Mettiamo giudizio!

Scritto da in data Marzo 3, 2021

A cura di Loretta Bondì.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden annuncia il ritorno del suo paese nel consesso di Parigi sull’ambiente. A proposito di protezione dell’ambiente alle nostre latitudini, Mario Draghi si appella a una fonte di molto autorevole: papa Francesco. Nel frattempo il neonato ministero della Transizione ecologica ottiene ampie deleghe.

È l’inizio della fine per la cosiddetta continuità fossile che ha connotato le politiche mondiali e nazionali o sono solo dichiarazioni d’intenti promettenti ma, alla resa dei conti, insostanziali? Giriamo questa e altre domande a Marica Di Pierri, Direttrice responsabile di Economia Circolare.com., giornalista e divulgatrice, portavoce di “A Sud”, e co-fondatrice del Centro Documentazione sui Conflitti Ambientali di cui coordina l’équipe di ricerca.

Di Pierri illustra “Giudizio Universale”, una class action che l’associazione “A Sud” e altre organizzazioni del privato sociale depositeranno prossimamente presso il Tribunale di Roma. Come avviene in molti altri paesi, questa causa ha lo scopo di richiedere al governo l’attuazione di misure più stringenti per rispondere ai cambiamenti climatici.

Le chiediamo se ci sono elementi per credere che il nostro nuovo governo affronti finalmente il tema ecologico come una sfida strategica e che quindi capovolga la consuetudine dei suoi predecessori di mettere toppe sulle urgenze senza scontentare lobby potenti. Le poniamo, inoltre, la questione dell’utilizzo ottimale dei fondi europei prossimi venturi, dato che in passato non abbiamo brillato nell’uso oculato delle risorse a nostra disposizione.

Di Pierri spiega quali dovrebbero essere gli elementi sostanziali, le priorità, la fattibilità e il ruolino di marcia di un Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima davvero efficace.

Esamina l’utilità o meno di una cabina di regia in sede di Presidenza del Consiglio perché si realizzi finalmente, come molti chiedono, un’azione interdisciplinare per poter integrare le politiche ambientali, oppure i rischi che essa diventi un’ennesima sovrapposizione improduttiva.

Discutiamo, infine, delle priorità e delle reti di protezione da studiare e attivare per evitare le ripercussioni negative di una riconversione verde tra le fasce sociali più vulnerabili e quali siano le opportunità per valorizzare il contributo delle donne.

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