Un ragazzo autistico palestinese è stato ucciso dalla polizia israeliana

Scritto da in data Maggio 31, 2020

Un uomo palestinese di 32 anni è stato ucciso ieri mattina dalla polizia israeliana vicino alla Porta dei Leoni, nella Città Vecchia di Gerusalemme. La polizia sospettava che portasse un arma. “Gli agenti hanno individuato un sospetto con un oggetto che sembrava una pistola”, ha detto il portavoce della polizia. L’uomo, autistico, era invece disarmato. Non aveva compreso l’ordine della polizia.

“Gli agenti gli hanno intimato di fermarsi e poi lo hanno inseguito a piedi. Durante l’inseguimento hanno sparato e lo hanno neutralizzato”, ha detto il portavoce Micky Rosenfeld. L’uomo, Yihad Elkhalak di Gerusalemme est, secondo quanto riportano i media si stava recando a piedi all’istituto educativo per disabili dove studiava, nella Città Vecchia. La polizia ha aperto un’inchiesta sulla vicenda e gli agenti sono stati interrogati su quanto accaduto alla Porta dei Leoni, spesso teatro di violenze. L’autopsia ha confermato che è morto a causa di due proiettili.

Gantz “dispiaciuto”

Il ministro della difesa – e premier alternato – Benny Gantz ha espresso “dolore” per l’uccisione da parte delle polizia. Chiamando la morte dell’uomo un “incidente”. “Siamo dispiaciuti per l’incidente in cui Yihad Elkhalak – ha detto Gantz in apertura della riunione di governo – è stato ucciso e condividiamo il dolore della famiglia. Sono sicuro che l’indagine sull’accaduto si concluda rapidamente e con risultati”.

Condanna netta da parte del rappresentante dell’Olp Hanna Ashrawi: “l’escalation dei crimini e delle violazioni di Israele coincide con i passi concreti sul terreno in preparazione della formale annessione” di parti della Cisgiordania come da “Piano del Secolo“. “Mettere fine a questo brutale e violento regime coloniale è una responsabilità internazionale che il mondo non può più a lungo eludere”.

Riapre la Spianata delle moschee

Nel frattempo dopo una chiusura di 70 giorni dovuta al Coronavirus, la Spianata delle moschee è stata riaperta stamane al pubblico. Secondo la agenzia di stampa palestinese Wafa, migliaia di persone si sono subito riversate al suo interno. In vista della riapertura, nei giorni scorsi la moschea al-Aqsa era stata completamente sterilizzata. Oggi i fedeli hanno avuto istruzione di rispettare le distanze di sicurezza fra di loro e di astenersi dal raggiungere i luoghi di preghiera nel caso non fossero in condizioni sanitarie idonee.

L’afflusso dei fedeli è avvenuto in un clima di tensione a causa dell’uccisione del giovane disabile palestinese di ieri. Le autorità israeliane hanno aperto un’inchiesta sull’incidente e stanno vagliando le versioni fornite dai due agenti della guardia di frontiera israeliana che hanno sparato dicendo che in un primo momento lo avevano ritenuto un attentatore. Il ministro per la sicurezza interna Amir Ohana ha intanto espresso rammarico per la morte del giovane.

I coloni

Come spesso accade, nella moschea sono arrivati anche dozzine di coloni ebrei che si sono fatti strada nel complesso della moschea Al-Aqsa di Gerusalemme, poco dopo la riapertura del sito. “Circa 105 coloni ebrei sono entrati nel complesso sin dalle prime ore del mattino sotto la protezione della polizia israeliana”, ha detto all’agenzia Anadolu Omar Kiswani, direttore della moschea di Al-Aqsa. Un fatto che ha “turbato i fedeli” dopo che la moschea è stata riaperta per le preghiere. Kiswani ha detto che le forze israeliane hanno anche arrestato tre palestinesi – un giovane e due ragazze – dall’interno del sito. Non è stato fornito alcun motivo per gli arresti. “Queste incursioni e arresti non altereranno la natura araba e islamica della moschea di Al-Aqsa”, dice Kiswani.

In copertina Gerusalemme Vecchia/Angela Gennaro

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