Iran sotto attacco, Israele conferma il bombardamento
Scritto da Barbara Schiavulli in data Febbraio 28, 2026
Questa mattina Israele ha lanciato un attacco militare contro l’Iran, con tre esplosioni segnalate nella capitale Tehran e un dichiarato stato di emergenza all’interno dello Stato ebraico. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato l’operazione come un “attacco preventivo” volto a eliminare minacce specifiche alla sicurezza nazionale israeliana.
Testimoni e media internazionali riportano esplosioni nei pressi del centro di Tehran, con colonne di fumo visibili sulla città, mentre le sirene antiaeree sono suonate in diverse località di Israele per avvertire la popolazione di possibili ritorsioni. Altre esplosioni a Qom, Isfahan nel centro del paese e Kermanshah.
Israele e Stati Uniti: un’azione congiunta
Secondo una sintesi aggiornata delle principali fonti internazionali, l’attacco è stato condotto da Israele con il supporto militare degli Stati Uniti. Questo marcato coinvolgimento di Washington rappresenta una svolta significativa rispetto ai precedenti conflitti regionali: gli USA non si limitano più a sostenere Israele logisticamente o difensivamente, ma partecipano direttamente alle operazioni offensive.
Negli ultimi giorni la tensione tra Teheran e Washington era già aumentata per la presenza di una grande forza navale e aerea statunitense nel Medio Oriente e avvisi di possibili misure militari contro l’Iran.
Cronologia e contesto: dalla guerra dei “12 giorni” alle tensioni attuali
Per comprendere l’attacco di oggi è utile guardare al conflitto precedente tra Israele e Iran:
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Nel giugno 2025, un’escalation militare aveva portato a una breve guerra nota come “guerra dei 12 giorni”, iniziata con un massiccio attacco aereo israeliano contro siti militari e nucleari iraniani.
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In quella fase gli Stati Uniti entrarono direttamente nel conflitto bombardando siti nucleari iraniani a sostegno di Israele, un precedente che ora si riflette nelle operazioni di quest’anno.
Il quadro complessivo mostra una dinamica in cui le tensioni sul programma nucleare iraniano e sulle capacità missilistiche sono state il centro della disputa per mesi, con negoziati internazionali sul nucleare interrotti e ripresi più volte senza esito duraturo. L’ultimo incontro ieri conclusosi con la promessa che l’Iran non avrebbe mai costruito ordigni nucleari.
Obiettivi dichiarati di Israele e Stati Uniti
Israele ha presentato l’attacco come misura preventiva contro minacce dirette, con l’obiettivo dichiarato di proteggere i propri confini da potenziali attacchi missilistici o terroristici orchestrati dall’Iran.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno più volte espresso preoccupazioni per il programma nucleare iraniano e per le capacità missilistiche di Teheran. Anche se il governo statunitense non ha rilasciato commenti pubblici immediati sull’attacco, la presenza militare statunitense nella regione nelle ultime settimane indica un allineamento strategico con Israele.
Ritorsioni iraniane e rischi di escalation
Al momento non ci sono conferme ufficiali su una risposta militare immediata dell’Iran; tuttavia, Tehran ha storicamente reagito agli attacchi esterni con lancio di missili, droni o operazioni indirette, come accaduto in precedenti fasi di conflitto con Israele e gli alleati.
L’Iran ha anche segnalato in passato la capacità di impiegare misure di difesa asimmetriche, mirando non solo obiettivi regionali, ma anche interessi economici e strategici globali.
I voli civili sono stati sospesi e il leader supremo Khamenei non si trova a Teheran.
Implicazioni geopolitiche
L’attacco può destabilizzare ulteriormente l’intera regione, con potenziali ripercussioni su stati come Libano, Siria, Iraq e Yemen, dove Iran e Israele hanno influenze opposte su milizie e interessi politici.
L’ingresso diretto degli Stati Uniti in offensive contro l’Iran segna una nuova fase di coinvolgimento USA nel Medio Oriente, che potrebbe influenzare rapporti con alleati europei e con la Russia e la Cina, tradizionali sostenitori di Teheran.
Questa escalation complica gli sforzi diplomatici per il controllo nucleare e la stabilità regionale. Tentativi di colloqui e accordi tra Iran e potenze occidentali, già fragili, rischiano di essere messi in secondo piano davanti alla crisi militare in corso, se non addirittura cancellati.
L’attacco israeliano all’Iran — con partecipazione statunitense — rappresenta un’accelerazione senza precedenti delle tensioni israelo-iraniane. Oltre ad essere un episodio militare, si configura come un momento potenzialmente cruciale per gli equilibri geopolitici del Medio Oriente e della politica internazionale sul nucleare.
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