28 luglio 2020 – Notiziario in genere
Scritto da Angela Gennaro in data Luglio 28, 2020
Il #MeToo arriva in Egitto. E sempre in Egitto, in prigione per due anni per i video di TikTok. Il mensile di Oprah Winfrey chiude l’edizione cartacea. Serena Williams e Natalie Portman investono in una squadra di calcio femminile. Per la prima volta una donna guida la riserva selezionata negli Stati Uniti. La Polonia si dissocia dalla Convenzione di Istanbul.
Egitto
Arriva il #MeToo
Nasce anche in Egitto una via al #MeToo, sulla scia del movimento americano alimentato da denunce social, ma anche formali, da parte di donne su molestie e violenze. Ad accendere la miccia nel paese che collega il Nordafrica con il Medioriente è il caso di un molestatore seriale, un giovane di 22 anni, Ahmed Bassam Zaki, che è stato arrestato e incarcerato dopo che sono state postate su Instagram oltre un centinaio di testimonianze di ragazze e donne che lo accusavano di averle forzate a mandargli foto di nudo o a fare sesso con lui. L’uomo, hanno testimoniato, le costringeva, a metà tra ricatti e minacce. Sei persone – tra loro c’è anche una ragazza minorenne – sono arrivate a sporgere denuncia alla polizia. E per il 22enne è scattata la custodia cautelare per tentato stupro, molestie sessuali e ricatto, accuse che Ahmed ha fatto respingere dal padre.
Il caso sta facendo discutere per l’elevata posizione sociale del ragazzo, perché da qui sono nate anche 400 lagnanze al Consiglio nazionale per le donne, un’istituzione affiliata alla presidenza della Repubblica, e perché negli stessi giorni è stato presentato un disegno di legge che garantisce l’anonimato a chi denuncia abusi sessuali.
Di dati, sulle molestie sessuali – vera e propria piaga nel paese e reato dal 2014 (anche se ci sono ancora resistenze della polizia ad accogliere denunce e, a livello sociale, le vittime continuano a essere stigmatizzate come corresponsabili) – non ce ne sono di aggiornati. Restano quelli di un’indagine delle Nazioni Unite del 2013 che aveva rilevato come tutte le donne egiziane (99%) hanno sperimentato nella loro vita una qualche forma di abuso, da quelli verbali allo stupro, e la maggior parte non si sentivano sicure girando per strada (era l’anno della Fratellanza musulmana al potere, dopo le turbolenze rivoluzionarie che portarono alla caduta del presidente autocrate Hosni Mubarak nel 2011).
Che il clima stia cambiando lo dimostrerebbe anche un recente pronunciamento di Al-Azhar, il massimo centro teologico dell’islam sunnita, a Il Cairo, che ha stabilito che a una vittima di violenza sessuale non debba essere rinfacciato come era vestita. Un’affermazione quasi ovvia ma che non lo è in un Paese dove le donne senza velo islamico sono definite talvolta “dolcetti senza involucro” che attirano i mosconi.
In prigione per due anni per i video di TikTok

Kon Karampelas | Unsplash
Una corte egiziana ha condannato cinque donne, influencer sui social media, a due anni di carcere ciascuna con l’accusa di violazione della morale pubblica, secondo una fonte giudiziaria. Il verdetto contro Haneen Hossam, Mowada al-Adham e altre tre è arrivato dopo aver pubblicato le riprese sull’app di condivisione video TikTok. La sentenza, che può essere impugnata, comprende una multa di 300mila sterline egiziane (14.600 sterline) per ciascuna imputata.
Hossam è stata arrestata ad aprile dopo aver pubblicato una clip di tre minuti in cui, scrive The Guardian, diceva ai suoi 1,3 milioni di followers che le ragazze avrebbero potuto guadagnare dei soldi lavorando con lei. Le autorità hanno arrestato Adham a maggio. Aveva pubblicato video satirici su TikTok e Instagram, dove ha almeno 2 milioni di followers.
Usa
Chiude il mensile ‘O: The Oprah Magazine’

