Rassegna notizie dal Caucaso

Scritto da in data Giugno 16, 2020

Foto in evidenza: Ministry of Defence in Georgia (via Agenda.de)

Georgia 

In Georgia, oltre il 51% degli impiegati civili nel Ministero della Difesa sono donne, riporta l’agenzia Agenda.ge citando il  Ministro della Difesa Irakli Gharibashvili. Invece solo il 2,7% di loro prestano servizio nelle missioni militari. Le donne georgiane non sono obbligate a prestare il servizio nell’esercito. 

Andare nell’esercito per le donne è volontario. Non ci dovrebbero essere differenze di [genere] in questioni dell’impegno e dell’amore per il Paese“, ha sottolineato il Ministro.

March for Dignity (Marcia della dignità)

Un registra britannico dedica un documentario al Gay Pride che si è svolto l’anno scorso in Georgia. Il film – March for Dignity – narra le faccende di quei giorni seguendo un piccolo gruppo di attivisti LGBTI a Tbilisi nel 2019, mentre tentano di condurre il primo Gay Pride nel Paese in assoluto.

https://twitter.com/TbilisiPride/status/1272195546678267905?s=20

La prima marcia riuscita dell’orgoglio gay nel Paese ha dovuto affrontare una schiacciante opposizione di gruppi di estrema destra, del governo e della Chiesa ortodossa georgiana, avendo a che fare anche con manifestanti violenti. 

Con la vicinanza all’Unione europea e i rapporti difficili con la Russia, i georgiani sono a un punto di svolta tra  scegliere se lottare per il progresso e i diritti umani o no. I protagonisti del documentario, che, nel contempo, sono anche i fondatori del Gay Pride georgiano nel mezzo di questo tumulto geopolitico, si sforzano coraggiosamente di essere visibili nel loro paese in evoluzione.

Azerbaigian 

Il lockdown totale nel fine settimana del 6 e 7 giugno, nelle principali città dell’Azerbaigian, è finito in violenza da parte della polizia. La mattinata del 8 giugno è cominciata con una sorpresa, scrive Jam News. La gente veniva portata fuori  dalla polizia direttamente dai loro appartamenti, senza nemmeno avere la possibilità di vestirsi. Tutto ciò è accaduto in uno dei complessi residenziali della capitale azera Baku, dove il giorno prima residenti avevano buttato la spazzatura sulle macchine di polizia. 

A precedere la sorpresa delle forze dell’ordine, è il cosiddetto weekend di quarantena, quando le autorità locali, cercando di fermare la diffusione del COVID-19, hanno isolato completamente la gente nelle loro abitazioni. Agli abitanti delle quattro grandi città è stato vietato di uscire fuori di case, nemmeno per buttare la spazzatura o a comprare le cose basilari come i farmaci e il cibo. Si poteva lasciare la propria abitazione solo per cure mediche urgenti. Perlopiù, anche le attività commerciali e le farmacie sono state chiuse. 

In quel fine settimana la polizia girava per le strade fermando i trasgressori della quarantena e trattandoli come se fossero pericolosi criminali. E in particolare il modo in cui è stata trattata una persona ha scatenato l’ira degli abitanti dell’isolato.

La gente ha cominciato gettare la spazzatura sulle macchine della polizia, proprio quella che era stata impedita loro di buttare via.

L’accaduto ha provocato una forte reazione pubblica sui social. Così è nato il hashtag #poliszorakiliginason (fine della violenza della polizia), che ha unito vari video che riprendevano i comportamenti eccessivi della polizia e gli arresti del 8 giugno (11 in totale).

Nel fine settimana del 14 e il 15 giugno le autorità azere hanno imposto un’altro lockdown totale. Ai residenti delle grandi città del Paese è stato vietato di nuovo di lasciare le loro case; i trasporti sono stati fermati e le farmacie e i negozi chiusi. 

Secondo gli ultimi dati aggiornati del Johns Hopkins University, in Azerbaigian ci sono 10.324 contagiati in totale.

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