Parmitano: ritorno a casa

Scritto da in data Febbraio 6, 2020

Dopo 201 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è tornato a casa Luca Parmitano, l’astronauta italiano dell’ESA (Agenzia spaziale europea).

Alle 10:12, ora italiana, la Soyuz MS-13 ha toccato il suolo kazako riportando sulla Terra, insieme a Parmitano, anche il russo Alexander Skvortsov di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, comandante della Soyuz, e la statunitense Christina Koch della NASA (Ente nazionale per le attività spaziali e aeronautiche statunitense).
Il saluto alla ISS e ai colleghi che restano sulla stazione orbitante – il comandante Oleg Skripochka di Roscosmos e Andrew Morgan e Jessica Meir della Nasa – è stato dato alle 6:49 di questa mattina, quando la Soyuz si è sganciata dalla stazione; poi il viaggio in direzione Terra e l’atterraggio, tra la neve, in Kazakistan.

I primi controlli

L’atterraggio della Soyuz è avvenuto secondo protocollo. Una volta aperto il portellone il primo membro dell’equipaggio a essere estratto è stato un sorridente Alexander Skvortsov, seguito dalla collega americana Christina Koch e dal nostro Luca Parmitano che ha fatto capolino dal modulo alle 10:40 circa.
Tutti e tre sono apparsi in ottima forma. Come da procedura sono stati sottoposti ai primi controlli medici e hanno potuto parlare al telefono con le proprie famiglie. Trasportati alla tenda medica inizieranno ora un periodo di quarantena e una serie di esami per valutare non solo il loro stato di salute attuale, ma anche e soprattutto gli effetti sul corpo umano della lunga permanenza nello spazio.

Alexander Skvortsov al telefono con la famiglia.

Il primo italiano al comando

Sono stati duecento giorni molto impegnativi per Parmitano, durante i quali ha eseguito quattro complesse passeggiate spaziali – le cosiddette EVA, attività extraveicolari – e si è aggiudicato il record europeo per il maggiore numero di ore trascorse nello spazio, per l’esattezza: 33 ore e 9 minuti.
Tra gli astronauti dell’ESA è anche colui che ha trascorso il più lungo periodo nello spazio, in totale le sue due missioni lo hanno tenuto a gravità zero per ben 367 giorni.
Ma soprattutto Parmitano è stato il primo italiano – e il terzo europeo – a ricoprire la carica di comandante dell’equipaggio della ISS. A lui è spettato il compito di garantire il benessere dei membri dell’equipaggio, agevolando così lo svolgimento dei diversi compiti che a ogni astronauta spettano a bordo della stazione.

La collega americana

In qualità di comandante è stato proprio Parmitano a coordinare, lo scorso ottobre, la prima passeggiata spaziale tutta al femminile delle colleghe Christina Koch e Jessica Meir. Una pietra miliare nella storia delle missioni spaziali. Anche per questa impresa Christina Koch è considerata un’astronauta da record. Al suo attivo ha anche il primato della più lunga missione spaziale al femminile: al momento è la prima donna ad avere trascorso più tempo nello spazio in una singola missione, ovvero 328 giorni.
Un record che ha un’importanza anche scientifica. Koch sarà sottoposta a particolareggiati screening medici per valutare gli effetti di un così prolungato soggiorno nello spazio su una donna. Un’occasione mai avuta prima.

L’uscita dal modulo di Christina Koch.

Gli esperimenti di Luca

Decollato dal cosmodromo di Baikonur (Kazakistan) il 20 luglio 2019 – in una data storica che commemorava il cinquantesimo del primo allunaggio – Luca Parmitano ha trascorso sulla ISS oltre 6 mesi, portando avanti la missione Beyond, durante la quale ha svolto numerosi esperimenti scientifici.
Gli esperimenti effettuati dall’astronauta in condizioni di microgravità hanno riguardato i più svariati campi di ricerca: dallo studio delle attività microbiche a quelli finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie robotiche, dagli esperimenti che interessano le risposte fisiologiche allo spazio alla biotecnologia fino alla biochimica. In particolare per l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ne ha condotti sei: Nutriss, Acoustic Diagnostic, Amyloid aggregation, Lidal, Xenogriss, Minieuso.
Alcuni di questi esperimenti non terminano con l’atterraggio di oggi, Parmitano continuerà a lavorarci nei prossimi mesi insieme ai ricercatori europei. Nelle prossime ore sarà a Colonia, in Germania, dove continuerà a essere monitorato dal team di medicina spaziale dell’ESA.

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