A me gli occhi

Scritto da in data Ottobre 5, 2022

Tra qualche anno auto e mezzi di trasporto a guida autonoma diventeranno la norma. Ma siamo veramente pronti a fidarci dell’intelligenza artificiale?

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Auto a guida autonoma: sicuri di considerarla sicura?

L’intelligenza artificiale piace e la guida autonoma, che ci permetterà di fare da passeggeri anche dal posto di guida, ancora di più. Ma quando dalla parte opposta del parabrezza ci siamo noi, il piacere lascia il posto alla diffidenza. Siamo davvero così sicuri di poterci fidare di sensori, radar e algoritmi? Pare proprio di no o, almeno, non del tutto.

La creazione di infrastrutture e di un parco macchine in grado di far dialogare i diversi elementi che li compongono sono condizioni indispensabili per la diffusione delle auto a guida autonoma. Ambiti in cui è la tecnologia a farla da padrona. Esiste però un altro fattore importante poco indagato: l’interazione tra uomo e macchina.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tokyo (Giappone) ha preso in considerazione proprio questo aspetto.
Gli studiosi si sono chiesti quali fossero le reazioni dei pedoni di fronte a un’auto a guida autonoma — spesso determinanti per l’incolumità della persona — e come migliorare la loro sicurezza.
La risposta è stata trovata: consta in un paio di occhi e in uno sguardo attento.

La macchina dai grandi occhi robotici

La ricerca nipponica ha indagato la reazione di pedoni al sopraggiungere di un’auto a guida autonoma.
Hanno fatto una simulazione utilizzando una golf car con conducente ma con i vetri oscurati, in modo che dall’esterno sembrasse che al posto di guida non ci fosse nessuno. Sui fari del mezzo sono stati montati poi due grandi occhi robotici telecomandati, che in futuro potranno essere dotati di controllo automatico collegato all’intelligenza artificiale (AI) dell’auto.
Lo scopo dei test era capire se e quanto il movimento degli occhi della “gazing car” — come l’hanno battezzata, ovvero “l’auto che guarda” — influenzasse la reazione dei pedoni. Pare che il mancato contatto visivo con il conducente — che su un’automobile a guida autonoma potrebbe anche fare altro e non necessariamente prestare attenzione alla strada — crei nel pedone qualche perplessità su come comportarsi, e lo renda più prudente.

I test: più sicuri quando “l’auto ci guarda”

Sono stati approntati quattro scenari, due con la golf car dotata di occhi e due in cui invece l’auto veniva fatta viaggiare senza. Per una maggiore sicurezza dei partecipanti si è proceduto a effettuarli in realtà virtuale (VR).
In ciascuno degli scenari ognuno aveva a disposizione tre secondi di tempo per decidere se, all’arrivo dell’auto autonoma, avrebbe potuto o meno attraversare la strada.
Registrando le reazioni e gli errori di valutazione commessi, i ricercatori sono riusciti a dimostrare come la presenza degli occhi robotici abbia reso più sicuri i pedoni: quando l’auto li guardava, riuscivano a capire di essere stati visti e si sentivano quindi più sicuri di poter procedere, al contrario di quando gli occhi non c’erano oppure lo sguardo della piccola autovettura si rivolgeva altrove. Reazioni dunque istintive ma significative.
Sono state osservate, inoltre, differenze anche di genere: hanno partecipato all’esperimento diciotto persone tra i diciotto e i quarantanove anni, equamente suddivise tra donne e uomini. Le prime si sono dimostrate più prudenti rispetto ai colleghi maschi, oltre ad avere maggiormente apprezzato la presenza sull’auto degli occhi robotici.
Questo piccolo espediente potrebbe, dunque, risultare forse un po’ inquietante, ma sembra garantire una maggiore sicurezza per i pedoni.

Studiare l’interazione uomo-macchina

Certamente gli aspetti che limitano questo studio — lo riconoscono gli stessi ricercatori — sono l’esiguo numero di persone testate e il ricorso alla VR, dove i comportamenti umani sono forse più avventati rispetto a quanto accada nella realtà proprio per la sicurezza che l’ambiente virtuale garantisce. Tuttavia è un primo approccio interessante, in quanto pone l’accento su un aspetto che merita di essere approfondito e preso in considerazione quando si progettano soluzioni di AI, ovvero le reazioni umane di fronte all’autodeterminazione della tecnologia.
Occorrerà comunque abituarsi e imparare a fidarsi, sperando e pregando che Saetta McQueen & C. non ci traggano in inganno.

Musica: “Occhi” – Zucchero
Foto in copertina: Chang et al. 2022 – University of Tokyo

 

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