29 luglio 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Luglio 29, 2026
- Gaza: Israele approva l’ingresso di una forza internazionale.
- Stati Uniti- Iran, riprendono gli attacchi.
- Guatemala: coppia deportata dall’ICE trovata uccisa.
- Ciad: lascia la Corte penale internazionale.
- India: gli studenti minacciano nuove proteste.
- Afghanistan: ucciso un alto funzionario talebano.
- Giappone: forte terremo, crolli e dispersi, 13 morti.
- L’uomo più ricco dell’africa promette di donare un terzo della sua fortuna.
- Perù: si insedia la prima donna presidente eletta
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Stati Uniti contro Iran
La breve pausa nei combattimenti tra Stati Uniti e Iran sembra essere finita. Il Comando Centrale americano ha annunciato di aver intercettato tutti i missili lanciati contro le proprie forze in Medio Oriente e, insieme all’Arabia Saudita, di aver colpito obiettivi nell’est dell’Iraq utilizzati da milizie sostenute da Teheran per lanciare attacchi con droni negli ultimi giorni.
Secondo Washington, i raid sono una risposta a oltre trenta attacchi con droni attribuiti ai Guardiani della Rivoluzione iraniani e alle milizie loro alleate nelle ultime 72 ore.
Gli Stati Uniti hanno avvertito che eventuali nuovi attacchi contro le proprie truppe o contro le infrastrutture energetiche saudite provocheranno ulteriori risposte militari.
Nelle stesse ore sono state segnalate esplosioni nel Kurdistan iracheno, dove, secondo fonti curde, droni lanciati dall’Iran e da aree controllate dalle Forze di mobilitazione popolare irachene hanno preso di mira obiettivi vicino a Erbil, compreso un campo del gruppo di opposizione iraniano Komala.
Video diffusi online mostrerebbero l’intercettazione di almeno un drone da parte delle forze statunitensi. Non ci sono conferme ufficiali su vittime o danni.
L’Arabia Saudita ha annunciato per il secondo giorno consecutivo di aver abbattuto droni diretti contro impianti petroliferi nella regione orientale del Paese, attribuendo gli attacchi a milizie filo-iraniane operanti dall’Iraq.
Baghdad ha aperto un’indagine, mentre i gruppi armati iracheni negano ogni coinvolgimento.
Ansarallah in Yemen, invece, sostiene di aver preso di mira una petroliera saudita nel Mar Rosso nell’ambito del blocco navale annunciato la scorsa settimana.
Sul fronte diplomatico, però, il dialogo non si interrompe. Secondo Reuters, l’Oman ha presentato una proposta per una gestione regionale condivisa dello Stretto di Hormuz, che ridurrebbe il controllo esclusivo dell’Iran sulla rotta marittima.
Anche i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno ribadito la necessità di garantire la libertà di navigazione e di privilegiare una soluzione politica.
Donald Trump continua a sostenere che i colloqui con Teheran siano “molto approfonditi” e che esista una concreta possibilità di accordo.
Ha però ribadito che, se i negoziati dovessero fallire, gli Stati Uniti sono pronti a riprendere le operazioni militari. Secondo Axios, i contatti indiretti proseguono con la mediazione di Oman, Qatar, Pakistan ed Egitto, con l’obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz e rilanciare i negoziati sul programma nucleare iraniano.
Intanto il traffico commerciale attraverso Hormuz e Bab el-Mandeb resta fortemente ridotto, mentre in Iran sono stati giustiziati altri due uomini condannati per l’uccisione di agenti di polizia durante le proteste antigovernative, facendo salire ulteriormente il numero delle esecuzioni capitali registrate nel Paese nel 2026.
Yemen
Ansarallah ha rivendicato un attacco con droni contro l’impianto di trattamento del greggio di Abqaiq, il più importante dell’Arabia Saudita e snodo fondamentale per l’export di petrolio del regno.
Riad ha confermato l’attacco, attribuendolo però a milizie filoiraniane attive in Iraq. Il governo iracheno ha annunciato un’indagine per verificare le accuse e individuare eventuali responsabili.
Secondo Reuters, dopo un altro attacco rivendicato da Ansarallah, Saudi Aramco ha sospeso le attività della raffineria di Jazan, capace di lavorare 400 mila barili di petrolio al giorno. I danni avrebbero colpito l’area dei serbatoi e l’impianto di gassificazione. La ripresa parziale delle operazioni è prevista entro metà agosto.
Palestina e Israele
Nelle ultime ventiquattro ore il ministero della Sanità di Gaza riferisce di quattro palestinesi uccisi, tre nei nuovi attacchi israeliani e uno morto per le ferite riportate in precedenza. I feriti sono quattordici.
