ai talebani, il 15,5% alle forze governative. Si stima che dall’invasione americana nel 2001, siano 100.000 i civili uccisi.

Stati Uniti

Tra le continue preoccupazioni per la repressione federale a Portland, in Oregon, il presidente Donald Trump ha annunciato l’invio di agenti federali a Chicago nell’ambito dell’Operation Legend, lanciata di recente dal ministro della Giustizia William Barr e che prende il nome dal bimbo di quattro anni, LeGend Taliferro, ucciso il 20 giugno a Kansas City.
“Nelle ultime settimane si è assistito a un aumento dei crimini e della sparatorie. Questo bagno di sangue deve finire”, ha detto Trump, assicurando che il suo “compito come presidente è quello di proteggere gli americani”. Oltre a Chicago, altre città sono nel mirino del presidente, come Detroit, Philadelphia, Baltimora e Oakland. 14 sindaci americani hanno chiesto di non sguinzagliare gli agenti federali.

La polizia di New York, dopo circa un mese, ha sgomberato i manifestanti accampati vicino alla City Hall, sede del Comune. Oltre ai manifestanti, che protestavano contro il razzismo, la polizia violenta e per il taglio di fondi ai dipartimenti, erano presenti anche diversi senzatetto, per un totale di una settantina di persone.
Sette persone sono state arrestate mentre una è rimasta ferita e portata via in ambulanza. Ferito anche un poliziotto dopo essere stato colpito da un mattone.

A Huston gli Stati Uniti hanno ordinato che entro domani venga chiuso il consolato cinese. Il Segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dichiarato che si tratta di una rappresaglia per il furto di proprietà intellettuale. Funzionari del Dipartimento di Stato affermano che il consolato è l’“epicentro del furto” per la Cina. Nel corso della giornata, i funzionari del dipartimento di giustizia hanno anche accusato la Cina di aver tentato di hackerare i laboratori Covid-19. Non è chiaro se questo sia collegato al consolato. La Cina, furiosa, ha definito l’iniziativa “incredibilmente ridicola”, e ha minacciato ulteriori ritorsioni. Negli Stati Uniti ci sono 7 consolati o luoghi diplomatici. Come se non bastasse ad alimentare tensioni, un ricercatore cinese, Juan Tang, accusato di aver mentito all’FBI sui suoi  collegamenti con le forze armate cinesi, si è rifugiato nel consolato cinese di San Francisco.

Ti potrebbe interessare anche:

E se credete in un giornalismo indipendente, serio e che racconta dai posti, potete sostenerci andando su Sostienici


[There are no radio stations in the database]