Autore: Eleonora Viganò

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Dura un istante grande quanto una capocchia di spillo, fino a quando non salgono altri passeggeri e si ricomincia a osservare, scrutare, capire

Campi gialli contornati da alberi verdi e un orizzonte che si vede sempre, mentre le dacie sembrano state lanciate dalla mano di un giocatore d’azzardo

Gente, paesaggi, una coppia che mi parla, magie per farmi trovare un fidanzato, amici che giungono in visita, soste lunghe, per comprare tè o gelato

Ho avuto voglia di rileggere Bulgakov e osservato a lungo chi stava seduto da solo in silenzio: donne, uomini, giovani e anziani

San Pietroburgo e Mosca vissute in silenzio nell’inconsapevolezza di ciò che accadeva

Da San Pietroburgo a Pechino in un mese, osservando lineamenti e cibo cambiare con gradualità, amalgamandosi

La fine del viaggio: è il momento di riordinare i ricordi, di ringraziare chi si è conosciuto e tutto ciò che si è imparato

Il buio della notte, il viola dei muri, il rosso della terra e una lingua di sabbia effimera: finalmente sono a Pangani

Una notte imprevista a Tanga in attesa di un dala dala verso una città in festa

A Zanzibar si erano dimenticati di lavarmi la biancheria


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