I sogni son desideri… pianificati

Scritto da in data Luglio 29, 2020

L’americano MIT ci sta lavorando da qualche anno e ora è in uso presso diversi laboratori. Si chiama Dormio ed è un dispositivo indossabile, abbinato a un’avanzata piattaforma e a un’apposita App, in grado di stimolare e indirizzare i micro sogni. A beneficiarne sono apprendimento, creatività e qualità del sonno.
Musica: “I sogni son desideri” (Cenerentola) – Philharmonic Disney Orchestra

Invece di leggere prova ad ascoltare: la musica e la narrazione renderanno l’esperienza più coinvolgente!

Fare sogni d’oro. Personalmente ho sempre trovato questo un augurio particolarmente gradito: del resto, cosa c’è di meglio del fare sogni belli e preziosi come l’oro?!
Quante volte vorremmo addormentarci e sognare proprio quella cosa, quel dato incontro, quella specifica persona… sarebbe bello e ora è persino possibile. Del resto i sogni son desideri.

Dispositivi indossabili per i sogni

Legato ai sogni e all’attività cerebrale durante il sonno vi è un mondo di studi e ricerche, a partire dalle neuroscienze. Capire come il cervello funzioni mentre sta sognando è importante, perché ciò che sogniamo non è solo frutto delle esperienze che viviamo da svegli o delle aspettative e desideri che abbiamo, ma è anche capace di condizionare come viviamo, ricordiamo, e ciò che proviamo.
Da anni al MIT (Massachusetts Institute of Technology) un gruppo di ricercatori – il team Fluid Interfaces del MIT Media Lab – sta studiando questi fenomeni e ha ideato un metodo chiamato TDI – Targeted Dream Incubation.
Si tratta di un protocollo utilizzato con dispositivi indossabili e attraverso una speciale App, che serve per rilevare e studiare le attività cerebrali durante il sonno.
Il dispositivo – che è stato chiamato Dormio ed è attualmente utilizzato in quattro laboratori indipendenti per ricerche sul sonno – registra i sogni di chi lo indossa, ma può anche agire in senso opposto. Inviando specifiche informazioni al cervello, è in grado di influenzare i sogni, pilotandoli verso determinati argomenti.

Sogni pilotati

Tutto questo è possibile perché si agisce in un preciso momento del sonno – durante il primo stadio, chiamato ipnagogico – ovvero quel limbo che separa la veglia dal sonno, nel quale ancora si ha coscienza di ciò che accade all’esterno e lo si percepisce, anche se in maniera distorta. Questa fase dell’addormentamento è caratterizzata anche da una spontanea associazione di idee.

Il dispositivo indossabile Dormio – Fluid Interfaces group, MIT Media Lab

Secondo diversi studi neuroscientifici, le attività cerebrali durante questo momento del sonno sono simili a quelle che si registrano nella fase REM. La differenza consiste però nel fatto che durante questo stadio il dormiente riesce ad avere sensazioni e a percepire stimoli, come i suoni. Proprio utilizzando questi ultimi, Dormio riesce a indirizzare i sogni. Il dispositivo – che viene indossato sulla mano – registra i dati fisiologici della persona che sta dormendo e invia, in momenti precisi, stimoli uditivi per indirizzare e stimolare la formazione di micro sogni. In pratica manipola i sogni nella fase della loro incubazione, andando a stimolare maggiormente e in modo mirato una determinata attività.

Imparare dormendo

Un potere davvero molto affascinante, ma qual è il reale obiettivo?
I ricercatori, già nel primo studio pilota – i cui risultati furono presentati nel 2018 – hanno potuto sperimentare come questi stimoli aiutino a migliorare l’apprendimento e la creatività.
Al di là della dimensione scientifica che il ricorso a Dormio e al protocollo TDI portano con sé, c’è poi un ricco ventaglio di sviluppi possibili e altrettanto interessanti. I ricercatori citano, per esempio, tecniche per gestire la qualità del sonno o l’uso di questa metodologia per consolidare la memoria, in riferimento sempre all’apprendimento. E, ancora, viene fatto un uso della tecnologia per stimolare il pensiero creativo: i ricercatori del MIT stanno collaborando, in questo senso, con alcuni artisti.
In definitiva, applicazioni con finalità non solo di studio scientifico. Il tutto continuando, beatamente, a scivolare tra le braccia di Morfeo…

Foto in copertina di Orange Fox da Pixabay.

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