Dall’inizio della guerra il bilancio sale a 73.333 morti e oltre 174 mila feriti. Dal cosiddetto cessate il fuoco dell’11 ottobre, sono almeno 1.207 i palestinesi uccisi, mentre più di 800 corpi sono stati recuperati dalle macerie.
Nel nord e nel centro della Striscia continuano i bombardamenti. Tre palestinesi sono stati uccisi lunedì, mentre un drone israeliano ha ferito tre pescatori al largo del porto di Gaza. A Deir al-Balah, un veicolo militare ha aperto il fuoco ferendo altre due persone.
Anche la Cisgiordania occupata resta sotto forte pressione. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, almeno otto palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi negli ultimi giorni durante raid militari e attacchi dei coloni.
A Ramallah sono state demolite abitazioni, a Hebron coloni armati hanno aggredito residenti palestinesi e nuove strutture coloniali sono sorte vicino a Salfit.
A Gerusalemme Est le forze israeliane hanno fatto irruzione nel centro di formazione professionale dell’UNRWA e fermato decine di studenti e dipendenti.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha inoltre ordinato all’esercito di preparare l’occupazione di un altro campo profughi in Cisgiordania, ampliando l’offensiva già in corso.
Intanto Israele ha rilasciato sessanta detenuti palestinesi provenienti da Gaza. Molti sono arrivati in ospedale con evidenti segni di maltrattamenti, secondo le autorità sanitarie locali.
Le squadre di soccorso hanno recuperato altri novantanove corpi dalle macerie nel quartiere Sabra di Gaza City, mentre si stima che circa ottomila persone siano ancora sepolte sotto gli edifici distrutti.
Sul piano diplomatico, una delegazione di Hamas è arrivata al Cairo per riprendere i negoziati mediati da Egitto e Qatar sul cessate il fuoco e sull’attuazione della seconda fase dell’accordo.
Il governo israeliano ha approvato l’ingresso nella Striscia di Gaza di una Forza Internazionale di Stabilizzazione, prevista dalla risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e sostenuta dagli Stati Uniti.
Il primo contingente dovrebbe essere composto da circa 200 militari provenienti, secondo il piano, da Kosovo, Albania, Marocco e, forse, Kazakhstan e Uganda.
La missione avrà il compito di sostenere gli aiuti umanitari, la ricostruzione e l’addestramento della futura polizia palestinese, favorendo il passaggio a una nuova amministrazione civile.
Intanto, l’esercito israeliano continua le operazioni militari nella Striscia, affermando di aver colpito membri di Hamas e della Jihad Islamica e di aver distrutto un tunnel utilizzato dai gruppi armati.
STATI UNITI: Il presidente americano Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per un colloquio durato circa novanta minuti, l’ottavo incontro tra i due da quando Trump è tornato alla presidenza.
Al centro dei colloqui la guerra con l’Iran, la sicurezza tra Israele e Libano e l’eventuale ampliamento degli Accordi di Abramo.
Nonostante le recenti divergenze sull’Iran e sulla vendita di caccia F-35 alla Turchia, la Casa Bianca ha definito l’incontro “positivo e produttivo”.
All’esterno della Casa Bianca centinaia di manifestanti filo-palestinesi hanno protestato contro la visita di Netanyahu, chiedendo la fine del sostegno militare statunitense a Israele e definendo il premier israeliano un criminale di guerra.
Le proteste riflettono un crescente malcontento nell’opinione pubblica americana: secondo un recente sondaggio Economist/YouGov, quasi la metà degli statunitensi ritiene che Netanyahu dovrebbe essere arrestato durante la sua visita negli Stati Uniti.
Libano
Nonostante il cessate il fuoco, Israele continua le operazioni militari nel sud del Libano. Martedì un drone israeliano ha colpito un appartamento residenziale a Nabatieh al-Fawqa, provocando un incendio, secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese.
Le forze israeliane hanno inoltre effettuato una vasta demolizione nel villaggio di Al-Qusayr, nel distretto di Marjayoun.
Nella regione di Tiro, le esplosioni sono proseguite fino al mattino mentre venivano demoliti edifici nei villaggi di Majdal Zoun, Al-Mansouri e in diverse aree del distretto di Bint Jbeil, alimentando il timore di una nuova escalation lungo il confine.
I caschi blu dell’UNIFIL hanno scoperto e messo in sicurezza circa quattro tonnellate di materiale esplosivo nel sud del Libano durante una pattuglia di routine vicino alla città di Houla. Tra gli ordigni c’erano centinaia di contenitori contenenti soprattutto composti a base di nitrato d’ammonio.
