Coronavirus: tutto in un soffio
Scritto da Raffaella Quadri in data Ottobre 28, 2020
Continua la lotta al coronavirus e tra le poche armi a disposizione c’è la mappatura di chi ha contratto la malattia. Enea ha sviluppato un test rapido per individuare in soli 15 minuti gli asintomatici. Riutilizzabile e a basso costo, potrà essere usato facilmente anche al di fuori degli ambienti sanitari.
Musica: “Un soffio caldo” di Zucchero Fornaciari
Foto di copertina: Irea – Pixabay
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Soffiare in una cannuccia. Un gesto semplice che da bambini avremo fatto chissà quante volte, fosse stato anche solo per fare le bolle di sapone.
Oggi però il soffio in una cannuccia può avere ben altro significato e potrà servire a salvare la vita nostra e altrui. Come? Ce lo spiega l’Enea.
Coronavirus: stop asintomatici con il test rapido
Con la ripresa dei contagi da Sars Cov-2, e senza un vaccino che possa sconfiggere il virus, gli esperti hanno ribadito che l’unica soluzione è cercare di contenerne la diffusione. L’arma al momento nelle nostre mani è la mappatura degli asintomatici, ovvero coloro che sono positivi al coronavirus ma che non hanno sviluppano i sintomi della malattia Covid-19, e diventano così inconsapevoli veicoli di contagio. La soluzione è effettuare test attendibili per poterli isolare prontamente. Laddove è stato fatto, per esempio in Cina, la mappatura a tappeto ha permesso di ridurre drasticamente i contagi.
Il problema restano però i test e la possibilità di avere i risultati il prima possibile.
Enea ha lavorato a questi aspetti, realizzando un sistema – in via di sviluppo – per poter effettuare test rapidi. Ancora una volta, a venire in nostro soccorso sono i sensori.
Il sensore a caccia di proteine virali
Piccolo come un cellulare ma efficace come un tampone rapido, il nuovo sistema si chiama AsDECO (Asymptomatic DEtection Coronavirus) e il suo fulcro è un sensore. Le proteine virali sono le grandi ricercate e tutto si gioca sulla loro presenza nel respiro.
Sarà sufficiente soffiare nell’apposita cannuccia del sistema e, se presenti, le proteine virali influiranno sulla luce riflessa. Gli algoritmi del sensore andranno a identificare questo cambiamento decretando così la positività del test.
Ciò significa nessun utilizzo di reagenti e soprattutto il test non richiederà il ricorso al lavoro di un laboratorio di analisi.
Il rilevamento della presenza delle proteine sarà quindi in tempo reale, rapido – saranno sufficienti 15 minuti – e a basso costo, e permetterà di scoprire nell’immediato se una persona sia o meno positiva al coronavirus.
Utilizzabile più volte e ovunque
Il sistema ideato da Enea, dunque, potrebbe essere utilizzato anche al di fuori delle strutture ospedaliere e dei laboratori di analisi − per esempio presso le scuole − e consentire di alleggerire la pressione che gli ospedali o le strutture sanitarie devono fronteggiare.
In pratica si potrebbero avere più controlli, in più luoghi, in maniera non invasiva e rapida.
Una precisazione è, però, importante ed è sottolineata anche da Antonia Lai, ricercatrice del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia del Centro Ricerche Enea di Frascati, che si occupa dello sviluppo del dispositivo: AsDECO non andrà a sostituire il test molecolare – il tampone che dà un risultato entro le 48 ore – ma potrà essere uno strumento molto utile di affiancamento. L’intento, spiega la ricercatrice, è di renderlo poi utilizzabile anche da personale non specializzato.
I prossimi passi verso il nuovo dispositivo
Per il momento lo sviluppo del sistema prosegue – la ricerca è ancora in corso – e ci vorrà qualche mese per terminare i lavori; successivamente partirà la sperimentazione presso alcune strutture ospedaliere che, conferma Lai, stanno già collaborando con Enea.
La lotta al coronavirus potrà, quindi, essere molto più efficace e sarà anche più semplice fare prevenzione.
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