15 giugno 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Giugno 15, 2026

  • Usa contro Iran: accordo raggiunto, si riapre lo stretto di Hormuz venerdì. Si spera.
  • G7 – Ginevra in piazza, proteste e massima allerta prima del vertice.
  • Svizzera: Gli elettori bocciano il tetto ai 10 milioni di abitanti.
  • Filippine: Il terremoto solleva i fondali marini.
  • Sudan e Chad: L’esodo continua, ma finiscono i fondi per gli aiuti.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli 

USA contro Iran

Donald Trump ha annunciato la conclusione dell’accordo che dovrebbe mettere fine a 107 giorni di guerra tra Stati Uniti e Iran. L’intesa sarà firmata ufficialmente il 19 giugno in Svizzera e prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz a partire da venerdì, insieme alla rimozione del blocco navale americano contro i porti iraniani.

In una serie di messaggi pubblicati su Truth Social, il presidente statunitense ha definito l’accordo un successo storico, sostenendo che porterà pace e sicurezza in tutta la regione. Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa quasi il 20 per cento del petrolio mondiale, sarà riaperto dopo le operazioni di sminamento previste in seguito alla firma.

La svolta arriva dopo mesi di guerra e negoziati, mediati principalmente da Pakistan e Qatar, che avevano già contribuito a ottenere il cessate il fuoco dell’8 aprile poi prorogato per consentire il proseguimento delle trattative.

Secondo quanto annunciato, Washington e Teheran apriranno ora un negoziato di sessanta giorni sul programma nucleare iraniano e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito.

Trump ha inoltre rivelato di aver avuto un duro confronto con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu poche ore prima della conclusione dell’intesa, dopo i raid israeliani contro Hezbollah a Beirut che rischiavano di compromettere il negoziato.

Il presidente americano avrebbe invitato sia Israele sia l’Iran a evitare qualsiasi azione in grado di riaccendere il conflitto.

Se attuato, l’accordo rappresenterebbe il più importante tentativo di stabilizzazione del Medio Oriente dalla fine della guerra iniziata il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele lanciarono gli attacchi contro l’Iran. Resta ora da vedere quali saranno le condizioni concrete dell’intesa, che verranno rese pubbliche soltanto dopo la firma ufficiale di venerdì.

Iran

Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di Saadan Hassani, detenuto appartenente alla minoranza Lor, che aveva trascorso 26 anni in carcere con una sentenza capitale pendente per un caso di omicidio.

Secondo l’organizzazione per i diritti umani Hengaw, l’uomo era stato arrestato alla fine degli anni Novanta con l’accusa di aver ucciso quattro persone. Dopo oltre due decenni di detenzione e diversi rinvii dell’esecuzione, la condanna è stata eseguita nel carcere centrale di Hamedan.

Il caso riaccende il dibattito sull’uso della pena di morte in Iran. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano che trascorrere decenni nel braccio della morte, nell’incertezza di un’esecuzione imminente, rappresenta una forma di trattamento crudele e una grave violazione della dignità umana.

Libano

Almeno otto persone sono state uccise e altre quindici ferite in una serie di raid israeliani che hanno colpito la periferia sud di Beirut, Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah. Secondo i media libanesi, gli attacchi sono avvenuti senza alcun preavviso, nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile.

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira una struttura appartenente a Hezbollah. Il bombardamento è arrivato poche ore dopo che i ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich avevano chiesto apertamente di colpire Beirut in risposta a due attacchi con droni lanciati dal movimento sciita nel nord di Israele.

Nonostante la tregua, le ostilità non si sono mai fermate del tutto. Israele continua a condurre operazioni militari nel sud del Libano e mantiene il controllo di alcune aree di confine. Secondo le autorità libanesi, dall’inizio dell’offensiva dello scorso marzo oltre 3.700 persone sono state uccise, quasi 11.500 ferite e più di un milione e mezzo costrette a lasciare le proprie case.

Palestina e Israele

Il bilancio delle vittime palestinesi nella guerra tra Israele e Hamas ha superato quota 73 mila. Lo riferisce il ministero della Salute di Gaza, secondo cui dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, sono morte 73.001 persone e oltre 173 mila sono rimaste ferite.

Nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti e in vigore dallo scorso ottobre, i combattimenti non si sono fermati del tutto. Secondo le autorità sanitarie di Gaza, quasi mille palestinesi sono stati uccisi dall’inizio della tregua, mentre Israele ha registrato la morte di cinque soldati nello stesso periodo.

Intanto continuano i raid. Nelle ultime ore un attacco israeliano nel campo profughi di Jabaliya ha causato almeno quattro morti. L’esercito israeliano sostiene di aver colpito militanti di Hamas, mentre le autorità palestinesi denunciano nuove vittime civili, tra cui un ragazzo di 13 anni ucciso in un altro bombardamento.

La guerra, pur senza le grandi offensive dei mesi passati, continua a lasciare dietro di sé morti, distruzione e una crisi umanitaria che coinvolge oltre due milioni di persone.