Pochi giorni dopo, i militari dell’ONU hanno anche neutralizzato un drone con cariche esplosive ancora attive.
L’UNIFIL avverte che, nonostante la diminuzione delle ostilità, il sud del Libano resta fortemente contaminato da ordigni inesplosi, mentre proseguono le violazioni israeliane del cessate il fuoco.
Kenya
Le autorità del Kenya hanno aperto un’indagine urgente dopo il ritrovamento di 14 elefanti morti nell’ecosistema del Parco nazionale di Amboseli, al confine con la Tanzania. Il Servizio per la fauna selvatica del Kenya ha inviato campioni ai laboratori per accertare se gli animali siano morti per una malattia, avvelenamento o altre cause.
Si tratta del più grave episodio di mortalità di elefanti registrato nell’area negli ultimi decenni, una regione dove il bracconaggio era stato drasticamente ridotto.
Gli animali, di età e sesso diversi, sono stati trovati in punti differenti, senza che emerga, per ora, una causa comune.
Ciad
Il Ciad ha annunciato il ritiro dalla Corte penale internazionale, dichiarando di aver notificato la decisione alle Nazioni Unite.
Il governo sostiene che la Corte abbia operato in modo sbilanciato, concentrandosi soprattutto sui Paesi africani, e afferma che la scelta è maturata anche dopo pressioni degli Stati Uniti.
Il ritiro rischia di complicare le indagini sui crimini commessi nella guerra in Darfur, dove sia gli Stati Uniti sia una missione d’inchiesta delle Nazioni Unite hanno accusato le Forze di supporto rapido di aver commesso atti di genocidio contro comunità non arabe.
Il Ciad è il quinto Paese, negli ultimi mesi, ad avviare l’uscita dalla Corte penale internazionale.
Nigeria
Aliko Dangote, l’uomo più ricco dell’Africa, intende destinare in beneficenza un terzo del suo patrimonio. Lo ha confermato la figlia Halima, membro del consiglio della Fondazione Dangote, spiegando che la filantropia è una priorità per l’imprenditore nigeriano.
Secondo il Bloomberg Billionaires Index, la sua fortuna ammonta a circa 35 miliardi di dollari: la donazione potrebbe quindi superare gli 11 miliardi.
In un continente segnato da profonde disuguaglianze economiche, la scelta rappresenta un’iniziativa rara tra i grandi patrimoni africani, anche se resta al di sotto dell’impegno del 50% previsto dal programma internazionale Giving Pledge.
Francia
La procura di Carpentras, nel sud della Francia, ha aperto un’indagine per omicidio di minori dopo il ritrovamento dei corpi e dei resti scheletrici di cinque neonati nell’appartamento di una coppia a Orange.
La scoperta è avvenuta dopo che il compagno della donna ha portato in ospedale il corpo in decomposizione di un neonato appena rinvenuto in casa, facendo scattare l’intervento della polizia.
La donna, 32 anni, aveva appena dato alla luce un bambino vivo ed è ricoverata in ospedale. Sono state disposte autopsie e analisi antropologiche, mentre gli altri due figli della coppia sono stati affidati ai servizi sociali.
Stati Uniti
Donald Trump ha ricevuto separatamente alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, definendo entrambi gli incontri “molto positivi e produttivi”.
Dal colloquio con Zelensky è emersa una novità diplomatica: gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner visiteranno per la prima volta Kyiv, dopo mesi di contatti soprattutto con Mosca.
La visita servirà a confrontarsi direttamente con la leadership ucraina e a valutare le necessità di difesa del Paese, mentre proseguono gli attacchi russi.
Con Netanyahu, invece, il confronto si è concentrato sulla guerra con l’Iran e sulla sicurezza regionale, in un momento di tensioni tra Washington e Tel Aviv sulle strategie da adottare nei confronti di Teheran.
Entrambi i leader si trovavano negli Stati Uniti anche per partecipare ai funerali del senatore Lindsey Graham.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha annunciato un piano per aprire cinque supermercati di proprietà comunale, uno in ciascun distretto della città, con l’obiettivo di vendere beni alimentari essenziali a prezzi fino al 30% inferiori rispetto alla grande distribuzione.
Il progetto, finanziato con 70 milioni di dollari, prevede prezzi fissi mensili e sarà aperto a tutti, senza limiti di reddito. Secondo il Comune, una famiglia potrebbe risparmiare in media circa mille dollari l’anno.
Il primo punto vendita dovrebbe aprire nel Bronx entro la fine del 2027, seguito da East Harlem e dagli altri quartieri negli anni successivi.
