Gli affetti sospesi

Scritto da in data Marzo 15, 2020

 

A dirlo è l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità): dopo un’emergenza epidemica, è necessario mantenere un’elevata sorveglianza per 90 giorni dopo che son passati due interi periodi di incubazione senza contagi. Saremo dunque costretti ad aspettare a cantar vittoria e ad abbracciarci. Ne abbiamo parlato con Marco Cattaneo, direttore del National Geographic Italia.
Musica: “Seven Nation Army” dei The White Stripes.
Photo credits: Pixabay

Mentre l’Europa è alle prese ora con la diffusione dell’epidemia, i contagi da coronavirus in Cina stanno finalmente diminuendo tanto che, al di fuori della zona rossa di Wuhan, le attività lavorative e la vita stanno lentamente riprendendo il loro normale corso.
Tuttavia la fine della diffusione del virus non coincide in Cina – e non coinciderà quindi nemmeno nel resto del mondo – con la fine dell’emergenza.

Il coronavirus e l’impazienza degli affetti

Marco Cattaneo, direttore del National Geographic Italia, in un post su Facebook ha descritto le ragioni scientifiche per cui il termine della diffusione dell’epidemia di Covid-19 non segnerà la fine dell’incubo. Lo abbiamo raggiunto al telefono e gli abbiamo chiesto perché saremo costretti ad abbandonare l’impazienza che ci contraddistingue e a cambiare, almeno per un po’, il nostro modo di essere.

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