Le forze israeliane hanno demolito sette edifici palestinesi nel villaggio di Bartaa, a ovest di Jenin, nel nord della Cisgiordania occupata. Tra le strutture abbattute ci sono abitazioni già abitate e altre ancora in costruzione.

Repubblica Democratica del Congo

Sale a 782 il numero dei casi confermati di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Lo ha reso noto il ministero della Salute, che segnala anche 181 decessi e 56 persone guarite dall’inizio dell’epidemia.

Il focolaio è concentrato soprattutto nella provincia orientale dell’Ituri, una regione già devastata dai conflitti armati e dagli sfollamenti di massa. Secondo le Nazioni Unite, quasi un milione di persone ha dovuto lasciare la propria casa, rendendo estremamente difficile il tracciamento dei contatti e il contenimento del virus.

A preoccupare è soprattutto il ceppo responsabile dell’epidemia, il raro virus Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini o terapie approvate. Le autorità sanitarie denunciano inoltre attacchi contro il personale medico, diffidenza da parte di alcune comunità locali e le difficoltà operative in aree remote e insicure.

Intanto sono stati registrati casi anche nelle province del Nord e Sud Kivu e oltre confine, in Uganda, aumentando il timore di una diffusione regionale del contagio.

Sudan e Ciad

La guerra in Sudan continua a spingere migliaia di persone oltre il confine con il Ciad. Solo negli ultimi mesi oltre 400 mila cittadini ciadiani sono rientrati dal Sudan, mentre più di 900 mila rifugiati sudanesi hanno cercato protezione nel Paese vicino.

Le Nazioni Unite avvertono però che la risposta umanitaria è vicina al collasso. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha ricevuto appena il 19 per cento dei 21 milioni di dollari richiesti per le operazioni nel 2026 e, senza nuovi finanziamenti, gli aiuti potrebbero interrompersi dopo ottobre.

Nei campi dell’est del Ciad migliaia di famiglie denunciano la mancanza di cibo, lavoro e assistenza. Intanto la guerra tra esercito sudanese e Forze di supporto rapido, iniziata nell’aprile del 2023, ha già provocato decine di migliaia di morti e oltre 12 milioni di sfollati.

Svizzera

Migliaia di persone sono scese in piazza a Ginevra alla vigilia del G7 che si apre oggi a Evian, in Francia. Secondo gli organizzatori i manifestanti erano circa 15 mila, mentre la polizia ne ha contati inizialmente 7 mila. In corteo bandiere palestinesi, slogan per il clima, il femminismo e contro il capitalismo, ma anche la richiesta di fermare le guerre e le politiche dei Paesi più industrializzati del mondo.

L’atmosfera, però, è stata segnata da un imponente dispositivo di sicurezza. Le autorità svizzere temono il ripetersi delle violenze che accompagnarono il G8 del 2003: negozi e edifici pubblici sono stati protetti con barricate, mentre polizia ed esercito presidiano la città. Alcuni manifestanti hanno incendiato una vettura Tesla e le forze dell’ordine hanno sequestrato coltelli, asce e materiale pirotecnico.

Al vertice parteciperanno i leader di Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Giappone. Sul tavolo ci saranno soprattutto la crisi mediorientale, il possibile accordo tra Washington e Teheran e le tensioni internazionali che continuano a ridisegnare gli equilibri globali.

La Svizzera ha respinto in referendum la proposta della destra nazionalista di limitare la popolazione del Paese a un massimo di 10 milioni di abitanti entro il 2050. Secondo i risultati ufficiali provvisori, il 54,8% degli elettori ha votato contro l’iniziativa, mentre il 45,2% si è espresso a favore.

I sostenitori sostenevano che la crescita demografica stesse mettendo sotto pressione il mercato immobiliare, i trasporti e i servizi pubblici, chiedendo quindi regole più severe sull’immigrazione.

Governo e Parlamento avevano invece invitato a respingere la proposta, ricordando che l’economia svizzera dipende in larga parte dalla manodopera straniera e che eventuali restrizioni avrebbero potuto compromettere gli accordi sulla libera circolazione con l’Unione europea.

Nello stesso voto popolare è stata invece approvata una riforma che rende più difficile il passaggio dal servizio militare a quello civile, una misura sostenuta dal governo per garantire organici adeguati alle forze armate in un contesto europeo sempre più instabile.

Ucraina e Russia

Nuova notte di bombardamenti russi sull’Ucraina. Almeno cinque soccorritori sono stati uccisi a Kharkiv mentre cercavano di spegnere un incendio provocato da un primo attacco.

Secondo il ministero dell’Interno ucraino, sono stati colpiti da un secondo raid, una tattica già denunciata in passato e nota come “double tap”. Altri cinque operatori di emergenza sono rimasti feriti.

A Kiev, una serie di missili balistici e droni ha colpito diversi quartieri residenziali, ferendo almeno tredici persone, tra cui un bambino. Sono stati danneggiati edifici, un mercato e varie infrastrutture civili.

Tra i luoghi colpiti anche il complesso monastico della Lavra delle Grotte di Kiev, patrimonio mondiale dell’UNESCO e uno dei più importanti siti del cristianesimo ortodosso. Un incendio ha interessato il tetto della Cattedrale della Dormizione. Le autorità ucraine accusano Mosca di aver preso deliberatamente di mira obiettivi civili e simbolici della storia e della cultura del Paese.

