Amleta: nascita di una soggettività

Scritto da in data Gennaio 19, 2021

A cura di Sara Pollice e di Silvia Vaccaro

Il lavoro di Amleta si basa su un forte ripensamento e risignificazione della rappresentazione di chi lavora nello spettacolo. Per questo, a partire da sé, il gruppo si è riunito tutti i mercoledì per un anno in autoformazione. Da qui si sono pian piano sviluppati i progetti legati all’urgenza di una mappatura per evidenziare le discriminazioni di genere e la strutturazione di un collegamento con i centri antiviolenza per poter denunciare molestie e violenze sessuali.

In questa puntata le Funambole Radioattive incontrano Amleta, collettivo di attrici nato durante il primo lockdown − e adesso costituito in un’associazione di promozione sociale − dal tavolo di genere interno alle proteste del settore dello spettacolo. Le socie di Amleta hanno svolto una mappatura della presenza femminile nei teatri nazionali e nei Tric, ovvero i Teatri di Rilevante Interesse Culturale.

La percezione di una minore rappresentanza femminile, dopo un lavoro di raccolta di dati che è durato alcuni mesi, si è così tradotta in numeri inequivocabili che riguardano le registe, le drammaturghe, e le attrici.

Un altro pezzo del lavoro è legato all’attivazione di un canale mail dedicato alle colleghe che hanno subito molestie, aggressioni e violenze e che possono così contare su un luogo di ascolto che è anche un anello di congiunzione con avvocate ed esperte.
Amleta si propone anche di ragionare sulla genitorialità condivisa e sui diritti dei padri attori e delle madri attrici.

IN COPERTINA: immagine originale Amleta

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