Autore: Barbara Schiavulli

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Sono in aeroporto e come al solito una parte di me resta qui. Per fortuna, fiuto o destino, ancora una volta mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto.

Il video dentro al Falluja Educational Hospital for women and children, dove ci siamo recati per testimoniare la situazione

Iran e Stati Uniti si sono insinuati nelle fragilità irachene, alimentando un popolo sempre più diviso

Baghdad: i giovani attori partecipano alle proteste antigovernative dando il loro contribuito, esibendosi ogni giorno per i manifestanti

Miliziani sciiti si aprono la strada attraverso la Zona Verde scandendo slogan contro gli americani. Intanto i ragazzi della rivoluzione continuano a resistere

L’annuncio è arrivato 36 ore dopo il massacro di 50 manifestanti a Nassiriya. Salgono a 408 le persone uccise dal primo ottobre. 15 mila i feriti.

Consolati dati alle fiamme, slogan contro l’Iran, gli iracheni protestano anche contro l’ingerenza iraniana che sostiene il sistema che cercano di abbattere

Sudamerica in rivolta. Violenze e repressione. Cose di cui non si sentiva parlare dai tempi delle dittature. E di cui nessuno avrebbe voluto sentir più parlare.

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Giornalismo, profughi, guerra. Un tè con Gaja Pellegrini Bettoli


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