Il mondo visto dal fondo del mare
Scritto da Raffaella Quadri in data Luglio 18, 2025
Più giù, sempre più giù, in fondo al mare. Per fare cosa?
Beh, per comprendere e monitorare i cambiamenti climatici che affliggono il nostro pianeta e difendere un mondo delicato che rischiamo di perdere.
Arriva la nuova nave oceanografica maggiore di ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – ed è un esempio di eccellenza tecnologica.
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ISPRA e Arcadia, la nuova nave oceanografica
Una base per la ricerca marina e un simbolo dell’attenzione che il mondo della scienza riserva a quel tanto prezioso quanto delicato universo che è l’habitat marino.
La nuova grande nave oceanografica di ISPRA è tutto questo e molto di più.
Il suo nome è Arcadia.
Il progetto di Arcadia, nato e portato avanti grazie ai fondi del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – vede la concretizzazione del più grande investimento previsto dal piano per la tutela dell’ambiente marino.
Fa parte del più ampio Progetto MER (Marine Ecosystem Restoration) cui sono stati destinati, attraverso il piano, ben quattrocento milioni di euro per il quadriennio 2022-2026.
Lo scopo del MER è la protezione e il ripristino degli ecosistemi fragili.
Quelli marini, in particolar modo, rappresentano un sistema biologico essenziale per la vita del pianeta e importante per contrastare i cambiamenti del clima.
Al contempo, si tratta di ecosistemi a rischio, che stanno subendo ingenti danni proprio a causa di temperature sempre più elevate.
Il Progetto MER, che vede ISPRA come soggetto attuatore, mentre il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ne è l’amministrazione titolare, oltre ad avere come scopo principale il ripristino e la protezione di habitat marini, tra i suoi obiettivi ha anche la scoperta e lo studio dei fondali marini ancora inesplorati e sconosciuti.
Tutto questo avviene attraverso il rafforzamento del sistema nazionale di osservazione degli ecosistemi marini e costieri, e una loro accurata mappatura.
I pilatri del Progetto MER (Marine Ecosystem Restoration):
- ripristino e protezione di habitat marini
- rafforzamento del sistema di osservazione
- mappatura di ecosistemi marini e costieri
Arcadia rientra appieno quindi in questo programma, perché è stata attrezzata con le più sofisticate strumentazioni tecnologiche finalizzate a questi scopi.
Scopriamo dunque com’è fatta questa innovativa nave e per quali attività è stata progettata.
La ricerca sulle onde
La nave oceanografica Arcadia è stata presentata il 15 luglio 2025, presso la Camera dei deputati.
Nasce grazie alla collaborazione con la Marina militare italiana che ha affiancato ISPRA nella sua progettazione.
Si tratta di una vera e propria infrastruttura di ricerca o – come l’ha giustamente definita ISPRA – un laboratorio galleggiante.
Lunga quasi settanta metri e larga poco più di sedici, Arcadia pesa 2600 tonnellate e può ospitare fino a trentaquattro persone tra equipaggio, tecnici e ricercatori.
È stata progettata per studiare, monitorare e proteggere gli ecosistemi marini del Mediterraneo, riuscendo a esplorare i fondali fino a quattromila metri di profondità.
È dotata di strumentazione per studiarne le correnti e gli habitat, da quelli in mare aperto a quelli costieri.
La nave è in grado di operare a temperature fino a -10 °C.
Ha un’autonomia di seimila miglia nautiche e la capacità di navigare con una propulsione diesel-elettrico. In particolare, può viaggiare in modalità full electric per quattro ore.
Può essere quindi molto silenziosa – una caratteristica importate nell’esplorazione marina – tanto da avere ottenuto la certificazione di classe silenziosa Quiet/Silent.
Oltre a questa, Arcadia ha anche la certificazione volontaria Green Plus, che indica la prestazione ambientale dei trasporti marittimi.
Caratteristiche della nave Arcadia:
- lunghezza: 69,5 metri
- larghezza: 16,2 metri
- stazza: 2600 tonnellate
- classifica Polar Code ICE – 1C (strati di ghiaccio primo anno fino a 40 cm)
- capacità di operare fino a -10 °C
- rilievo idrografico e campionamento fino a 4000 metri
- personale: 34 persone tra equipaggio e tecnici/ricercatori
- autonomia: 6000 miglia nautiche
- propulsione: diesel-elettrico con navigazione full electric per 4 ore
- certificazioni: Green Plus e Quiet Silent
Ma a rendere questa nave all’avanguardia è soprattutto la strumentazione tecnologica di cui è dotata, tra le più avanzate in Europa.
Arcadia e la tecnologia a bordo
La Gondola
Un esempio di questa innovativa dotazione tech è la cosiddetta Gondola.
Si tratta di una struttura, lunga circa nove metri, integrata nella chiglia della nave.
Al suo interno la Gondola ha installati diversi sensori e sistemi acustici in grado di scandagliare i fondali marini per mapparli e per studiarne i diversi aspetti: la morfologia, i flussi e le correnti marine, la stratigrafia del sottosuolo e le caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua.
Il ROV e il Moonpool
Altra dotazione è il ROV (Remotely Operated Vehicle), robot teleguidato completamente elettrico, con una potenza di 180 kW (240 CV).
Oltre a essere dotato di telecamere 4K, imaging sonar e sensore multibeam (multifascio), la particolarità del ROV è un innovativo sistema tridimensionale basato su un laser ottico, utile per la mappatura ad alta precisione e in 3D del fondale.
