Terza pillola: il volo delle sirene

Scritto da in data Dicembre 11, 2020

A cura di Alessandra Chiricosta

Siamo abituati a pensare alle sirene come esseri per metà antropomorfi e per metà pesciformi. In realtà questa è una rappresentazione che arriva in Italia in un tempo decisamente successivo. Le sirene omeriche hanno sembianze molto diverse: le loro gambe non hanno pinne ma zampe di uccello, le loro braccia, cosparse di piume, si aprono in possenti ali.

Mantenendo un legame fortissimo con la dimensione acquatica grazie alla loro discendenza, le sirene greche hanno appreso anche a volare. Sul come sia accaduto, se questa sia una punizione o un atto d’amore sororale, il dibattito è ancora aperto. Le diverse versioni della metamorfosi delle sirene ci spingono ancora una volta a percorrere le tracce della lotta tra patrifocalità e matrifocalità, tra divinità patriarcali e antiche tradizioni femminili precedenti.

Le sirene volano, incuranti delle divisioni tra terra, mare e cielo. La loro capacità di trasgredire i confini non si limita a questo. Scopriremo come siano anche in grado di muoversi nell’al di là, di aiutare le anime a raggiungerlo.

Pur sapendo volare le sirene precipitano dai loro scogli, sconfitte dagli “eroi” del nuovo assetto patriarcale, e trovano la morte. Questo racconta una tradizione che abbiamo deciso di mettere seriamente in questione. Le sirene non muoiono – e come potrebbero. Al contrario continuano a mutare forma, manifestando una capacità metamorfica al di là di ogni possibile immaginazione. A cosa “danno corpo” le tre sorelle sirene Partenope, Leucosia e Ligea?

Per saperlo, rilassatevi, assumete la terza pillola, e preparatevi a volare.

Attenzione: questa pillola è sconsigliata a chi soffre di vertigini per gli alti voli dell’intelletto e dello spirito, e chi teme i viaggi nel mondo sotterraneo.

Da somministrare a chi manifesta sintomi di intolleranza per le partizioni schematiche tra dimensioni.

Ricordate: la sirenomorfosi è un processo irreversibile.

 

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