Negli Stati Uniti oltre 12 mila persone sono state arrestate dall’agenzia federale per l’immigrazione, l’ICE, grazie a informazioni condivise dall’Office of Refugee Resettlement, l’ufficio che si occupa dei minori migranti non accompagnati.
Lo rivela un’inchiesta di Reuters basata su documenti governativi interni.
Secondo i dati, dall’inizio del 2025 l’ufficio avrebbe trasmesso oltre 460 mila segnalazioni, coinvolgendo sponsor dei minori e familiari.
L’ex vice direttrice dell’agenzia, Jen Smyers, accusa l’amministrazione di aver smantellato le tutele sulla privacy e di utilizzare un programma nato per proteggere i bambini come strumento per aumentare le deportazioni.
Johnson & Johnson ha offerto 5,5 miliardi di dollari per chiudere circa 76 mila cause legali intentate da donne che accusano il borotalco e altri prodotti a base di talco di aver causato il cancro alle ovaie. L’accordo entrerà in vigore solo se aderirà il 95% dei ricorrenti ancora coinvolti.
L’azienda continua a negare qualsiasi responsabilità, sostenendo che non esistano prove scientifiche a sostegno delle accuse, ma afferma di voler porre fine a un contenzioso che dura da oltre dieci anni. I legali delle vittime definiscono invece l’intesa un risarcimento significativo per migliaia di famiglie.
Venezuela
A un anno dalle contestate elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, l’opposizione venezuelana ha organizzato manifestazioni in diverse città del Paese.
La leader di Vente Venezuela, María Corina Machado, premio Sacharov del Parlamento europeo, continua a rivendicare la vittoria del candidato Edmundo González Urrutia, oggi in esilio a Madrid.
Le proteste arrivano mentre prosegue il delicato processo di transizione politica avviato dopo la cattura di Nicolás Maduro.
Il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez ha annunciato l’apertura di un dialogo con una parte dell’opposizione dal primo agosto, ma per Machado non esistono ancora le condizioni per rientrare in sicurezza in Venezuela.
Guatemala
Una coppia guatemalteca è stata trovata uccisa in un campo di canna da zucchero nel sud del Guatemala, poche settimane dopo che la donna aveva scelto di lasciare volontariamente gli Stati Uniti per ricongiungersi al marito, deportato dal Missouri nel 2025.
Secondo le autorità, Nixon Giovanni Pérez Paz e Glendy Marisol González de la Cruz sono stati ritrovati legati, imbavagliati e uccisi a colpi d’arma da fuoco.
Accanto al corpo della madre è stata trovata la loro bambina di appena quattordici mesi, viva ma in grave stato di disidratazione.
La piccola è ora ricoverata e fuori pericolo. La vicenda ha suscitato forte commozione in Guatemala, mentre le indagini sul duplice omicidio sono ancora in corso.
Perù
Keiko Fujimori ha giurato come nuova presidente del Perù, diventando la prima donna eletta alla guida del Paese. Figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, torna al potere dopo anni di tentativi falliti e al termine di un’elezione molto combattuta.
Nel suo discorso d’insediamento ha promesso riconciliazione nazionale e un governo capace di affrontare senza reticenze le profonde divisioni del Paese.
Fujimori è la decima presidente del Perù dal 2016, a conferma di un lungo periodo di instabilità politica.
La nuova presidente ha inoltre ribadito l’intenzione di rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti di Donald Trump, soprattutto sui temi della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata.
Alla cerimonia erano presenti il vice segretario di Stato americano Christopher Landau e diversi leader conservatori latinoamericani.
Sul fronte interno, dovrà ora confrontarsi con un Parlamento frammentato e con un’opposizione di sinistra che continua a contestare il risultato elettorale.
Afghanistan
Un alto funzionario dell’amministrazione talebana è stato assassinato nel nord-est dell’Afghanistan. Zabihullah Amiri, direttore provinciale dell’Informazione e della Cultura nel Badakhshan, è stato ucciso mentre si recava al lavoro, nei pressi di Fayzabad, da due uomini armati a bordo di una motocicletta, secondo il ministero dell’Interno afghano.
Nello scontro a fuoco con la scorta, uno degli assalitori è stato ucciso, mentre il secondo è stato catturato, secondo la versione fornita dalle autorità talebane.
Al momento nessun gruppo ha rivendicato l’attacco e il governo non ha attribuito responsabilità specifiche.
L’omicidio rappresenta uno dei rari attacchi mirati contro funzionari di alto livello da quando i talebani sono tornati al potere nel 2021.
Kashmir
Sono iniziate le elezioni regionali nella parte del Kashmir amministrata dal Pakistan, ma il voto è stato segnato da gravi violenze.