Grazie a questa capacità di registrare informazioni dettagliate del fondale, il ROV è in grado di effettuare missioni scientifiche anche in ambienti estremi, per esempio svolgendo esplorazioni geologiche, facendo rilievi biologici o, ancora, interventi su infrastrutture sottomarine.
Il ROV è movimentato tramite il Moonpool, in pratica un pozzo che attraversa verticalmente la nave e dal quale il ROV viene calato in mare attraverso un apposito ascensore.
Questa, hanno spiegato gli esperti, è stata una delle sfide di progettazione della nave, studiata per consentire di recuperare spazio al suo interno da dedicare ad altre destinazioni.
Le sonde e i sistemi a traino
A bordo dell’Arcadia non manca poi la strumentazione per scandagliare i fondali.
Le Sonde CTD (Conductivity, Temperature, Depth) sono dispositivi per misurare in profondità parametri come temperatura, salinità, densità e torbidità della colonna d’acqua.
Mentre tra la strumentazione a traino, vi sono magnetometri e side scan sonar.
I Magnetometri effettuano la rilevazione di anomalie geofisiche e di oggetti metallici.
Mentre i Side scan sonar generano immagini laterali del fondale.
L’AUV
Un’altra risorsa importante dell’unità navale di ISPRA è l’AUV (Autonomous Underwater Vehicle).
Si tratta di un veicolo autonomo che ha la forma e le dimensioni di un siluro.
Viene calato in mare tramite il portello di poppa e può raggiungere i tremila metri di profondità.
È in grado di effettuare missioni indipendenti di oltre sessanta ore, muovendosi in totale autonomia.
Questo veicolo è progettato per mappare il fondale, localizzare oggetti e relitti, individuare anomalie geofisiche, rilevare elementi chimici – compresa la CO2 – e profilare gli habitat marini.
Per svolgere questi compiti, l’AUV è dotato di una serie di sistemi tecnologici che lo rendono uno degli strumenti più sofisticati di cui dispone Arcadia.
Vi sono installati sonar, vari sensori, un magnetometro e – tra gli strumenti più interessanti – un laser ottico 3D.
Le sue dimensioni, inoltre, gli consentono di raggiungere aree altrimenti inarrivabili e può essere utilizzato, per esempio, anche in caso di incidenti.
In sostanza, l’AUV è una piccola unità remota in grado di effettuare rilevamenti in autonomia.
I laboratori e l’elaborazione dati
Arcadia è dotata, inoltre, di ampi spazi dedicati ai laboratori – oltre cento metri quadrati – e altri per l’elaborazione dei dati raccolti e per il controllo delle operazioni.
A queste ultime attività sono dedicate una Sala elaborazione dati, con una zona a parte per il pilotaggio del ROV, e una Control Room.
Per quanto riguarda i laboratori analisi, nello specifico, il Laboratorio umido è attrezzato per l’analisi in tempo reale di campioni biologici e ambientali.
Mentre il Laboratorio asciutto è destinato all’osservazione, fissaggio e preparazione dei campioni per le successive analisi chimiche, fisiche e biologiche.
La capacità laboratoriale a bordo è un altro elemento caratterizzante di Arcadia e d’avanguardia, perché consente di fornire risposte rapide, essenziali in alcune situazioni.
Per esempio, in caso di incidenti con sversamento di sostanze in mare, avere subito delle risposte sull’impatto ambientale di quanto accaduto diventa importante per intervenire nell’immediato.
O ancora, analisi in tempo reale consentono di gestire e orientare meglio la campagna di ricerca che si sta svolgendo, proprio in base alle risposte che si ottengono dalle analisi.
I dati ricavati, infine, possono essere archiviati a bordo dell’Arcadia oppure trasmessi direttamente a terra.
Una Sala conferenze completa, poi, la strutturazione interna della nave.
I due natanti
Sulla nave trovano posto anche due natanti ausiliari per la mappatura costiera:
- un’imbarcazione secondaria
- un catamarano elettrico
L’imbarcazione secondaria, lunga dieci metri, è equipaggiata con sensori adatti all’esplorazione geofisica.
La sua dimensione ridotta le permette di avvicinarsi alla costa e raggiungere punti in cui la nave non potrebbe recarsi.
Il catamarano elettrico, infine, è completo di veicolo di superficie senza equipaggio o ASV (Autonomous Surface Vehicle) per la mappatura delle acque superficiali, protette e chiuse, anche a bassissime profondità, irraggiungibile persino dall’imbarcazione secondaria.
Strumentazione a bordo:
- Gondola: dotata di sensori e sistemi acustici per mappare e studiare i fondali
- ROV (Remotely Operated Vehicle): robot elettrico guidato da remoto e movimentato attraverso il Moonpool al centro della nave
- AUV (Autonomous Underwater Vehicle): veicolo autonomo per missioni indipendenti in profondità
- Sonde CTD (Conductivity, Temperature, Depth)
- strumentazione a traino: Magnetometri e Side scan sonar
- Gru da 20 tonnelate
- Laboratori in coperta, oltre 100 metri quadrati
- unità ausiliaria: Imbarcazione di 10 metri per il monitoraggio costiero
- unità ausiliaria: Catamarano elettrico per mappatura di acque superficiali
Proteggere i mondi sommersi
Arcadia non sarà solo uno strumento di ricerca, ma anche – come l’ha definita ISPRA – una sentinella del futuro, capace di dare visibilità a ciò che è invisibile.
Ovvero un patrimonio sommerso che necessita di essere esplorato, compreso e protetto.
Il 2025 è il primo anno di avvio delle attività della nave oceanografica Arcadia che, successivamente, entrerà nella piena operatività.
Musica: “The Ocean” – The Wild Wind (Audiio)
Foto in copertina: kracmar – Pixabay
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