Coronavirus, Unhcr: nessuno dovrebbe essere riportato in Libia

Scritto da in data Maggio 2, 2020

L’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, lancia in queste ore un appello per un maggiore coordinamento, per la solidarietà e per la condivisione delle responsabilità alla luce dell’aumento dei movimenti di rifugiati e migranti nel Mediterraneo.

“Nonostante le difficili circostanze in cui si trovano attualmente molti Paesi a causa del Coronavirus“, dice in una nota l’assistant High Commissioner per la protezione dell’Unhcr Gillian Triggs, “la protezione delle vite e dei diritti umani fondamentali deve rimanere in primo piano nel nostro processo decisionale. Il salvataggio in mare è un imperativo umanitario e un obbligo del diritto internazionale”.

La necessità dei salvataggi in mare

Le legittime preoccupazioni per la salute pubblica in tempi di pandemia di coronavirus “possono essere affrontate attraverso la quarantena, i controlli sanitari e altre misure”, dice Triggs. “Tuttavia, ritardi nei soccorsi o impedimenti agli sbarchi di imbarcazioni in difficoltà mettono a rischio le vite delle persone. Un porto sicuro per lo sbarco dovrebbe essere fornito senza indugio, insieme a un rapido accordo su come condividere la responsabilità tra gli Stati per l’accoglienza delle persone una volta raggiunta la sicurezza sulla terraferma”.

Considerato il perdurare del conflitto in corso in Libia, della detenzione abituale in condizioni disumane dei rifugiati e richiedenti asilo sbarcati, che spesso si trovano ad affrontare condizioni terribili, igieniche e di sovraffollamento, e delle altre problematiche relative al rispetto dei diritti umani, l’Unhcr ribadisce che nessuno dovrebbe essere riportato in Libia dopo essere stato soccorso in mare.

Gli Stati costieri europei del Mediterraneo spesso si fanno carico delle maggiori responsabilità nel caso di arrivi via mare. Quei pochi Stati che permettono regolarmente lo sbarco dovrebbero poter contare sulla solidarietà prevedibile degli altri Stati Ue, dice ancora Gillian Triggs, avvocata australiana specializzata in diritto internazionale pubblico, attraverso un meccanismo rapido ed efficace di trasferimento, oltre che sul sostegno alle strutture di accoglienza.

Al di là dell’attuale crisi per il Covid-19, l’Unhcr “chiede un rinnovato impegno per ridurre la perdita di vite umane in mare, compresa una maggiore capacità di ricerca e soccorso e un meccanismo prevedibile di sbarco”.

In copertina Gillian Triggs Flickr

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