17 novembre 2021 – Notiziario

Scritto da in data Novembre 17, 2021

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  • Afghanistan: uomo arrestato per aver venduto 130 donne.
  • India: Delhi chiude le scuole a tempo indeterminato a causa dell’inquinamento.
  • Myanmar: dopo mesi in prigione, rilasciato il giornalista Danny Fenster.
  • Onu: il governo etiope ha arrestato 1.000 persone durante lo stato di emergenza.
  • Francia: Decathlon sospende la vendita di canoe, acquistate dai migranti per attraversare la Manica.
  • Grecia: attivisti umanitari accusati di aver aiutato i rifugiati.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli

Afghanistan

talebani hanno arrestato un uomo con l’accusa di aver venduto decine di donne nel nord dell’Afghanistan, dopo averle ingannate facendo credere loro che si sarebbero sposate così da avere una vita dignitosa: lo hanno riferito i funzionari martedì. L’uomo è stato arrestato  nella provincia settentrionale di Jawzjan, ha detto ai giornalisti Damullah Seraj, capo della polizia provinciale talebana. Mohammad Sardar Mubariz, un capo della polizia distrettuale di Jawzjan, ha detto ad AFP che l’uomo avrebbe preso di mira donne povere e disperate che cercavano di migliorare la propria situazione. Dopo aver detto che avrebbe trovato loro un ricco marito, le avrebbe trasferite in un’altra provincia dove venivano vendute come schiave. In questo modo ha trafficato circa 130 donne. Criminalità, nepotismo e corruzione non sono una novità in Afghanistan, ma l’aumento della povertà sta minando la pretesa di legittimità del governo talebano. Dal loro ritorno al potere, circa tre mesi fa, i talebani stanno cercando di contenere un’ondata di crimini, come rapine e rapimenti, nelle grandi città.

Ieri il ministero degli Interni talebano ha dichiarato che 60 persone, compresi membri del Dipartimento passaporti, sono state arrestate per aver falsificato documenti al fine di ottenere passaporti. Il ministero avrebbe chiuso temporaneamente l’ufficio passaporti a Kabul per “manutenzione”.

Bahrein

Il difensore dei diritti umani del Bahrain in carcere, Abdulhadi al-Khawaja, ha iniziato uno sciopero della fame dopo essere stato informato che gli avrebbero vietato di ricevere o fare chiamate alla famiglia: lo ha detto sua figlia Zaynab martedì. «Non avendo avuto diritto di visita negli ultimi due anni, queste chiamate sono state la sua unica comunicazione con noi», ha scritto la figlia su Twitter. Khawaja, che ha compiuto 60 anni ad aprile, è un importante difensore dei diritti umani ed ex presidente del Centro per i diritti umani del Bahrain. È stato in prigione per 10 anni, scontando l’ergastolo per «organizzazione e gestione di un’organizzazione terroristica», tra le altre accuse. Il suo caso è stato uno dei primi arresti di alto profilo dopo l’inizio delle proteste a favore della democrazia nel 2011, che hanno scatenato una diffusa repressione da parte del governo in Bahrain.

Israele e Palestina

Per la prima volta dal febbraio scorso, l’ex premier Benyamin Netanyahu è comparso ieri in tribunale a Gerusalemme dove è in corso il processo a suo carico per corruzione, frode e abuso di potere per il “Caso 4.000”.

Dozzine di studentesse palestinesi sono state male ieri mattina dopo che i soldati israeliani hanno sparato contro di loro gas lacrimogeni mentre si dirigevano verso la loro scuola nel villaggio di al-Lubban al-Sharqiya, a sud della città di Nablus, nel nord della Cisgiordania, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA. Fonti locali hanno riferito a WAFA che i soldati israeliani hanno attaccato le studentesse vicino alla scuola, situata sulla strada principale Ramallah-Nablus, sparando gas lacrimogeni nella loro direzione e causando un gran numero di casi di soffocamento, stimati in oltre 70. Un soldato israeliano ha colpito una studentessa con la sua pistola al braccio provocandole una contusione. È stata portata in ospedale e le lezioni sono state interrotte.

