La scienza è (anche) donna

Scritto da in data Febbraio 10, 2021

L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Un’occasione per ricordare quanto ancora si debba fare in tutto il mondo per l’uguaglianza di genere. Un insegnamento per tutti noi e un’esortazione a dare spazio alle giovani generazioni.
Musica: “Certe donne brillano” – Ligabue
Foto di copertina: Gerd Altmann da Pixabay

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L’uguaglianza è un principio che noi essere umani facciamo fatica a riconoscere. E soprattutto a farlo nel rispetto delle diversità. Diversità dovute. Diversità positive perché distintive di ognuno di noi. Ed è così che cadiamo – molto più spesso di quanto vorremmo ammettere – nell’errore di mettere da parte, o non riconoscere, che l’altro è uguale a noi proprio nel diritto di essere altro da noi.

Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni UniteONU – adottava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Vi si recita che «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» e che lo sono senza alcuna distinzione: compreso il genere.

11 febbraio: donna e scienza, la giornata internazionale dell’ONU

L’11 febbraio, in onore proprio dell’uguaglianza di genere, si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Il 2021 è il sesto anno per questa importante giornata che fu istituita per la prima volta nel 2015. Lo scopo è di ricordare il contributo che le donne hanno dato e possono dare alla scienza e alla tecnologia, e di fare in modo che in ogni parte del mondo l’accesso al campo scientifico non sia loro precluso.

La lunga strada della parità

Le donne si stanno facendo sempre più spazio nel mondo scientifico, soprattutto negli ultimi anni. Ma la strada verso la parità di genere, anche in questo campo, è ancora molto lunga. Secondo i dati di una ricerca svolta dall’Unesco tra il 2014 e il 2016, le donne rappresentano nel mondo ancora solo un terzo del totale dei ricercatori. Un problema anche di riconoscimento personale. La scelta di percorsi di formazione scientifica è ancora poco compiuta dalle ragazze. Le materie di studio conosciute come STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) – sempre secondo la ricerca dell’Unesco – sono scelte solo dal 30% delle studentesse. La strada è ancora lunga e passa innanzitutto dal potersi riconoscere in un ruolo. Ecco perché le iniziative come la giornata mondiale celebrata l’11 febbraio sono così importanti.

La scienza al femminile e la lotta al Covid-19

L’Assemblea quest’anno si terrà virtualmente dalla sede delle Nazioni Unite a partire dalle 13:00 e sarà possibile seguirla online sulla piattaforma Zoom o seguirne la diretta su Facebook – ci si può registrare sul sito web dell’Unesco.
Al centro del tema di questa edizione non poteva che esserci il coronavirus. E in particolare il ruolo che le donne scienziate hanno nella ricerca scientifica per sconfiggere il virus e combattere la pandemia di Covid-19. Le ricercatrici di tutto il mondo stanno dando un contributo essenziale ma, nello stesso tempo, rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi innescata dalla pandemia.

Anche in Italia le iniziative per l’11 febbraio non mancano. Inaf – l’Istituto nazionale di astrofisica – vi dedica un evento online a partire dalle ore 16:00 con interventi, video e una tavola rotonda che descriverà alcuni dei progetti che l’istituto riserva al tema delle donne nel mondo della scienza. Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina “Donne e Scienza” del sito dell’Istituto.

La giornata universale dedicata al mondo femminile nel campo scientifico non vuole quindi essere solo una celebrazione. Piuttosto vuole essere un monito e un faro sempre accesso su una condizione che è ancora troppo spesso di disparità. Dobbiamo essere tutti consapevoli che di passi avanti se ne devono fare ancora molti, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni che devono potersi identificare in ogni ruolo all’interno della società. Nessuno escluso. Compresa, quindi, la scienza.

 

Proprio di scienza e genere abbiamo parlato anche nell’evento Radio Bullets – Funambole “La rivincita delle parole”.

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