Dormire in un mare di stelle

Scritto da in data Novembre 6, 2020

Riportare la pace tra le stelle è la missione spaziale di Kira per salvare il mondo. Il viaggio dell’eroe raccontato nelle pagine del capolavoro di Christopher Paolini, “To sleep in a Sea of Stars” – “Dormire in un mare di stelle”, tradotto per Rizzoli da Maria Concetta Scotto di Santillo – e nelle immagini di un videogioco, “Dirty Wars” di Jorge Olivares (doppiato da Giuliano Terenzi). Valentina Barile ne parla su Radio Bullets.

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Le stelle sono in pace?

Christopher Paolini

Christopher Paolini ritorna in libreria con un’epica storia di fantascienza spaziale, dalle terre fantastiche fatte di elfi e draghi alla vastità letteraria delle sue galassie. Una fusione di elementi che raccolgono i miti greci e la letteratura latina, le visioni futuristiche e le missioni eroiche delle donne e degli uomini della Terra, e oltre. Per noi, su Radio Bullets, Jorge Olivares racconta di storie mitiche reali in un videogioco, Dirty Wars, che come il romanzo di Paolini tocca i punti fondamentali dell’umanità: «Naturalmente, trovo un parallelismo tra la narrazione di Christopher Paolini e il mio videogioco. Entrambi parliamo di colonialismo, ma in forme diverse. Il videogioco tratta di come si sviluppa il processo storico del Cile, partendo dal colpo di Stato del 1973 e la conseguente dittatura militare di Pinochet, al saccheggio dei minerali e delle altre risorse naturali del Paese. Il Cile un tempo era ambito per il rame, adesso per il litio. Contiene, insieme alla Bolivia e al Perù, la riserva di litio più grande del pianeta, e oggi il capitale arriva dalla Cina, il continente che ha mostrato maggiore richiesta di risorse. Questa è la trama di Dirty Wars, la storia del colonialismo in Cile illustrata nel suo sviluppo, cominciando dal dominio inglese che gestiva il mercato del salnitro, fino a quello americano, durante gli anni Settanta, che si occupava del rame. Successivamente, dei conflitti che scoppiarono ne fece parte Salvador Allende, il quale ha contrastato questo sistema di potere finché non ci fu il Golpe voluto dalle alleanze tra il regime militare cileno, gli Stati Uniti, la Cia e la Casa Bianca. Questo narra Dirty Wars: la conquista della libertà di un popolo sottomesso al potere economico e la sua lotta per la democrazia. In questo senso, il mio videogioco può viaggiare in parallelo a “Dormire in un mare di stelle” di Cristopher Paolini, perché c’è dell’eroismo. C’è uno sfondo mitologico in queste narrazioni di parole e di immagini; come dice il mitologo Joseph Campbell, la mitologia ha una struttura unidimensionale: quello che si conosce come il periplo dell’eroe riassume molti concetti che abbracciano la religione, la mitologia, la letteratura in generale. Così, Dirty Wars rappresenta il viaggio dell’eroe che, in questo caso, è il popolo cileno che lotta per la libertà, ma si può applicare all’intero continente latinoamericano e a tutto il mondo».

Dirty Wars, copertina

Jorge Olivares

Kira salverà il mondo?

La centralità del ruolo della donna nella narrazione leggendaria di Paolini, ci riporta al mito della creazione. Il reperto alieno ritrovato, la missione di salvare il mondo dalle guerre e dal colonialismo, le maree stellari ci riportano a terra. Jorge Olivares: «Colonialismo vuol dire sottomissione di un gruppo sociale a un altro. Tutto ciò non dipende dalla forza sociale di un gruppo rispetto a un altro, ma da una posizione di subordinazione al potere economico. Questo ci raccontano le scienze sociali sullo studio degli Stati moderni del nostro secolo. Il colonialismo che conosciamo in generale, che si applica sia su scala nazionale sia continentale in tutte le regioni del pianeta, facendo il chiaro esempio di alcune nazioni europee che mantengono sotto scacco economico l’Africa e il Sudamerica, è legato al potere economico, alla sottomissione finanziaria di un Paese a un altro. Alla gestione di ciò che è il capitale che interessa le materie prime, alla sottrazione di esse a un Paese, la quale sottrazione va a beneficiare il Paese colonialista. Questo è diventato paradigmatico in Cile, come nel resto del continente latinoamericano, e in Africa. Il prelievo del rame, del litio, del cobalto, dell’oro, e di altre materie prime che vengono prelevate da un Paese, lavorate e poi rivendute in altri Paesi a un prezzo molto più grande in proporzione a quanto siano state pagate, è l’emblema del colonialismo. Senza considerare l’estrazione abusiva che gestisce, per la maggior parte, questo mercato ed è tra le cause fondamentali del sottosviluppo economico di alcuni Paesi e dell’industrializzazione di altri. Tutto ciò va a ripercuotersi sul tessuto sociale dei Paesi. Le relazioni coloniali non sono scomparse ma cambiate, anche perché la geopolitica degli Stati si trasforma, si muove. Muta. Per questa ragione si parla di neocolonialismo. Esercizio, dominio, subordinazione di un Paese rispetto a un altro. È, purtroppo, una continuità storica incessante».

Oscurità. Una vasta distesa di spazio, desolata e sconosciuta. Le stelle erano puntini di luce, freddi e sfavillanti come diamanti su un drappo di velluto nero. Una stella cominciò a ingrandirsi mentre lei sfrecciava verso di essa, più veloce dell’astronave più veloce. La stella emanava un opaco bagliore rosso aranciato, un tizzone morente su un letto di braci spente. Sembrava vecchia e stanca, come se si fosse formata nelle prime fasi dell’universo, quando tutto palpitava brillante e incandescente. – Christopher Paolini, Dormire in un mare di stelle, ed. Rizzoli.

I consigli letterari della settimana

Questa settimana sul canale di Radio Bullets abbiamo ospite la LIBRERIA DIARI DI BORDO di Alice Pisu e Antonello Saiz Borgo Santa Brigida, 9 43121 Parma, Emilia Romagna

I titoli consigliati:

– Le cicogne sono immortali di Alain Mabanckou (66thand2nd) – Pezzi di vetro di Alain Mabanckou (66thand2nd)
– Domani avrò vent’anni di Alain Mabanckou (66thand2nd)
– Black Bazar di Alain Mabanckou (66thand2nd)
– Zitto e muori di Alain Mabanckou (66thand2nd)
– Memorie di un porcospino di Alain Mabanckou (66thand2nd)
– African psycho di Alain Mabanckou (66thand2nd)

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