Chiude ‘O: The Oprah Magazine’: da dicembre il magazine di Oprah Winfrey chiuderà i battenti. Non è chiaro se passerà al digitale, di certo lascia la casa editrice Hearst. La decisione sarebbe collegata alle difficoltà di questi tempi della casa editrice, con cui collabora da due decenni per il magazine. Una decisione che sarebbe stata presa nei giorni scorsi dopo le ricostruzioni di The New York Times su Troy Young, l’ex presidente di Hearst Communications che si è dimesso nei giorni scorsi in seguito alle denunce pubbliche di alcuni dipendenti per il suo comportamento da bullo e i suoi commenti sessisti. Un passaggio che non sarebbe sfuggito e che avrebbe anzi offeso Oprah Winfrey, paladina del #MeToo. Young, dice il NYT, avrebbe spedito del materiale pornografico a una redattrice di alto livello di Hearst, e non avrebbe lesinato affermazioni fuori luogo e offensive. Né sarebbero mancate volgarità all’indirizzo di una donna in relazione a un giocattolo sessuale inviato a Cosmopolitan, un altro dei magazine di Hearst. L’uomo si è dimesso e ha chiesto scusa, pur sottolineando che le cose non sarebbero andate esattamente così come scrive The New York Times. Le scuse non sono state sufficienti per la regina del piccolo schermo. Per questo il suo magazine abbandonerà Hearst. E per la casa editrice è un duro colpo: ‘O: The Oprah Magazine’, in barba alla crisi della carta stampata, ha un circolazione media di 2,2 milioni di copie con un pubblico complessivo di 10 milioni di persone, composto soprattutto da donne e afroamericane.
Serena Williams e Natalie Portman investono in una squadra di calcio femminile

Natalie Portman | Wikipedia
La campionessa di tennis Serena Williams e la brava attrice Natalie Portman investono in una nuova squadra femminile a Los Angeles. Secondo la National Women’s Soccer League, il team potrà unirsi alla lega nel 2022: la squadra, che sta ancora lavorando per stabilire un nome e un luogo di residenza, si chiama per il momento Angel City. Il gruppo di chi ha investito è composto soprattutto da donne: ci sono anche la figlia di Williams, Alexis Olympia Ohanian Jr. – che ha 2 anni – e il marito Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit. “Annunciamo il primo gruppo di proprietà e guidato da una maggioranza di donne”, spiega Portman. “Sono entusiasta di avere l’opportunità di essere socia con questo team incredibile di persone per portare una squadra a Los Angeles”. Tra gli altri nomi ci sono anche le grandi ex calciatrici Mia Hamm e Abby Wambach, Eva Longoria, Uzo Aduba, Jennifer Garner e Jessica Chastain.
Per la prima volta una donna guida la Riserva selezionata

Jody Daniels | Army.mil
Jody Daniels, 58 anni e generale a tre stelle, è la prima comandante donna della storia della Riserva selezionata statunitense – quindi da 112 anni a questa parte. Daniels ha un’esperienza di oltre 36 anni sia in servizio attivo che nella Riserva, le sue ultime esperienze sono come comandante della 88th Readiness Division a Fort Snelling, in Minnesota, e a Fort McCoy, in Wisconsin. Ha una laurea e un dottorato in Informatica e un Master in Studi Strategici. Durante la sua carriera civile è stata, tra le altre cose, direttrice dell’Advanced Programs del Lockheed Martin Advanced Technology Laboratories. Le donne, nelle Forze Armate, rappresentano il 16% del servizio attivo. Nel 2015 è stata aperta loro la prima linea, mentre l’anno scorso per la prima volta due sorelle, Maria Barrett e Paula Lodi, sono diventate contemporaneamente generale.
Polonia

Zbigniew Ziobro
La Polonia si dissocia dalla Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica – meglio conosciuta come Convenzione di Istanbul. In avvio il processo di disdetta del Trattato: associazioni e attivisti sono sul piede di guerra dopo la mossa dell’amministrazione conservatrice di Varsavia, rea di macchiarsi di azioni discriminatorie nei confronti della comunità LGBTQ, ma anche di violare lo stato di diritto. Tanto che Varsavia e Budapest sono da tempo nel mirino di Bruxelles. Ora la svolta oscurantista nei confronti dei diritti delle donne. Secondo Zbigniew Ziobro, Ministro della Giustizia, la Convenzione contiene “concetti ideologici” non condivisi dal governo, fra cui quello sul sesso socio-culturale in opposizione al sesso biologico. Per Ziobro la legge polacca in vigore tutela “in modo esemplare” i diritti delle donne, e la risposta a tutte le esigenze imposte dalla Convenzione di Istanbul c’è già. Per i polacchi, inoltre, la Convenzione conterrebbe disposizioni che obbligano gli Stati a introdurre la cosiddetta teoria del ‘gender’ nelle loro scuole. La convenzione di Istanbul è stata adottata nel 2011 dal Consiglio d’Europa ed è entrata in vigore nel 2014. L’Unione Europea l’ha firmata nel giugno 2017, in Italia è entrata in vigore il primo agosto del 2014. La convenzione è anche il primo strumento internazionale di questo genere: alla ratifica devono seguire norme globali e giuridicamente vincolanti per prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire i responsabili.
In copertina Flickr
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