Stati Uniti

Donald Trump ha festeggiato gli 80 anni diventando il presidente più anziano mai entrato alla Casa Bianca, e negli Stati Uniti torna a farsi strada una domanda che fino a poco tempo fa i repubblicani rivolgevano soprattutto a Joe Biden: l’età può influenzare la capacità di governare?

Negli ultimi mesi osservatori e oppositori hanno notato una riduzione degli impegni pubblici del presidente, alcuni episodi in cui sarebbe apparso assopito durante eventi ufficiali e una crescente imprevedibilità nelle sue decisioni politiche e diplomatiche.

La Casa Bianca respinge ogni dubbio, definendo Trump in ottima salute e pienamente operativo, forte di un recente check-up medico che lo ha dichiarato perfettamente idoneo all’incarico.

Ma tra analisti e psicologi politici cresce il dibattito. Alcuni sostengono che il secondo mandato sia caratterizzato da decisioni più impulsive, da una presenza sempre più aggressiva sui social media e da una maggiore influenza dei consiglieri più ideologici dell’amministrazione.

Altri ritengono che Trump stia semplicemente concentrando tutte le sue energie sulla costruzione della propria eredità politica, soprattutto ora che non dovrà più affrontare nuove elezioni.

Per il momento non esistono elementi ufficiali che mettano in discussione la sua idoneità alla presidenza. Ma mentre Washington guarda ai negoziati con l’Iran e alle grandi sfide internazionali dei prossimi mesi, la questione dell’età del presidente continua ad alimentare un confronto destinato a restare aperto fino alla fine del suo mandato.

Dodici persone sono morte in Missouri quando un piccolo aereo utilizzato per lanci con il paracadute è precipitato poco dopo il decollo e ha preso fuoco. A bordo si trovavano il pilota e undici passeggeri.

Secondo le prime ricostruzioni, il velivolo avrebbe perso potenza subito dopo essere decollato dall’aeroporto di Butler. Il pilota avrebbe tentato un atterraggio d’emergenza, ma l’aereo è precipitato al suolo incendiandosi.

Le autorità federali hanno aperto un’indagine per accertare le cause dell’incidente. Alcuni familiari delle vittime hanno assistito allo schianto. Gli esperti ricordano che in passato diversi incidenti legati ai voli per paracadutismo sono stati associati a problemi di manutenzione e controlli insufficienti.

Haiti

Nuovo segnale del collasso della sicurezza ad Haiti. Uomini armati hanno sequestrato James Boyard, dirigente del ministero della Difesa, ispettore generale di polizia ed esperto di sicurezza, considerato il più alto funzionario governativo rapito negli ultimi anni nel Paese caraibico.

Il sequestro è avvenuto a Bourdon, una delle poche aree di Port-au-Prince ritenute relativamente sicure. Boyard era impegnato nei progetti di riforma della polizia e nella ricostruzione delle forze armate haitiane.

Le Nazioni Unite denunciano un’escalation costante dei rapimenti e delle violenze. Secondo le stime, circa il 70% della capitale è controllato dalla coalizione criminale Viv Ansanm. Tra dicembre 2025 e febbraio 2026 almeno 267 persone sono state sequestrate, mentre le autorità continuano a perdere terreno di fronte al potere delle gang armate.

Brasile

Emergono nuovi dettagli sullo scontro tra due elicotteri avvenuto domenica sopra Rio de Janeiro, costato la vita a sei persone. Le autorità stanno ancora lavorando all’identificazione ufficiale delle vittime, ma tra i passeggeri figurerebbero personalità note del mondo dello spettacolo e dei social media.

Secondo i media argentini, tra le vittime ci sarebbe il content creator Gaspar Prim Díaz, conosciuto come Gaspi, seguito da quasi tre milioni di persone su YouTube. Le autorità stanno inoltre verificando la presenza a bordo del cantante e comico statunitense Oliver Tree, il cui nome compariva nella lista dei passeggeri.

Un testimone ha raccontato di aver visto uno degli elicotteri prendere fuoco in volo dopo la collisione. Le indagini proseguono per chiarire le cause dell’incidente, uno dei più gravi avvenuti quest’anno nei cieli brasiliani.

Filippine

Continua a salire il bilancio del potente terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito l’isola di Mindanao, nelle Filippine: almeno 61 persone sono morte e una quarantina risultano ancora disperse.

Le autorità hanno reso noto che il sisma ha provocato un fenomeno eccezionale di sollevamento della costa. In alcune aree il fondale marino è emerso fino a due metri, esponendo vaste porzioni di barriera corallina e modificando il profilo della costa per centinaia di metri.

Secondo gli esperti, il terremoto è stato causato dai movimenti della Fossa di Cotabato, una delle aree sismiche più attive del Paese. Oltre ai danni alle abitazioni e alle infrastrutture, si teme ora un forte impatto sugli ecosistemi marini e si attendono nuove scosse di assestamento nelle prossime settimane.

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