Sri Lanka al voto tra tensioni e violenze

Scritto da in data Novembre 16, 2019

Lo Sri Lanka al voto per l’elezione del nuovo presidente, tra tensioni, violenze e il ricordo della strage di Pasqua in cui morirono oltre 250 persone. I risultati dovrebbero arrivare in serata: sono chiamate a votare 16 milioni di persone, che dovranno scegliere tra 35 candidati. Tra loro non c’è Maithripala Sirisena, il presidente in carica, travolto dalle polemiche proprio in seguito all’attentato di aprile: l’accusa è che abbia sottovalutato informazioni dell’intelligence che avrebbero potuto scongiurare la strage.

Quella di oggi è la terza consultazione dal 2009, quando è finita la decennale guerra civile che ha insanguinato lo Sri Lanka. E si tratterà con ogni probabilità di un testa a testa tra l’ex capo della difesa Gotabaya Rajapaksa, accusato di aver violato diritti umani quando era segretario alla Difesa sotto il governo presidenziale di suo fratello (e quando migliaia di persone, in gran parte di etnia tamil, sono ‘scomparse’ tra il 2005 e il 2015), e Sajith Premadasa, rappresentante del partito attualmente al governo e che in campagna elettorale ha assicurato che se eletto metterà a capo della sicurezza il capo dell’esercito che avrebbe sconfitto le Tigri Tamil, Sarath Fonseka.

Non mancano tensioni e violenze, racconta la Bbc, nel nord-ovest del Paese. E uomini armati avrebbero sparato su un convoglio di autobus che trasportava elettori musulmani: secondo la polizia, non ci sono state vittime.

In copertina Gotabaya Rajapaksa/Wikimedia

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