La bicaudata: la fine è il principio

Scritto da in data Febbraio 6, 2021

A cura di Alessandra Chiricosta

Siamo giunti al termine di questo breve percorso, in cui abbiamo incontrato moltissime sirene diverse, che ci hanno aiutato a figurare scenari inediti, inimmaginabili dalla rigida prospettiva terrestre e antropomorfa. E di sirene ce ne sono mille altre ancora, che nuotano per i sette mari.
Abbiamo a malincuore solo osservato da lontano le sirene africane e caraibiche, che ci cantavano da lontano le storie della resistenza culturale alla colonizzazione bianca e alla schiavitù. Abbiamo solo scorto le sirene giapponesi, dotate di poteri magici incredibili ma anche di un aspetto non molto gradevole.

Purtroppo non abbiamo avuto modo di incontrare tutte le meravigliose forme che la sirena assume, farci dare da ognuna la sua pillola di trasformazione. Forse ci sarà modo, in altri tempi. Forse anche altre persone saranno ormai in cammino, in nuoto, in volo sulle scie delle sirene.

Perché la fine di un viaggio è il principio di un altro, nel mondo dell’eterna metamorfosi che la sirena ci insegna. E a sugello di questa convinzione, l’ultima maestra sirena che incontriamo in questa pillola rappresenta con la sua stessa forma l’idea che non è l’Alfa a originare, bensì l’Omega.

Torniamo nel Mediterraneo, stavolta in terra Etrusca. Il museo di Volterra, le tante pievi nella Maremma toscana ci mostrano che anche nell’entroterra − e addirittura sulle Dolomiti − il potere della sirena ci mostra la capacità di comunicare tra mondi: non solo il suo corpo multiforme viaggia tra mare, terra e cielo, ma segna anche il punto di congiunzione tra vita e morte, tra fine e rinascita. Perché è il corpo della Sirena la porta che occorre varcare, che occorre incarnare.

In copertina: Dal blog di Monica Casalini: Etruscan relief now in the Archaeological Museum in Florence

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