Almeno 30 persone sono morte nelle ultime settimane negli scontri tra polizia e manifestanti del Joint Awami Action Committee, movimento per i diritti civili messo al bando dalle autorità locali.
Al centro della protesta ci sono i seggi parlamentari riservati ai rifugiati provenienti dal Kashmir amministrato dall’India, una misura che, secondo i manifestanti, altera la rappresentanza politica della regione.
India
In India il movimento studentesco Cockroach, che nelle scorse settimane ha costretto alle dimissioni il ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, accusa il governo di aver tradito gli impegni presi dopo la fine delle manifestazioni.
Secondo gli organizzatori, oltre cento studenti sarebbero stati arrestati o perseguiti in diversi Stati governati dal Bharatiya Janata Party del premier Narendra Modi. Il movimento chiede il rilascio di tutti i fermati, minacciando di tornare in piazza se ciò non avverrà.
Le proteste, nate dopo lo scandalo delle fughe di notizie sugli esami pubblici, hanno coinvolto centinaia di migliaia di giovani.
Dopo gli scontri con la polizia a New Delhi, la Corte Suprema ha chiesto un’indagine indipendente, ribadendo che il diritto a manifestare pacificamente è garantito dalla Costituzione.
Nel frattempo il governo ha promesso una riforma del sistema degli esami e pene più severe contro la diffusione delle prove.
Corea del Sud
Momenti di tensione in Corea del Sud, dove le autorità hanno ordinato una breve evacuazione dei residenti nei pressi della base aerea statunitense di Osan, a Pyeongtaek, dopo la segnalazione di una possibile fuoriuscita di fosforo bianco.
L’allarme è rientrato dopo le operazioni di bonifica e non si registrano feriti.
L’aeronautica statunitense ha precisato che non si è trattato di una perdita incontrollata, ma del ritrovamento di residui cristallizzati di fosforo bianco all’interno di una cassa di munizioni durante un’ispezione di routine.
È stato creato un cordone di sicurezza di circa 300 metri e, conclusi gli interventi degli artificieri, la base è tornata alla normale operatività.
Giappone
Sale ad almeno 13 morti il bilancio del forte terremoto che martedì ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel sud del Giappone. Lo U.S. Geological Survey ha rivisto la magnitudo a 6.8, mentre l’Agenzia meteorologica giapponese l’aveva inizialmente stimata a 7.1.
L’epicentro è stato localizzato a circa 20 chilometri a sud della città di Kumamoto, a una profondità di 10 chilometri.
Il primo ministro Sanae Takaichi ha dichiarato che “si tratta di una corsa contro il tempo”, sottolineando che ci sono ancora persone intrappolate sotto le macerie e che il governo ha mobilitato tutte le risorse disponibili per le operazioni di soccorso.
Tra gli episodi più gravi c’è l’esplosione avvenuta all’Aeon Mall di Kashima, probabilmente provocata da una fuga di gas dopo la scossa.
Il centro commerciale era già stato evacuato quando si è verificata la deflagrazione, che ha causato la morte di due giovani donne. I soccorritori hanno estratto vive otto persone, ma si continua a cercare eventuali dispersi.
Critica anche la situazione nello stabilimento della Nippon Paper Industries di Yatsushiro, dove il crollo di una ciminiera ha intrappolato diversi lavoratori.
Nove persone risultano ancora disperse mentre le squadre di emergenza continuano a scavare tra le macerie, ostacolate dal caldo estremo e dalle numerose scosse di assestamento.
Il sisma ha provocato danni diffusi alle infrastrutture: oltre 36 mila abitazioni sono rimaste senza elettricità, numerose strade e ponti hanno riportato gravi lesioni, si sono verificati incendi e un treno è deragliato causando diversi feriti.
I servizi ferroviari, compresi alcuni collegamenti Shinkansen, sono stati sospesi, mentre l’aeroporto di Kumamoto è stato chiuso temporaneamente prima di riaprire.
Circa 260 mila persone hanno ricevuto l’ordine di evacuare per il rischio di nuove forti scosse e frane. Gli ospedali della zona stanno lavorando in condizioni di emergenza, con alcune strutture prive di elettricità e costrette a limitare i ricoveri.
Il governo ha mobilitato circa 3.600 militari, affiancati da elicotteri e squadre di soccorso, per le operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione.
La prefettura di Kumamoto era già stata devastata dalla serie di terremoti del 2016, che causarono oltre 270 vittime. Anche questa volta le autorità avvertono che il rischio di forti scosse di assestamento resterà elevato almeno per la prossima settimana.
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