Addio al papà del bosone

Scritto da in data Aprile 10, 2024

Il mondo della fisica e della scienza dicono addio a Peter Higgs, che si è spento il 9 aprile 2024 all’età di 94 anni, a causa di una malattia.

Una mente vivace e geniale quella di Higgs che è stato tra i fisici più famosi dell’era contemporanea. Il suo nome è legato alla scoperta della particella subatomica massiva, quel bosone che prese il suo nome e di cui tutti, persino i “non addetti ai lavori”, hanno sentito parlare almeno una volta nella vita.

Perché il bosone di Higgs è così importante?

Il bosone di Higgs è la particella fisica fondamentale che conferisce una massa a tutte le altre particelle elementari, ovvero consente loro di acquisire proprio quella grandezza fisica che caratterizza ogni corpo materiale.
Per questo motivo fu definita “particella di Dio”. Una definizione decisamente suggestiva ma non corretta e che pare non piacesse neanche allo stesso Higgs. Rende però l’idea della teoria rivoluzionaria che sottende a questa definizione e che parla dell’origine della materia.

Teorizzata dal fisico britannico decenni fa – erano niente di meno che gli anni Sessanta, per l’esattezza il 1964 – l’esistenza del bosone e quindi l’esattezza della teoria di Higgs è stata provata solo di recente, nel 2012, attraverso una serie di esperimenti effettuati all’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra.
Grazie a questa prova, Peter Higgs e François Englert, il collega dell’Université libre de Bruxelles con il quale Higgs formulò la teoria, furono insigniti del premio Nobel per la Fisica nel 2013.

Il ricordo dell’Università

Quando nel 1964 Higgs formulò la sua teoria era ricercatore presso l’Università di Edimburgo, che oggi ricorda il suo illustre membro.
Insegnò nell’ateneo a partire dal 1960, presso il Tait Institute of Mathematical Physics. Nel 1970 fu promosso a Lettore e dal 1980 ottenne la Cattedra di Fisica teorica. Vi insegnò fino al 1996, diventando Professore emerito.

«Peter Higgs era un individuo straordinario, uno scienziato davvero dotato la cui visione e immaginazione hanno arricchito la nostra conoscenza del mondo che ci circonda» lo ricorda, sul sito web dell’ateneo, il professor Peter Mathieson, rettore dell’Università di Edimburgo.
«Il suo lavoro pionieristico ha motivato migliaia di scienziati e la sua eredità continuerà a ispirarne molti altri per le generazioni a venire».

Foto in copertina: Università di Edimburgo.

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