La Bielorussia si prepara a una presidente donna?

Scritto da in data Giugno 9, 2020

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko è un tradizionalista. Il padre della nazione – come qualche volta viene chiamato, preferisce curare il coronavirus con la vodka e la sauna, e crede ancora nei poteri risananti del duro lavoro. 

Quindi non c’è da meravigliarsi quando, durante una visita recente alla Fabbrica di trattori di Minsk, parlando dei vari candidati alle elezioni presidenziali di agosto, il presidente ha dichiarato che la società bielorussa non è pronta a votare una donna. Secondo lui, la Costituzione non è fatta a misura di donna: ci vuole una mano forte in grado di dirigere il Paese.

Il nostro presidente, non come in Lituania. Lì la presidente era Dalia Grybauskaite: veniva, sorrideva, si sedeva e poi se ne andava (in Parlamento, ndr). Non era responsabile di nulla, dato che quella è una Repubblica parlamentare. Da noi è diverso. Il presidente sarà un muzik (un uomo, ndr), ne sono assolutamente convinto”. 

Al primo sguardo potrebbe sembrare che si tratti di un’altra manifestazione delle vedute tradizionaliste del leader bielorusso, stavolta di stampo sessista. Però questa volta la situazione potrebbe essere un po’ più complessa e articolata. Proviamo a districare un po’ questa faccenda e capire da cosa nasce e a cosa ambisce una dichiarazione del genere. 

“Sasha tre percento”

Le prossime elezioni presidenziali in Bielorussia sono previste per il 9 agosto, nonostante la pandemia di coronavirus, secondo l’ultimo aggiornamento della John Hopkins University nel paese ci sono 49.453 contagiati. 

Stavolta, però, sembra che le cose non vadano per il verso giusto per Aleksandr Lukashenko, che occupa la poltrona presidenziale oramai da ventisei anni. A credere ai sondaggi indipendenti e non a quelli ufficiali, i consensi del leader bielorusso sarebbero scesi al 3%. Non si è fatta attendere la reazione del popolo a un punteggio così basso. E’ nato così il meme: “Sasha tre per cento”, che oramai spopola sul web tre da giorni (Sasha è il diminutivo da Aleksandr). 

Però non è l’unica nuvola che oscura il cielo per l’ultimo dittatore d’Europa, come viene spesso chiamato Lukashenko all’Occidente. Nel paese stanno sorgendo uno ad uno, i cosiddetti “candidati di protesta”, con l’obiettivo di minare l’usurpante rete del suo potere. 

La rivoluzione delle ciabatte 

A fine maggio un’ondata di proteste ha investito il piccolo paese. Tante persone sono scese per le strade, armate di ciabatte, con l’intento di schiacciare lo “scarafaggio”. Non è difficile intuire chi rappresenti l’insetto. 

Così nasce anche uno slogan popolare: “Fermo lo scarafaggio”, e le proteste prendono il nome della Rivoluzione delle ciabatte.

Un leader spontaneo 

Sergey Tihanovskiy, uno dei candidati della protesta nonché un vlogger molto popolare e seguito, ha giocato un ruolo chiave negli ultimi giorni. Carismatico, uno che suscita molta simpatia ai bielorussi, è riuscito a radunare attorno a sé molti seguaci.

Venne arrestato a fine maggio con l’accusa di organizzazione azioni di gruppo che violano gravemente l’ordine pubblico, ora è dietro le sbarre ed è lì che dovrebbe rimanere almeno fino alle elezioni di agosto, senza alcuna possibilità di registrarsi alla commissione elettorale per poter partecipare alle presidenziali. Non è il primo arresto per l’attivista: a maggio è stato detenuto altre volte.

Aleksandr Lukashenko ha definito quello che stava accadendo come una “pandemia politica”, alludendo anche alle interferenze esterne. Così, come ha scritto Meduza, ha chiaramente lasciato intendere che Sergey Tikhanovskiy, assieme con gli alti nuovi volti dell’opposizione, sarebbe stato finanziato dalla Russia.In più, durante le perquisizioni della polizia nella casa di Tikhanovskiy, sono stati trovati 900 mila dollari. 

Una sconfitta per il nuovo leader dell’opposizione? Non ancora. 

“Una presidente per caso”

E dunque sulla scena arriva la moglie di Tihanovskiy, Svetlana. Lei non si perde d’animo, e, con l’intento di aiutare il marito, si registra lei stessa il comitato promotore. Una decisione presa dopo che i documenti di Sergey per registrarlo alle presidenziali, non sono stati accettati, nonostante Svetlana avesse una procura rilasciata dal marito. 

Ora Svetlana Tikhanovskaya, 38, è una dei principali avversari di Lukashenko. Si descrive timida e di essersi trovato in questa situazione per caso. Però, nel frattempo, sta diventano una figura abbastanza potente, che sta raccogliendo le firme dei seguaci del marito. Se riesce raccogliere almeno 100 mila firme, previste dalla Costituzione bielorussa, allora potrà diventare una candidata alle presidenziali.

Sergey Tihanovskiy, Svetlana Tihanovskaya, Alexandr Lukashenko

Ed è di lei che ha parlato il presidente attuale della Bielorussia, dicendo che la società bielorussa non è pronta ad accogliere una donna presidente. Ma Svetlana pensa di andare fino in fondo, appoggiata da quella parte del popolo bielorusso che non vuole più vedere Lukashenko al potere.

In un libro Lukashenko viene chiamato “Un presidente per caso”. Sarà anche questo il destino di Svetlana: una presidente per caso anche lei?

Foto in copertina: “Lukashenko_welcome” by mb7art is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

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