Il patto migranti della Meloni con l’Albania

Scritto da in data Giugno 26, 2024

By ToniAnn Izzo

Read in English

Mercoledì 5 giugno 2024, la Premier italiana Giorgia Meloni ha incontrato il Premier albanese Edi Rama per ringraziarlo della collaborazione dell’Albania nella nuova gestione dell’immigrazione in Italia.

Questo accordo relativamente nuovo, concordato non molto tempo fa, il 6 novembre 2023, contiene molti elementi controversi che hanno attirato l’attenzione in tutta Europa.

I dettagli dell’Accordo sull’immigrazione

Il fulcro dell’accordo consente all’Italia di stabilire e gestire centri di migrazione all’interno dell’Albania. Questi centri saranno sotto giurisdizione italiana, con leggi italiane applicate all’interno delle recinzioni e autorità italiane che gestiranno le operazioni.

Ciò significa che l’Albania ha ceduto una parte del suo territorio all’Italia, creando una situazione unica in cui tecnicamente esiste sovranità italiana all’interno dei confini albanesi.

L’Italia si è impegnata ad accogliere i migranti a cui viene concessa protezione internazionale e ad organizzare la deportazione di coloro che non ne hanno diritto.

Tuttavia, la lista dei paesi che l’Italia considera sicuri continua ad espandersi, complicando il processo per i richiedenti asilo.

Secondo l’accordo, solo gli uomini saranno inviati nelle strutture albanesi, mentre i gruppi vulnerabili come minori, donne e anziani saranno esclusi.

Contesto Generale della Crisi Migratoria

L’Europa sta “lottando” con la crisi migratoria da anni, con l’Italia che rappresenta uno dei principali punti di ingresso per i migranti che attraversano il Mediterraneo.

La pressione sulle risorse italiane ha portato a questa nuova strategia per gestire l’afflusso in modo più efficace.

Solo lo scorso anno, il numero di barche arrivate in Italia è raddoppiato, così come il numero di migranti che richiedono asilo.

Questa nuova sperimentazione con l’Albania è una misura disperata da parte dell’Italia. Meloni spera che questo piano funzioni principalmente come deterrente, scoraggiando le persone dal tentare di entrare illegalmente nel paese.

Contesto Storico e Motivazioni

Il Premier Rama sostiene questo accordo principalmente per un senso storico di debito verso l’Italia. Durante gli anni ’90, l’Albania ha attraversato un periodo di notevoli turbolenze politiche ed economiche, che hanno portato a una massiccia emigrazione.

Migliaia di albanesi fuggirono in Italia in cerca di sicurezza e migliori opportunità.

L’Italia ha fornito rifugio e sostegno durante questo periodo di crisi, e Rama ritiene che l’Albania ora debba all’Italia per la sua ospitalità e assistenza.

Sebbene questa sia la sua intenzione dichiarata, alcuni si chiedono se le sue motivazioni siano dettate dal desiderio di ripagare un debito o di allinearsi con l’UE, dato che l’Albania punta all’adesione all’UE.

Implicazioni legali ed etiche

Questo accordo solleva molte questioni legali ed etiche. L’applicazione della legge italiana sul suolo albanese e la presenza di poliziotti italiani hanno portato a dibattiti su giurisdizione e diritti territoriali.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazioni riguardo al trattamento dei migranti e alle potenziali violazioni del diritto internazionale, specialmente dato che l’Albania non è membro dell’Unione Europea (UE).

Una preoccupazione etica riguarda come l’Italia garantirà una procedura di asilo equa e una revisione giudiziaria della detenzione in un altro stato.

Implementazione e ritardi

Il piano, inizialmente previsto per l’inizio di questo mese, ha subito ritardi. La costruzione delle strutture necessarie è in ritardo, spingendo la data di inizio al 1° agosto 2024.

Nonostante questi ritardi, l’accordo ha già influenzato le discussioni sulla politica migratoria dell’UE. Solo un mese fa, 15 paesi dell’UE hanno scritto alla commissione UE chiedendo di trovare modi per trasferire i migranti in paesi non UE, citando l’accordo Italia-Albania come precedente.

È strano che molti paesi stiano sostenendo questo piano senza prove della sua efficacia. Sembrerebbe che la loro priorità sia rimuovere i migranti non solo dai propri paesi, ma dall’intera UE, lavandosi le mani del problema.

Come possono questi paesi impegnarsi in una strategia i cui risultati sono ancora sconosciuti, dato che il patto migratorio non è ancora iniziato?

Considerazioni Finanziarie

Il governo italiano stima che l’accordo quinquennale costerà 670 milioni di euro, grosso modo equivalenti alle spese che l’Italia avrebbe sostenuto gestendo i migranti a livello nazionale.

Tuttavia, altri sostengono che il costo sarà maggiore, potenzialmente raggiungendo gli 850 milioni di euro a causa dell’aumento delle spese di costruzione e dell’inflazione complessiva.

L’accordo sulla migrazione tra Italia e Albania rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui i paesi europei gestiscono la migrazione all’interno dell’UE e degli stati non UE. I confini tra sovranità, territori e territori stanno diventando sempre più sfumati.

I diritti umani e la cooperazione internazionale sono al centro delle preoccupazioni, poiché questi risultati saranno vitali nel plasmare le future politiche dell’UE e, in questo caso, le relazioni tra Italia e Albania.

ToniAnn Izzo

Sono un’appassionata di scienze politiche di New York City con una passione per la politica globale.

Il mio obiettivo è suscitare interesse nei giovani, che sono i più colpiti dalle decisioni politiche odierne, rendendo le questioni complesse comprensibili e coinvolgenti.

Porto una prospettiva fresca nelle discussioni per rendere la politica divertente e accessibile per la prossima generazione.

 

Ti potrebbe interessare anche:

E se credi in un giornalismo indipendente, serio e che racconta il mondo recandosi sul posto, puoi darci una mano cliccando su Sostienici


Opinioni dei Lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi con * sono obbligatori



[There are no radio stations in the database]