https://twitter.com/santafeez/status/1460585998300196868

Siria

Dopo 74 anni la carica di Gran Mufti di Siria, la massima autorità religiosa dell’Islam sunnita, viene abolita in Siria con un decreto firmato dal presidente Bashar al-Assad, promulgato nelle ultime ore. Lo riferisce l’agenzia governativa siriana Sana, riferendo che le funzioni di Gran Mufti, da 16 anni ricoperte dallo shaykh Ahmad Badr Hassun di Aleppo, sono ora affidate al ministero degli Affari religiosi tramite un neonato consiglio di giurisprudenza islamica creato ad hoc. Non è ancora chiaro quale sia il motivo politico dietro questa decisione, che giunge dopo anni di tentativi del governo centrale di Damasco di controllare direttamente gli affari religiosi di un paese a maggioranza sunnita. La carica di Gran Mufti era stata istituita nel 1947, un anno dopo il raggiungimento formale dell’indipendenza della Siria dal mandato francese. Una carica analoga esisteva sin dalla fine dell’impero ottomano nel 1918.

Libia

Il generale Khalifa Haftar ha presentato a Bengasi la propria candidatura per le elezioni presidenziali del 24 dicembre. La decisione era attesa sin da settembre, quando l’uomo forte della Cirenaica si era autosospeso dalle proprie cariche militari.

Etiopia

L’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite cita articoli secondo cui le autorità in Etiopia hanno detenuto almeno 1.000 persone, la maggior parte delle quali di origine tigrina, in uno stato di emergenza che il governo ha dichiarato all’inizio di questo mese dopo una brutale guerra durata un anno con le rivali forze tigrine. Gli arresti sono avvenuti nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, nelle città settentrionali di Gondar e Bahir Dar e in altri luoghi, secondo Liz Throssell, portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Le autorità etiopi hanno spesso detenuto persone con l’accusa di «essere affiliate o sostenere il Fronte di liberazione del popolo del Tigray». La guerra d’Etiopia ha ucciso migliaia di persone e creato una delle peggiori crisi del mondo. Centinaia di migliaia di persone affrontano condizioni di carestia nella regione del Tigray sotto quello che le Nazioni Unite hanno definito un «blocco umanitario de facto». «Lo stato di emergenza in vigore in Etiopia rischia di aggravare una situazione umanitaria e dei diritti umani già molto grave nel paese», ha affermato Throssell, riferendosi al decreto del governo del 2 novembre. «Le sue disposizioni sono estremamente ampie, con vaghi divieti che arrivano fino al “sostegno morale indiretto” per quelli che il governo ha etichettato come “gruppi terroristici”». Dieci membri del personale locale delle Nazioni Unite e circa 34 autisti che lavorano con contratti delle Nazioni Unite rimangono in custodia in Etiopia, ha affermato Throssell.

Uganda

Due esplosioni hanno colpito la capitale dell’Uganda, Kampala, ferendo alcune persone in quello che la polizia ha definito »un attacco contro la città», l’ultimo di una serie di attentati nel paese africano. Le esplosioni sono avvenute vicino al quartier generale della polizia e nei pressi del Parlamento, nel quartiere degli affari. Il mese scorso si sono verificati altri due attacchi: un esplosione di autobus vicino a Kampala, nella quale molte persone sono rimaste ferite, e un attentato in un ristorante della capitale che ha ucciso una donna. La polizia ha attribuito entrambi alle Forze democratiche alleate (Adf), un gruppo ribelle ugandese che gli Stati Uniti hanno dichiarato affiliato all’ISIS.

