Nei meandri del Palazzo di vetro

Scritto da in data Aprile 14, 2021

A cura di Loretta Bondì.

Oggi parliamo della Commissione sullo status delle donne delle Nazioni Unite (CSW), che ha concluso la sua 65° sessione a fine marzo, a New York. Si tratta di un meccanismo dell’ONU di primissima generazione — è stata istituita nel 1946 — ed è il principale organismo intergovernativo globale dedicato esclusivamente alla promozione dell’uguaglianza di genere e all’empowerment delle donne. Ne discutiamo con Bianca Pomeranzi, esperta di tematiche di genere e sviluppo, che ha lavorato nel ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione ed è stata componente della Commissione della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione delle donne delle Nazioni unite, CEDAW.

Quest’anno i lavori della CSW, che si sono svolti in parte da remoto, sono stati seguiti su una piattaforma virtuale da circa 25.000 componenti della società civile di tutto il mondo.

Il tema prioritario della discussione era la piena ed effettiva partecipazione delle donne nel processo decisionale della vita pubblica, così come l’eliminazione della violenza, per raggiungere la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze.

Nel documento finale della CSW, che è sempre un documento negoziato e quindi generalmente orientato al ribasso su un minimo denominatore comune, sono tuttavia emersi almeno tre elementi di relativa novità. Li affrontiamo con Bianca soffermandoci sull’esortazione della CSW a «eliminare la segregazione occupazionale affrontando le barriere strutturali, soprattutto nei campi emergenti e nei settori economici in crescita, come le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica, nonché la tecnologia dell’informazione e della comunicazione».

Discutiamo di un secondo elemento che acquista anche più rilievo in tempi di pandemia, ovvero la necessità di sostenere la transizione delle donne dal lavoro informale a quello formale in tutti i settori. Proseguiamo la nostra conversazione esaminando il terzo elemento emergente del documento finale. Si tratta delle mobilità in sicurezza delle donne, che riguarda non solo i flussi migratori e le condizioni più svantaggiate nei trasporti e nelle relazioni, ma anche lo stato delle nostre città quasi mai a misura di donna.

In conclusione, Bianca ci aiuta a orientarci nella galassia di sigle e istitituzioni che sostengono i diritti delle donne nel panorama onusiano.

In copertina: UN Women/Ryan Brown

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