Ragazze asperger, l’autismo invisibile

Scritto da in data Aprile 22, 2021

A cura di Paola Emilia Cicerone.

Aprile è il mese in cui cade la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Abbiamo colto l’occasione per parlare di quello che è stato definito l’autismo invisibile: le ragazze Asperger.

Da qualche anno si parla di neurodiversità: è il termine che preferiscono gli Aspie − così scelgono di definirsi molti Asperger − per rivendicare la legittimità del loro modo di essere, diverso da quello di coloro che chiamano neurotipici, i cosiddetti normali. E sempre più ci rendiamo conto che esistono condizioni che non sono malattie, anche se possono creare disabilità e disagio. Tanto più tra le donne: il modello che tutti abbiamo in mente del soggetto Asperger − il nerd appassionato di tecnologia − è maschile, così come sono maschi i primi casi studiati, su cui si basano le descrizioni dei manuali diagnostici.

Per cui le ragazze spariscono: le statistiche indicano un rapporto maschi/femmine di quattro a uno, mentre è probabile che le donne siano più del doppio. Anche perché spesso le ragazze Aspie tendono a mimetizzarsi, a camuffare le proprie caratteristiche per adattarsi al contesto sociale, a  rischio di negare la propria identità. E di ricevere diagnosi diverse, come disturbo da deficit di attenzione (ADHD), disturbi ossessivo compulsivi, disturbo bipolare o anoressia (e alcuni studi individuano una connessione tra anoressia e autismo).

Non esiste un unico modo di essere Asperger: queste ragazze possono essere silenziose e tranquille o apertamente ribelli, hanno grandi passioni ma più che la tecnologia amano la natura, gli animali o la narrativa. Le loro difficoltà nascono dalla fatica a socializzare, a capire le regole non scritte che noi diamo per scontate: nell’adolescenza possono avere problemi con le relazioni sentimentali o cadere vittime di malintenzionati.

Anche se l’Asperger non è una malattia, genera difficoltà che possono causare disturbi di ansia, attacchi di panico o disturbi del comportamento alimentare. Per questo è importante lavorare sugli elementi che causano sofferenza, aiutando le ragazze a non sentirsi sole, a comunicare, a correggere i propri lati disfunzionali e valorizzare i tanti punti di forza. A seguire, alcuni recapiti − un’associazione, un centro e un gruppo Facebook − che possono essere un punto di partenza per trovare informazioni e contatti utili.

www.spazioasperger.itwww.cuorementelab.it

www.facebook.com/groups/aspergerpride

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