Grecia

Due dozzine di attivisti umanitari, che hanno aiutato i rifugiati a raggiungere la Grecia tre anni fa, sono accusati di spionaggio e appartenenza alla criminalità. Il loro processo si aprirà domani sull’isola di Lesbo. Due degli imputati, la rifugiata siriana Sarah Mardini e il cittadino irlandese Séan Binder, hanno già trascorso più di tre mesi in custodia della polizia e rischiano condanne a cinque anni di carcere per l’incidente, ha detto il loro avvocato Haris Petsikos ad AFP. La coppia – che era stata rilasciata con la condizionale nel dicembre 2018 e ha lasciato immediatamente la Grecia – è anche in attesa di un’indagine per reato che sarà processata separatamente. Complessivamente 24 attivisti sono sotto processo per la loro presunta affiliazione con l’Emergency Response Center International (ERCI), un gruppo di ricerca e soccorso senza scopo di lucro che ha operato a Lesbo e nelle acque greche dal 2016 al 2018.

Francia

Disagi oggi sulla rete ferroviaria regionale della Francia a causa di uno sciopero dei macchinisti che reclamano un aumento degli stipendi: è quanto annuncia oggi la SNCF, la compagnia ferroviaria della Francia, precisando che lo sciopero avrà un impatto «molto variabile a seconda delle regioni».

Il rivenditore di articoli sportivi Decathlon ha interrotto la vendita di canoe nei negozi della Francia settentrionale, dopo la notizia che diversi migranti le utilizzavano per raggiungere l’Inghilterra. L’acquisto di canoe non sarà più possibile nei negozi Decathlon a Calais e Grande-Synthe, vicino a Dunkerque, dato il contesto attuale, ha detto ad AFP un portavoce di Decathlon.

Belgio

L’Unione Europea fa appello ad Armenia e Azerbaijan per un’immediata de-escalation. In un tweet il presidente del Consiglio UE, Charles Michel, riferisce di aver parlato con il presidente azero Ilham Aliyev e con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ai quali ha chiesto «un’immediata de-escalation e un cessate il fuoco totale».
Il parlamento armeno ha dichiarato ieri che 15 soldati armeni sono morti in scontri al confine del paese con l’Azerbaijan, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Interfax. Martedì scorso l’Armenia ha chiesto alla Russia di aiutarla a difendere la propria sovranità territoriale contro l’Azerbaijan e ha affermato che è in corso un pesante scontro di confine tra le forze azere e armene.

Polonia

La polizia polacca ha lanciato gas lacrimogeni contro i migranti al confine con la Bielorussia. Lo ha detto il ministero della Difesa di Varsavia secondo il quale gli agenti hanno risposto al lancio di sassi da parte dei migranti. Secondo la ricostruzione della polizia polacca un gruppo di migranti ha tentato di forzare la frontiera fra Polonia e Bielorussia al valico di Kuznice gettando pietre, bottiglie e altro. Fonti di Varsavia ritengono che i servizi bielorussi abbiano munito i migranti degli oggetti usati durante gli scontri.

Russia

Il test russo di lunedì per far esplodere uno dei suoi satelliti nello spazio ha suscitato critiche per aver messo in pericolo l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale e, dicono gli esperti, ha creato un campo di detriti che ha aumentato i rischi per le attività spaziali per i prossimi anni. La Russia martedì ha ammesso il test missilistico, ma ha respinto le accuse degli Stati Uniti di aver messo in pericolo l’ISS.

Stati Uniti

Un buon incontro, così il presidente americano Biden ha definito l’incontro con il presidente Xi Jinping parlando con i reporter a margine del suo viaggio in New Hampshire. Biden ha aggiunto che lui e Xi hanno molti “follow-up” e che i loro consiglieri lavoreranno insieme su una serie di questioni. Il presidente Joe Biden ha dichiarato martedì che gli Stati Uniti non appoggeranno l’indipendenza di Taiwan dalla Cina. Il messaggio arriva un giorno dopo che Biden ha ribadito questa posizione durante un incontro con il presidente cinese Xi Jinping. Parlando con i giornalisti nel New Hampshire, dove stava promuovendo il progetto di legge sulle infrastrutture da 1,2 trilioni di dollari recentemente firmato, il presidente ha affermato che “nulla” sarebbe stato modificato per quanto riguarda la politica americana su Taiwan.

Cile

Martedì il Senato cileno ha respinto una proposta di impeachment del presidente Sebastian Pinera per presunte irregolarità nella vendita di una società mineraria, dopo che la camera bassa ha superato con successo il voto la scorsa settimana. Il voto ha riportato 24 favorevoli all’impeachment, 18 contrari e un’astensione. Erano necessari almeno 29 voti per l’impeachment. In caso di impeachment Pinera avrebbe potuto affrontare fino a cinque anni di carcere. Pinera è stato coinvolto nella controversa vendita di una società mineraria nel 2010, quando era presidente al suo primo mandato. La questione era stata rivelata nei  Pandora Papers, che hanno evidenziato le transazioni offshore che coinvolgono importanti personaggi politici di tutto il mondo. Pinera è stato collegato alla vendita di una società mineraria chiamata Dominga, attraverso una società di proprietà dei suoi figli, all’uomo d’affari Carlos Delano, amico intimo del presidente, per 152 milioni di dollari (134 milioni di euro). L’operazione è stata effettuata nelle Isole Vergini britanniche, paradiso fiscale.

India

Delhi ha chiuso le scuole fino a nuovo ordine, ha esortato le persone a lavorare da casa e ha vietato ai camion non essenziali di entrare nella capitale indiana a causa dei pericolosi livelli di inquinamento atmosferico. Delhi, una delle città più inquinate del mondo e abitata da circa 20 milioni di persone, ogni inverno viene ammantata da una spessa coltre di smog. Sabato il governo di Delhi aveva ordinato la chiusura delle scuole per una settimana e vietato i lavori di costruzione per quattro giorni. Ma in un’ordinanza approvata martedì (16 novembre), la Commissione per la gestione della qualità dell’aria per Delhi ha affermato che tutti gli istituti di istruzione dovrebbero rimanere chiusi fino a nuovo avviso. Ai camion, fatta eccezione per quelli che trasportano beni di prima necessità, è vietato l’ingresso nella capitale fino al 21 novembre e la maggior parte delle attività di costruzione è stata interrotta. Pistole anti-smog e irrigatori d’acqua sono stati ordinati per essere utilizzati nei punti caldi almeno tre volte al giorno. A 6 delle 11 centrali termiche entro un raggio di 300 km è stato ordinato di cessare le operazioni. La commissione ha anche affermato che almeno il 50% del personale impiegato nel governo dovrebbe lavorare da casa e ha incoraggiato quelli delle aziende private a seguire l’esempio. L’ordine arriva dopo che il governo di Delhi ha respinto la richiesta della Corte Suprema indiana di dichiarare un lockdown per l’inquinamento − il primo − che limiterebbe la popolazione della città alle proprie case.

Myanmar

L’ex leader Aung San Suu Kyi, deposta dall’esercito a febbraio e poi presa di mira da una moltitudine di procedimenti legali, sarà incriminata per “frodi elettorali” durante le elezioni legislative del 2020 vinte a mani basse dal suo partito. Lo hanno annunciato ieri i media statali. Altri quindici funzionari, tra cui l’ex Presidente della Repubblica Win Myint, arrestato anche lui durante il golpe di febbraio, saranno perseguiti per lo stesso reato.

Il giornalista americano Danny Fenster, liberato dopo quasi sei mesi di carcere nel Myanmar governato dai militari, è arrivato ieri negli Stati Uniti per una riunione commovente con la famiglia. Fenster, condannato la scorsa settimana a 11 anni di lavori forzati, è stato consegnato lunedì all’ex diplomatico statunitense Bill Richardson, che ha aiutato a negoziare il rilascio. È uno degli oltre 100 giornalisti, funzionari dei media o editori che sono stati detenuti da quando i militari hanno estromesso il governo eletto del premio Nobel Aung San Suu Kyi a febbraio. Sua moglie Julianna, che è ancora in Myanmar, si riunirà con lui a Detroit. Fenster, caporedattore della rivista online Frontier Myanmar, è stato condannato venerdì per aver diffuso informazioni false o provocatorie, aver contattato organizzazioni illegali e aver violato i regolamenti sui visti. Giorni prima della sua condanna ha appreso di essere stato accusato di ulteriori violazioni che lo hanno messo a rischio di una condanna all’ergastolo.

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